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Area “Alle Casotte” di Mori: fallimento del progetto sin qui rivendicato come irrinunciabile? La Provincia faccia chiarezza!

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Come ben si sa l’area “alle Casotte”, nell’ambito territoriale del Comune di Mori anche se di proprietà della Provincia, risulterebbe destinata, attraverso i progetti di Meccatronica, al più avanguardistico sviluppo tecnologico con progetti di stupefacenti insediamenti all’insegna dell’evoluzione scientifica e tecnologica appunto.
Si usa volontariamente il condizionale dal momento che non pare esservi nulla di certo.
Anzi, gira voce che, che nel frattempo, vista la fine dalla codifica di tutte le indicazioni per cui l’area “alle Casotte” dovrebbe essere impiegata, sarebbe allo studio anche la possibilità di un insediamento misto che – travalicando ogni prospettiva sin qui emersa – decreterebbe, se praticata, il fallimento del progetto che pare per l’appunto si avesse in animo di portare avanti e che, fino ad oggi, non risulta sia stata oggetto di smentita alcuna.
Le perplessità sono accresciute dal fatto che non solamente sarebbe alle porte l’abbandono di quanto sin qui prospettato per l’area “alle Casotte”, ma sarebbe allo studio l’ipotesi della realizzazione di un ipermercato-con la caratteristica del “Category killer “, scenario che se confermato avrebbe non poche conseguenze nell’ambito dell’economia circostante.
Di qui la necessità, da parte dell’Amministrazione provinciale, di provvedere quanto prima a chiarire se effettivamente vi è un cambio di rotta rispetto al progetto di stupefacenti insediamenti all’insegna dell’evoluzione scientifica e tecnologica appunto che si aveva in mente per l’area “alle Casotte”, in caso affermativo in basi a quali scelte e quali motivazioni è maturata detta svolta, se questa non può essere interpretata come – di fatto – il fallimento di un progetto e, in ogni caso, se non ritiene discutibile e critica l’ipotesi di procedere con la costruzione di un ipermercato.
Dall’altra parte, interessare capire quali siano i dati sulle ripetute indicazioni date da più parte, che indirizzano la Giunta provinciale ma anche le Amministrazioni locali, ad un attento riutilizzo dei siti, dei capannoni e delle ex unità produttive dismesse, per un recupero intelligente degli spazi, nel risparmio dei terreni che potrebbero avere anche una valenza agricola primaria, ma anche per una destinazione specifica di eventuali settori da insediare nella cosiddetta area “alle Casotte”.

Tutto ciò premesso

si interroga il Presidente della Giunta provinciale per sapere:

• quale sia lo stato progettuale che dovrebbe interessare l’area “alle Casotte” di Mori; quali le destinazioni d’uso e quale l’interesse, le prospettive e i passi concreti verso l’annunciato “polo della meccatronica”;
• se corrisponde che vi sarebbe un cambio di rotta rispetto al progetto di stupefacenti insediamenti all’insegna dell’evoluzione scientifica e tecnologica appunto che si aveva in mente per l’area “alle Casotte”, in caso affermativo in basi a quali scelte e quali motivazioni è maturata detta svolta;
• quale il coinvolgimento della Amministrazione locale su tali eventuali scelte, quale la condivisione e con quali atti protocollati si sono attivati i confronti sulle destinazione d’uso, sugli eventuali cambi e proposte insediative;
• se non ritiene che detta svolta questa non può essere interpretata come – di fatto – il fallimento-anche parziale- di un progetto e, in caso affermativo, a chi deve esserne ascritta la responsabilità;
• se non ritiene assai discutibile e critica, per più ragioni, l’ipotesi di procedere con la concessione insediativa di sistemi distributivi appartenenti alle catene dei “Category killer”, visto che gli effetti immediati sarebbero lo svuotamento delle presenze in Via Gustavo Modena, sbilanciando e svuotando completamente il centro storico di Mori;
• se non si ritiene necessario che, con apposito regolamento provinciale, obblighi qualsiasi insediamento esterno al perimetro urbano, da parte di catene di supermercati o distributivo, ad aprire un servizio di uguale richiamo, seppur in spazi limitati e adeguati, anche nei centri storici dei Comuni interessati.

A norma di Regolamento, si richiede risposta scritta.
Cons. Claudio Civettini