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Ambulanti abusivi in provincia di Trento: quali controlli e quale la tutela degli ambulanti regolari e negozianti?

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Da Napoli, precisamente dal quartiere Chiaia, ci giunge la segnalazione di un ingente sequestro di merce, frutta e verdura in particolare, commercializzata abusivamente da venditori abusivi che si nascondono spesso sotto la definizione di itineranti.

Testualmente:

“Polizia Municipale, sequestri ambulanti abusivi a Chiaia

A seguito di vari esposti pervenuti in via De Giaxa, gli Agenti della Unità Operativa Chiaia hanno portato a termine una vasta operazione finalizzata al rispetto delle regole e al ripristino della piena legalità.

Nella zona di Via Lomonaco, Largo Ferrandina e Via Imbriani sono stati fermati, identificati e sanzionati quattro venditori ambulanti di frutta e verdura totalmente abusivi; la merce, nella quantità di Kg. 1100 di verdura e Kg. 1400 di frutta, è stata sequestrata e distrutta ai sensi dell’Ordinanza Sindacale n°82 del 1996 poiché esposta agli agenti atmosferici ed ai gas di scarico dei veicoli, pertanto da ritenersi inquinata. Altresì, due utenti della strada sono stati fermati e verbalizzati e i rispettivi veicoli sottoposti a sequestro amministrativo in quanto sprovvisti della copertura assicurativa obbligatoria”.

Questa la nota, riportata integralmente, per denunciare invece quella che in Trentino parrebbe una omissione diffusa sui controlli di altrettanti venditori abusivi e che, con la stessa metodologia riportata dalla cronaca napoletana, contravvenendo troppo spesso palesemente alle regole del commercio anche ambulante, ostentano impuniti vendita di fiori, ortofrutticoli e altri prodotti, la cui vendita è regolamentata e, per i “regolari “sottoposta ad una tassazione impossibile, tanto da ravvedersi anche l’ipotesi di concorrenza sleale, per la spesso evidente evasione fiscale.

Non certo una guerra tra poveri, ma un sistema che, oltre a danneggiare i cittadini per le incerte provenienze del venduto, anche per l’evidente inadeguatezza strutturale spesso dimostrata, laddove invece ai ambulanti nostrani, vengono richieste certificazioni, garanzie, prescrizioni cui ottemperare e regole di ogni genere.

Un sistema da far west commerciale, dove in assenza di concreti controlli e provvedimenti, vengono penalizzate le nostre imprese, ambulanti e non, ma anche i nostri produttori locali che, come ben sappiamo, hanno il diritto di vendere direttamente le loro produzioni e, l’allocazione produttiva e di vendita, sono la garanzia di produzione e regole attive rispettate.

Come se non bastasse, a farne le spese anche i nostri piccoli mercati ortofrutticoli rionali, anch’essi penalizzati da tali presenze, che operano con regole incerte di igiene, provenienza dei prodotti e gestione commerciale.

Qualcuno parla di racket, che soprattutto nell’abusiva vendita di fiori, sembrerebbe evidente e in termini di diffusione dei controlli, sembrerebbero inesistenti in tutta la provincia, anche e soprattutto nel rispetto delle zone, della presenza di rivendite continuative o mercati ortofrutticoli e degli orari, che, come abbiamo potuto verificare, sono spesso di intere mattine o di altrettanto piene serate.

Di più nell’uscita dei qualche casello autostradale, ci viene documentata anche la vendita di “fresche mozzarelle di bufala”, esposte al sole o in contenitori che ci ricordano più i mercatini di Tunisi o di qualche borgata libica, alla faccia delle norme e regole che i trentini occupati nei loro commerci, devono rispettare e documentare ad ogni controllo.

Crediamo che la situazione debba essere chiarita, posta all’attenzione dei controlli a tutela dei consumatori, degli ambulanti regolari e dei negozi, che nella loro corretta concorrenza nelle rispetto delle regole, possano offrire il loro prodotto al miglio prezzo, azzerando quella concorrenza sleale purtroppo troppo presente anche in Trentino.

Tutto ciò detto, nel rispetto anche delle leggi provinciali che ordinano i comportamenti commerciali e nella convinzioni che tali presenze violinino le stesse, a partire dalla L.P. 17 del 30 luglio 2010 e s.m.crediamo di svolgere la corretta azione di controllo, dando l’opportunità all’assessore provinciale competente, di assumere iniziative di controllo e di verifica, onde salvaguardare chi ci paga le tasse.

 

Tutto ciò premesso,

si interroga

il Presidente della Provincia

Per sapere:

 

  • Nel rispetto delle competenze territoriali, quali controlli sono attivi in provincia di Trento, circa la presenza di venditori abusivi di ortofrutticoltura, fiori e altre mercanzie, presenze che danneggiano sia gli ambulanti trentini o regolari, sia i negozianti sono sottoposti a regole, controlli, prescrizioni e con un sistema fiscale certo e controllabile;
  • Come si intendono perseguire i venditori abusivi, illeciti e illegali che contro ogni regola sfidano quotidianamente il mercato di vari territori provinciali, quasi indisturbati, nel nome di un perbenismo istituzionale che offende le persone e le aziende corrette che operano secondo i dettati della legge, anche nella rintracciabilità della provenienza dei prodotti;
  • Vista che la legge, per accedere alla professione commercia di ogni tipo, prevede anche la valutazione dei requisiti morali, quali controlli in questo senso sono stati fatti dal 2008 ad oggi, quali i risultati e come si intende continuare a verificare tali circostanze;
  • Quali controlli sono fatti sulle merci che vengono messi in vendita e come si tutela la salute del consumatore, qualora, ad esempio, fossero commercializzati prodotti ortofrutticoli provenienti dalla famigerata terra dei fuochi;
  • Se si intenda mettere fine a questi mercati paralleli e abusivi e, nel caso, attraverso quali azioni concrete e quali i coinvolgimento delle Forze dell’ordine deputate a questo tipo di controlli e repressioni anche di palesi frodi fiscali;

A norma di Regolamento, si chiede risposta scritta.

 

Cons. Claudio Civettini