Home Blog Arco docet: paesaggio trentino e tutela storico-architettonica. Contro le devastazioni speculative la...

Arco docet: paesaggio trentino e tutela storico-architettonica. Contro le devastazioni speculative la Soprintendenza abbia un ruolo nella pianificazione urbanistica

0 951

CONDIVIDI SUI SOCIAL:

Per quale ragione l’intero complesso urbanistico-paesaggistico di Arco – che ha, a tutti gli effetti, una grande importanza per essere stato uno dei Kurort europei come Merano o Baden-Baden – non risulta adeguatamente tutelato dalla Soprintendenza trentina?

E’ un quesito che magari alcuni sono si sono posti ma, in effetti, abbastanza sorprendente per la mancanza istituzionale che evidenzia.

A differenza che in altre situazioni, tuttavia, non è in modo diretto l’Ente provinciale quello che, in tal senso, deve essere chiamato in causa ma questi, ha il dovere di interagire nella complessità delle norme che regolano e, qualche volta garantiscono, speculazioni offensive dei percorsi storici dell’architettura locale nel nome di rifacimenti e pretestuose sburocratizzazioni delle pratiche edilizie.

Infatti, anche se a molti sembrerà strano – perché, oggettivamente, lo è -, in Trentino la tutela del paesaggio nel complesso non compete alla citata Sovrintendenza dal momento che risultano in adozione presso la stessa, solo le parti del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 Codice dei beni culturali e del paesaggio che riguardano direttamente i beni che compongono il patrimonio culturale e non quelli relativi al paesaggio, che pure, nelle intenzioni del legislatore della norma statale, rientra a pieno titolo fra il ‘patrimonio’ da tutelarsi.

Intendiamoci: anche in Trentino la tutela urbanistica e del paesaggio esiste ma compete agli organi territoriali, in teoria indipendenti e interessati alla tutela stessa, in pratica non sempre così come mostrano casi divenuti tristemente noti e balzati, negli ultimi anni, all’attenzione delle cronache.

Ne consegue la necessità di un intervento perché, se non si cambia il quadro normativo, introducendo un qualche controllo sugli organi territoriali da parte di un organo indipendente come la Soprintendenza, appunto, in materia paesaggistica si può ottenere ben poco rispetto a quello che servirebbe.

In alternativa, ma non necessariamente, si potrebbe impegnare la Giunta provinciale affinché dia disposizioni in modo che, presso gli organi competenti e proposti a tale ruolo, sia inserita almeno una persona della Soprintendenza o, quanto meno, l’obbligo dell’acquisizione del parere che preventivamente accompagni le scelte territoriali, laddove si parli di rifacimenti di centri storici (senza allungare i passaggi) nella predisposizione dei piani urbanistici, o loro stralci e modifiche dove in più occasioni si sarebbero riscontrate condotte potenzialmente opinabili, se non ai limiti della legalità e che in ogni modo, hanno portato a stravolgere visioni d’insieme dei paesaggi e angoli che, come nel caso dell’area ex Argentina di Arco, hanno dato spazi alla decomposizione architettonica letterale dei luoghi.

Si tratta insomma di un settore nel quale pare quanto mai opportuno intervenire, anche alla luce sei succitati e spesso tutt’altro che rosei episodi già accaduti.

Tutto ciò premesso,

il Consiglio Provinciale impegna la Giunta provinciale

 

  • ad attivarsi affinché, se necessario modificando il quadro normativo, sia introdotto un preciso controllo collaborativo sugli organi territoriali da parte di un organo indipendente come la Soprintendenza, appunto, in materia paesaggistica, affinché sia sempre evidenziato l’interesse paesaggistico storico delle forme architettoniche presenti, a tutela del paesaggio ma anche quale garanzie affinché gli amministratori locali e i tecnici, abbiano piena contezza sull’interesse pubblico che il paesaggio ha il diritto di conservare;
  • a coinvolgere l’assemblea dei Sindaci per una attenta verifica dei vantaggi generati da quanto al punto precedente, affinché in sinergia tra gli Uffici urbanistici provinciali e le Autorità territoriali, si predispongano tutti gli atti necessari affinché un delegato della Soprintendenza sia sempre disponibile a tale collaborazione, riconoscendo questo passo non un vincolo ma una opportunità a tutela delle Autorità comunali ma anche una garanzia contro assurde speculazioni soprattutto nei centri storici;
  • a facilitare l’iter urbanistico dei territori che elaborano piani urbanistici o loro stralci e modifiche con allegato il parere preventivo della Soprintendenza circa la corretta manutenzione paesaggistica che si esprime anche nelle scelte urbanistiche dei recuperi dei centri storici o di angoli impareggiabile di storia dell’architettura locale.

Claudio Civettini