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Arcigay e la scuola trentina: tutto concordato con la Giunta provinciale?

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Il 27 aprile scorso il Presidente di Arcigay del Trentino ha inviato alle segreterie di un gran numero di scuole trentine una comunicazione con cui ha richiesto di promuovere “presso studenti e colleghi” una spettacolo asseritamente incentrato sul tema del bullismo omofobico.

Nel documento allegato alla comunicazione si legge che Arcigay del Trentino anche quest’anno organizza, con il patrocinio della Provincia autonoma di Trento, del Comune di Trento e della Presidenza del Consiglio della Provincia, la settimana “Liberi e libere di essere”, nel cui contesto s’inserisce lo spettacolo di cui sopra.

Si premette che, come tutti gli studi, nazionali ed internazionali dimostrano, non esiste alcun “problema” omofobia, ma semmai il sempre più evidente intento di promuovere, con la complicità di una classe politica inetta, pavida, culturalmente non adeguata (per usare un eufemismo) e anche per questo succube della subcultura del politicamente corretto, l’ideologia gender a partire dal terreno a questi fini più fertile e cioè dalla scuola.

A parte ciò, è interessante sapere se tale singolare iniziativa di Arcigay sia in qualche misura concordata con la Provincia (ed in particolare con l’assessorato all’Istruzione), atteso che il tenore della comunicazione inviata alle scuole lascia intendere una qualche forma d’intesa al riguardo.

E’ poi interessante conoscere quale sia stato il comportamento dei dirigenti degli istituti interessati, che in qualche caso pare abbiano prontamente date seguito alla richiesta di Arcigay, girando al comunicazione ai destinatari “ultimi”, ed in particolare se le famiglie siano state in qualche misura interessate; abbiamo, infatti, pur sempre a che fare con minorenni, sulla cui educazione, azzardiamo, le famiglie hanno tutt’ora il diritto di dire qualcosa.

Ancora, è interessante sapere se iniziative quali quella in esame costituiscano una prassi utilizzata dalle diverse associazioni trentine operanti nel campo culturale, sociale, sportivo è più in generale del volontariato, ovvero se si tratti di un “privilegio” riservato ad Arcigay.

Infine, è, ad avviso dell’interrogante, interessante sapere cosa pensa la Giunta provinciale di quanto è accaduto.

Perché, se è vero che nelle lunghe giornate di discussione del disegno di legge di Arcigay in Consiglio provinciale abbiamo visto i rappresentanti di Arcigay ed Arcilesbica dare ordini precisi alla Giunta provinciale circa il comportamento da tenere, è altrettanto vero che la scuola ci pare luogo più importante, ove un minimo di cautela su argomenti così delicati si impone.

Quanto sopra premesso, il sottoscritto consigliere

interroga il Presidente della Provincia al fine di sapere 

a) se l’iniziativa di cui in premessa è stata concordata con la Giunta provinciale;

b) se la richiesta di Arcigay di diffondere la comunicazione a “studenti e colleghi” ha avuto seguito, come pare sia accaduto in qualche scuola;

c) se le famiglie degli studenti minorenni sono state in qualche misura coinvolte o sono state quantomeno informate dell’iniziativa;

d) se l’invio di comunicazioni alle scuole trentine da parte di realtà estranee alla scuola, con diffusione delle medesima tra insegnanti e studenti, costituisca una prassi e, in ipotesi di risposta positiva, quali sono le associazioni che possono accedere a tale canale di comunicazione privilegiato (a titolo d’esempio, SAT, AVIS, Sezione Alpini, etc…);

e) se esistono delle direttive provinciali al riguardo;f) quale è il giudizio della Giunta provinciale sull’iniziativa di cui in premessa e quali i provvedimenti che essa intende eventualmente adottare.

 

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

 

cons. Rodolfo Borga