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ALTA VAL DI NON: LA SOLUZIONE PER USCIRE DALL’IMPASSE ESISTE

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La questione della denominazione del nuovo Comune frutto della fusione di Fondo, Malosco e Castelfondo sta suscitando non poche polemiche. Come peraltro è comprensibile sia, considerata l’importanza che sotto diversi profili (identitari, storici, culturali, ma anche talvolta economici) riveste il nome di una Comunità.
Senza entrare nel merito della questione che sta dividendo i Comuni dell’Alta Valle di Non, Civica Trentina, come suo costume, in luogo di alimentare le polemiche ha cercato una possibile soluzione al problema, che nel doveroso rispetto della volontà manifestata dai cittadini in occasione del referendum, consenta di superare l’impasse che si è venuto a determinare. Anche, ma non solo, dopo l’insuccesso del referendum nel Comune di Ruffrè Mendola.
Soluzione che la normativa vigente consente e che spetterebbe alla politica (a livello sia regionale che comunale) attuare. Ai sensi del DPR 1 febbraio 1973 n. 49 (Norma d’attuazione) è, infatti possibile, che la denominazione contestata venga modificata dai Consigli comunali interessati con maggioranza qualificata e che il Consiglio regionale deliberi di prescindere nella fattispecie dalla consultazione referendaria.
Ove così fosse, non sarebbe necessario svolgere nuovi referendum ed il Consiglio regionale potrebbe recepire con un emendamento la volontà dei Consigli comunali interessati.
A noi pare una soluzione che risponde a criteri di buon senso, che richiama tutti i protagonisti politici della vicenda alle loro responsabilità, che rispetta nella sostanza la volontà popolare, che non comporta un atto d’imperio del Consiglio regionale, che si limiterebbe a prendere atto dell’eventuale nuova scelta operata dalle Amministrazioni comunali, che, infine, potrebbe contribuire a creare un clima più positivo tra le diverse Comunità dell’Alta Val di Non.
Civica Trentina è disponibile a sostenere questa soluzione, che auspichiamo tutti gli interessati valutino con serenità, concretezza e realismo. Una soluzione che agevolerebbe l’iter legislativo del disegno di legge che entro breve sarà portato all’attenzione della Commissione e dell’aula.
Iter che in caso contrario, considerati gli interessi in gioco ed il clima che si è venuto a creare, potrebbe invece incontrare qualche ostacolo.
Rodolfo Borga