Home Blog Altopiano di Brentonico e Piano turistico: regia provinciale assente e miope. Situazione...

Altopiano di Brentonico e Piano turistico: regia provinciale assente e miope. Situazione assolutamente fallimentare su tutti i fronti. Quali i progetti in atto, quali gli impegni e quali gli step attuativi? Quale la collaborazione con l’amministrazione locale?

0 28

CONDIVIDI SUI SOCIAL:

L’Altopiano di Brentonico è stato ripetutamente oggetto di percorsi e di programmi di sviluppo turistico, e le Amministrazioni comunali che si sono susseguite hanno dovuto giocoforza rimanere nel solco di quanto, nel tempo, l’Amministrazione provinciale ha voluto mettere in campo dal punto di vista della programmazione. Da qui abbiamo assistito alla predisposizione di progetti che poi, nella realtà, non hanno avuto il giusto e doveroso seguito; dall’improbabile per questioni di costi!) collegamento funiviario che dalla funivia di Malcesine si andava a snodare verso l’Altipiano a ipotesi turistiche varie che, nella realtà, non si sono mai attuate né realizzate.

A fronte di ciò crediamo sia serio partire alla valutazione di quanto esiste e pensare agli obiettivi che chi fa la regia dal punto di vista politico ha il dovere di mettere in campo, tenendo presente che, ad oggi, fatta un’analisi veloce, non vi è una stabilità in termini generali e molte delle poche realtà presenti risultano purtroppo sul piede di essere cedute, magari a imprenditori che potrebbero snaturare completamente l’assetto di quella che è la proposta specifica del Monte Baldo.

A fronte di questo ci pare, ripetiamo, serio partire da una richiesta specifica per capire precisamente come questa Giunta provinciale intenda confrontarsi con gli operatori, protagonisti esclusi i quali diventa impossibile poter di fare una regia che possa determinare e sviluppare quello che è – o che meglio ancora potrebbe essere – il business turistico dell’Altopiano di Brentonico.

Quello che ad un’analisi e ad una verifica manca è proprio la capacità di interfacciarsi con quelle che sono le realtà ma soprattutto di coordinale perché diverse sono le proposte, che vanno dall’agriturismo all’albergo di categoria alle aziende di ristorazione che – per loro stessa ammissione – purtroppo mancano di un coordinamento che sia legato a un piano specifico di sviluppo e sul quale ognuno, avendo piena contezza, potrà sviluppare dal punto di vista anche degli investimenti personali.

Per questo, in concerto con l’Amministrazione di Brentonico, si chiede quale sia il piano di concerto per una zona altrettanto strategica qual è l’Altipiano in parola affinché le zone della Polsa, di San Valentino, San Giacomo e di Brentonico appunto, abbiano uno sviluppo armonico, ma soprattutto quali contatti siano stati presi con gli albergatori e ristoratori locali per addivenire ad un progetto/programma che possa essere di sviluppo e sul quale gli imprenditori stessi possano, con piena conoscenza, investire.

Tutto ciò, ben sapendo che i progetti, non possono stagionali, ma devono abbracciare tutto l’arco dell’anno, pena l’insostenibilità della sopravvivenza delle aziende turistiche locali, tanto che, oltre a qualche fallimento, al declassamento delle vendite delle unità abitative, c’è il serio rischio dello spopolamento degli investimenti.

Tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere

interroga il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

 se vi sia un piano turistico provinciale, approvato, condiviso e perseguito di concerto con l’Amministrazione locale, per l’Altopiano di Brentonico e, in caso affermativo, che cosa concretamente preveda, quali siano le strategie, quali gli investimenti e quali i sostegni per lo sviluppo della pluristagionalità;

  • se e quali siano le attenzioni e il monitoraggio delle situazioni esistenti e quali –se ci sono-i piani di sviluppo concertati con APT e Aziende turistiche locali;
  • se vi sia piena conoscenza delle difficoltà che le poche aziende presenti stanno attraversando per l’insipienza di un progetto che nessuno conosce e che località quali la Polsa è in pieno disarmo da anni e che San Valentino e zone limitrofe invece, sarebbe parimenti in pieno affanno, anche per i cambi generazionali in atto;
  • attraverso quali strumenti si pensa di poter sviluppare un territorio importante dal punto di vista turistico ma anche dell’interesse del flusso fiscale che, diversamente, anziché incassare si trova nella condizione di dover supportare situazioni fallimentari.

A norma di Regolamento, si chiede risposta scritta.

 

Cons. Claudio Civettini