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Anarchici e rivoluzionari in comodato (a spese del contribuente) del Bruno nuovamente responsabili d’inaccettabili atti di violenza

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La sostanziale impunità di cui godono questi perdigiorno è il frutto della tolleranza – per non dire protezione – di cui continuano a godere. Civica Trentina da anni sollecita un radicale cambio di rotta. A partire dalla risoluzione del contratto di comodato con cui la Provincia ha concesso gratuitamente al Centro sociale un immobile in Piedicastello.
Di seguito pubblichiamo l’ultima interrogazione presentata. A breve torneremo a sollevare la questione in occasione della discussione della legge di bilancio. Non abbiamo, infatti, alcuna intenzione di lasciar perdere.

Al Presidente del
Consiglio Provinciale
Bruno DORIGATTI
INTERROGAZIONE n.

Centro Sociale Bruno ed anarchici

L’intollerabile tolleranza della politica inevitabilmente produce i suoi frutti

 
A più riprese il sottoscritto consigliere si è occupato delle azioni del gruppo di anarchici che impunito spadroneggia da tempo in Trentino e del c.d. Centro Sociale Bruno, che da anni utilizza un ampio immobile in Piedicastello, che la munifica (con il denaro dei contribuenti) Giunta provinciale, per il tramite di Patrimonio del Trentino, gli ha concesso gratuitamente.
Nei numerosi atti ispettivi presentati abbiamo denunciato il clima d’intollerabile tolleranza di cui costoro godono da parte della politica locale, che puntualmente chiude entrambi gli occhi di fronte ai comportamenti violenti ed illegali dei nostrani rivoluzionari da salotto; quelli che il Questore nel dicembre 2015 ha qualificato come di seguito: “personaggi nati, cresciuti e tollerati in questa realtà, molti sono anche figli della “Trento bene”, con una presunzione d’impunità”.
A solo titolo d’esempio, per quanto concerne gli anarchici, rammento che con interrogazione n. 4350/XV dello scorso 11 aprile, dopo aver riportato le denunce di Questore e Commissario del Governo circa il clima di tolleranza che di fatto copre l’operato degli anarchici trentini, chiedevo se la Giunta fosse a conoscenza che gli anarchici (fatto noto a tutti) hanno da tempo occupato illecitamente una sala all’interno della Facoltà di Sociologia, di cui hanno fatto la loro sede (la sede cui nel gennaio 2016 l’allora Commissario del Governo ha fatto riferimento nel suo discorso di commiato), e se avesse contattato il Rettore (pur egli, a  quanto è dato sapere, silente) per sollecitare il ripristino della legalità nell’Ateneo.
Assai significativo il fatto che la Giunta non abbia trovato ancora il tempo di rispondere, dopo aver richiesto una proroga ai termini prescritti dal Regolamento, considerata la “complessità della questione”.
Quanto al Centro Sociale in comodato gratuito, a più riprese abbiamo evidenziato le ragioni per cui la Giunta provinciale dovrebbe (non potrebbe) recedere dal contratto ai sensi degli artt. 2 e 3 del medesimo.
Ma anche in tal caso la Giunta neppure riscontra le interrogazioni (da ultimo quella n. 4348/XV).
Ciò premesso, veniamo ai fatti di sabato 21 ottobre scorso quando alcuni appartenenti al Centro Sociale Bruno prima, ed un gruppetto di anarchici dopo, hanno assalito un gazebo del movimento Forza Nuova, devastandolo e provocando lesioni ad alcune persone presenti (militanti ed agenti di Polizia).
L’aggressione ha condotto ad alcuni arresti tra gli aggressori.
La reazione dei responsabili degli atti di violenza non si è fatta attendere.
Prima una manifestazione (va da sé non autorizzata) avanti il Tribunale di Trento e poi, la notte della domenica, una nuova iniziativa culminata con il lancio di pietre e fumogeni avanti la Questura ed il carcere e con alcuni atti di vandalismo in Corso 3 Novembre.
Sul sito del Centro Sociale in comodato è stato pubblicato uno sproloquio, infarcito dei consueti luoghi comuni (cfr. allegato), con cui i comodatari a spese del contribuente trentino hanno rivendicato e giustificato l’aggressione, chiedendo l’immediata liberazione dei due compagni arrestati.
I giornali hanno riportato le dure dichiarazioni del Questore, che ancora una volta ha parlato di tolleranza e permessivismo, ricollegati – in modo neppure tanto velato, laddove ha fatto riferimento a “persone piuttosto in vista” – alla condizione di “figli di papà” di cui aveva parlato il suo predecessore.
Dopo quanto è accaduto, riteniamo che la Giunta non possa perseverare nella tolleranza sino ad ora manifestata, che di fatto si traduce in un tacito sostegno a questi inaccettabili comportamenti.
Non conosciamo le ragioni per cui la Giunta provinciale abbia ritenuto fino ad ora d’ignorare bellamente quanto sta accadendo.
Per parte nostra, insistiamo nel richiedere che il Governo si attivi al fine di ottenere il ripristino della legalità: la tolleranza di cui hanno fino ad ora goduto questo manipoli di violenti deve cessare.
Segnatamente chiediamo che la Giunta dia disposizioni a Patrimonio del Trentino spa affinché, avvalendosi degli art. 2 e 3 del contratto di comodato, la società risolva il contratto o in subordine dallo stesso receda; destinando magari l’immobile concesso gratuitamente al Centro Sociale Bruno a scopi di ben maggiore interesse pubblico per la comunità di Trento.
Chiediamo altresì che la Giunta manifesti al Rettore, competente ad intervenire, l’opportunità che l’Università si attivi al fine di ripristinare la legalità, ponendo fine all’occupazione dell’aula situata nella facoltà di Sociologia, di cui gli anarchici locali hanno fatto la loro sede.
Quanto sopra premesso, il sottoscritto consigliere
interroga il Presidente della Provincia al fine di sapere
se la Giunta intende, anche alla luce delle violenze di cui sono resi responsabili sabato scorso alcuni anarchici ed appartenenti al Centro Sociale Bruno:
  1.  dare disposizioni a Patrimonio del Trentino spa affinché risolva il contratto stipulato con l’Associazione Commons o comunque receda dallo stesso;
  2.  manifestare al Rettore l’opportunità che l’Università si attivi al fine sgomberare l’aula della Facoltà di Sociologia illegalmente occupata dagli anarchici.
A norma di regolamento si richiede risposta scritta.
cons. Rodolfo Borga