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Ariston di Rovereto: provvedimento di mobilità sospeso o ritirato? Quale il futuro?

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Mentre l’ex sindaco di Rovereto, la butta sulla gestione urbanistica dell’ex Radi, poi Merloni ed ora Ariston, la vera preoccupazione è il destino dei 45 lavoratori, che, come sempre succede in questo caso, si attivano meccanismi di suddivisione dei numeri (ricorrendo al termine esuberi!), per poi passare alla definitiva eutanasia produttiva.

L’assessore provinciale, quasi con il piglio del re, fa passare il concetto di una retromarcia aziendale su una decisone presa, ma, in realtà, sembrerebbe più uno spostamento nel tempo(breve) delle scelte aziendali, che un vero e proprio ripensamento.

Ripensamento, che peraltro, non troverebbe argomentazioni credibili sul sito produttivo poiché, quello che forse manca nella visione avveniristica dell’assessore, è il fatto che anche in questo caso, l’unico piano forse attuabile, è quello di una riconversione di un settore che produce prodotti maturi.

Inutile dunque, pensare che la situazione si sia stabilizzata e, proprio per questo, di là da ogni speculazione politica, serve essere uniti per dare risposte concrete a quelle famiglie sorrette da quegli stipendi percepiti.

Una azione, che merita la sicuramente già attiva attenzione dell’assessorato provinciale ma che si rafforza nella condivisione di percorsi certi e noti che coinvolgano le speranze dell’impresa e di lavoratori.

Infatti, se è vero come è vero che l’assessore provinciale si sbraccia per affermare che è stato fatto tutto quanto possibile e concordato, dall’altra non è attraverso tali ragioni che se ne esce, ma attraverso la comprensione dei fattori reali di crisi o di opportunità, cui la direzione aziendale farebbe riferimento per non confermare il suo impegno produttivo a Rovereto.

 

Tutto ciò premesso,

si interroga

il Presidente della Provincia per sapere:

  • Visti il corposo pacchetto di benefici che sono stati offerti alla Direzione aziendale Ariston, compresi interventi strutturali del sito produttivo e benefici fiscali, quali sono le argomentazioni vere per cui l’Azienda sembrerebbe non aver accolto favorevolmente l’impegno ad una continuità duratura a Rovereto;
  • Allo stato attuale, come si intende procedere e, di là dalle dichiarazioni/slogan di chi gestisce la delicata trattativa, quali gli elementi concreti di un rinnovamento produttivo, di continuità produttiva e occupazionale;
  • È legittimo pensare che le iniziative d’incentivo fatte dal governo romano per l’occupazione giovanile, confliggano con la necessità di dare continuità lavorativa ai “vecchi” dipendenti, per il mantenimento dei quali, non ci sarebbero sostegni o defiscalizzazioni di sorta;
  • Entro che tempi, sia ragionevolmente possibile arrivare ad una ridefinizione del quadro produttivo di Via Manzoni e, viste le “intemperanze” dell’appena ex sindaco di Rovereto, circa la destinazione urbanistica dell’area, tale opportunità, quanto incide sulla definizione della permanenza futura dell’azienda a Rovereto;

 

A norma di Regolamento, si chiede risposta scritta.

 

Cons. Claudio Civettini