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A Trento S. Pasqua non “bassa”, ma “bassissima”: e quindi Carnevale in netto anticipo

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Lo scorso mese di gennaio un consigliere di maggioranza del Comune di Trento ha avanzato una proposta francamente singolare, per certi aspetti amena nella sua bizzarria, che con ogni probabilità non mancherà di essere ricordata tra le iniziative più stravaganti partorite dagli illuminati buonisti chiamati a diversi titolo ad occuparsi di immigrazione.
Il consigliere, rilevato che l’uomo ha paura di ciò che non conosce (nel caso specifico, ci pare, pur con tutto il rispetto dovuto alla proposta, a non essere conosciuto è il limite del ridicolo) e che il primo passo per l’integrazione è la conoscenza, propone in primo luogo una serie di serate, che, suggerisce, potrebbero essere organizzate da SAT, Alpini e Circoscrizioni, nel corso delle quali i profughi (in realtà richiedenti asilo) potrebbero raccontare ai presenti la loro storia.
Quindi il consigliere, racconta di riunioni avute con Cinformi, nel corso delle quali “si è parlato di come impiegare questi ragazzi arrivati da noi come profughi, ragazzi che devono sottostare a delle regole (addirittura!!! n.d.i) ragazzi che sono alloggiati, spesati e con una somma simbolica per vivere, ma pur sempre ragazzi”.
Da qui la geniale proposta: quale occupazione migliore, si chiede retoricamente il consigliere, di perlustrare il territorio in compagnia della Polizia Locale, per conoscere e farsi conoscere e levare quella diffidenza che sta in ognuno di noi?
Si premette, prima di entrare nel merito dell’atto ispettivo, che la notizia non risulta sia stata smentita e che, pertanto, pur contro ogni evidenza, si deve dedurre che essa sia fondata.
Peraltro, non può non rilevarsi come l’iniziativa, ove attuata, potrebbe produrre risultati affatto diversi rispetto a quelli auspicati.
Si pensi al caso del vigile urbano che in compagnia di un richiedente asilo elevi una contravvenzione ad un cittadino: quale sarebbe il sentimento del sanzionato locale? maggiore apprezzamento per l’accompagnatore, al cui mantenimento già contribuisce nella sua qualità di contribuente italiano? o, forse, l’accompagnatore sarebbe pur esso destinatario dei pensieri non propriamente riconoscenti che il sanzionato rivolge a vigile e Comune?
Come che sia, ciò che interessa in questa sede è il possibile coinvolgimento nell’iniziativa di Cinformi, con cui il consigliere comunale riferisce di avere avuto plurimi incontri.
E poiché Cinformi significa Provincia, pare opportuno fare chiarezza al riguardo.
E ciò anche se non sfugge all’interrogante che la singolarità dell’iniziativa potrebbe in realtà costituire un anticipo di Carnevale, favorito dalla circostanza che quest’anno la S. Pasqua è assai “bassa”, la più “bassa” da quasi un secolo.
E se la S. Pasqua è “bassa”, basse sono pure Le Ceneri e quindi il Carnevale, cosicché non può forse neppure escludersi a priori che la proposta in esame altro non sia in realtà che un ben riuscito scherzo.

Quanto sopra premesso, il sottoscritto consigliere

interroga il Presidente della Provincia al fine di sapere

a) se la proposta di cui in premessa, che vorrebbe impiegare i richiedenti asilo in coppia con i vigili urbani del capoluogo, è stata studiata d’intesa con Cinformi;

b) quale sia l’opinione della Giunta provinciale su questa, in verità singolare, proposta;

c) se il tutto, invece, non sia più propriamente riconducibile ad uno scherzo di Carnevale.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

cons. Rodolfo Borga