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Asili nido in Trentino: assenze e certificazione medica, regolamentazione o anarchia? Malattie tra i piccoli che si diffondono troppo facilmente? Genitori preoccupati per le conseguenze. La Provincia e Azienda sanitaria facciano chiarezza sulle procedure dando informazioni e garanzie.

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In Provincia di Trento gli asili nido – alla cui Amministrazione provvede ciascuno Comune interessato in forma diretta o nelle forme previste dall’Ordinamento dei Comuni cui all’art. 44 della L.R. 4 gennaio 1993 n. 1 e s.m. – sono materia regolamentata dalla Legge provinciale 12 marzo 2002, n. 4, concernente il nuovo ordinamento dei servizi socio-educativi per la prima infanzia. Tutto ciò, seppur coordinato dalle disposizioni dell’Azienda sanitaria, pare aver fatto sì che in Trentino, per quanto riguarda l’allontanamento del bambino dalla frequenza scolastica in caso di malattia, non vi sia chiarezza, né garanzie certe per i piccoli utenti e le loro famiglie.

Con la conseguenza che, dalle disposizione date, da una parte l’obbligo di certificazione medica in caso di assenza non sia espressamente contemplato, e, dall’altra, l’obbligo di tolleranza da parte delle strutture, educatrici e maestre, se è vero come è vero, che-ad esempio- l’allontanamento del bambino previo richiamo ai rispettivi genitori, risulterebbe previsto solo in casi gravi. Ad esempio, in presenza di febbre assai alta, con temperatura ascellare superiore 38° C cosa che per ovvie ragioni, fatte anche di disattenzioni o sottovalutazione anche da parte di qualche genitore, favorisce il diffondersi di malattie tra i piccoli.

Ed è proprio questa, guarda caso, la situazione segnalata da alcuni genitori letteralmente spazientiti dal riscontrare come, negli asili frequentati dai loro figli, si registri la diffusione, il ripetersi e le ricadute di malattie che sarebbero facilmente controllabili, con una differente regolamentazione in proposito.

Proprio per questo si ritiene opportuno investire della questione,  l’Amministrazione provinciale allo scopo da un lato, di aver conferma – aspetto che di per sé pare già non rassicurante, per un usare un eufemismo – del fatto che non esista una regolamentazione condivisa, a livello provinciale, circa l’obbligatorietà di certificazione medica in caso di assenza ma soprattutto quale stimolo all’azienda Sanitaria provinciale, affinché ,con disposizioni chiare, possa ripristinare l’obbligatorietà delle certificazioni mediche per la riammissione dei bimbi dopo le assenze per malattia.

Questo, per sapere entro quali termini e secondo quali modalità, alla luce dei disagi che riguardano in primo luogo i bambini, quindi le loro famiglie e da ultimo la gestione stessa degli asili nido, si intenda attivarsi per risolvere il problema, introducendo o caldeggiando nuove regole, su una situazione che se non fuori controllo appare comunque preoccupante.

Tutto ciò, anche alla luce dei “nuovi trentini” che numerosi frequentano i nidi stessi e che, qualche volta, sembra non siano adeguatamente informati e non condividendo le stesse preoccupazioni e precauzione, probabilmente collaborano involontariamente a questo stato di cose. Famiglie, cui bisogna dare istruzioni e risposte chiare, correlate da disposizioni che le educatrici possano avere quali riferimenti puntuali sui metodi di correttezza procedurale, anche per quei genitori, qualche volta disattenti sulle condizioni di salute dei propri piccoli e del manifestarsi delle seppur classiche malattie anche infettive, tipiche della prima infanzia.

Tutto ciò premesso il sottoscritto Consigliere

interroga il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

  • se si conferma che la Provincia abbia tra i suoi compiti anche la tutela della salute pubblica e, nel caso, quali siano le regolamentazioni in tema di controllo negli asili nido e nelle scuole materne, per quanto concerne la regolamentazione delle riammissioni dei piccoli cittadini, in caso di assenza per malattia;
  • se si conferma quanto riferito in promessa circa il fatto che in Trentino, per quanto riguarda l’allontanamento del bambino dalla frequenza scolastica in caso di malattia – e conseguente obbligo di certificazione in caso di assenza -, non vi sia totale chiarezza dal momento che i regolamenti per la gestione degli asili nido sono diversificati tra loro e in questo, quale le scelte politiche che l’Azienda Sanitaria traduce in disposizioni comportamentali;
  • se corrisponda al vero che l’Azienda Sanitaria sarebbe più preoccupata per lo scarso numero di pediatri sul territorio e per non oberarli del lavoro derivante dalle certificazioni, avrebbe consigliato nei tempi passati, l’abolizione delle stesse certificazioni di riammissione;
  • se non creda che tutto ciò sia preoccupante e costituisca, pur nel rispetto dell’autonomia di ciascun Comune, una forma di lacuna legislativa preoccupante, essendovi di mezzo un bene di prioritaria importanza quale è la tutela della salute, ma anche la tutela dei piccoli, delle famiglie, con un controllo codificato dei comportamenti nelle gestioni delle riammissioni alla frequenza dopo le malattie;
  • quali sono o dovrebbero essere, per la Provincia, le condizioni, in presenza delle quali, educatrici e maestre hanno il dovere di avvertire la Famiglia per il ritiro del bimbo dalla frequentazione della struttura;
  • se sia a conoscenza delle preoccupazioni di genitori che lamentano come, nei nidi e negli asili frequentati dai loro figli, spesso si registri la diffusione di malattie che sarebbero facilmente controllabili con una differente regolamentazione che per esempio prevedesse l’obbligo di certificazione medica in caso di assenza per malattia;
  • entro quali termini e secondo quali modalità, alla luce dei disagi che riguardano in primo luogo i bambini, quindi le loro famiglie e da ultimo la gestione stessa degli asili nido e delle scuole materne, si intenda attivarsi per risolvere, introducendo o caldeggiando nuove regole, una situazione che se non fuori controllo appare comunque preoccupante.

A norma di Regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Civettini