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Austria e Germania sospendono Schengen: come si prepara il Trentino?

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Sotto la spinta del continuo arrivo di richiedenti asilo Austria e Germania hanno preannunciato la possibile sospensione del trattato di Schengen. Ove ciò accadesse, a sopportare le conseguenze sarebbe la nostra Regione. A tal riguardo si rileva che il flusso verso l’Austria è stimato in 700 persone al giorno.

Un numero con tutta evidenza elevatissimo, se si considera che attualmente i richiedenti asilo ospitati in Trentino sono circa 950. La quasi totalità dei richiedenti asilo sono maschi adulti (che nella maggior parte dei casi non otterranno lo status di rifugiato). La presenza di minori, donne e famiglie è quindi del tutto minoritaria.

Anche in Trentino alcuni richiedenti asilo si sono resi responsabili di reati, legati principalmente allo spaccio di droga, anche in danno di minorenni. A quanto è dato sapere, alla denuncia dei responsabili (le criminali leggi recentemente introdotte dal Parlamento italiota hanno escluso di regola la possibilità dell’arresto) non segue alcun provvedimento di carattere amministrativo concernente la permanenza in Italia (a spese del contribuente) di questi delinquenti. In tale contesto la PAT ha sempre dato la massima disponibilità nell’accogliere richiedenti asilo ed anche recentemente la Giunta si è dichiarata pronta a sostenere la Provincia di Bolzano qualora Austria e Germania sospendano Schengen.

Quanto sopra premesso, si chiede se non sia il caso che, giunti a questo punto, la PAT subordini la propria disponibilità all’accoglienza ad alcune condizioni e segnatamente: a) all’invio in Provincia in luogo di maschi adulti, di donne, bambini e famiglie; b) all’invio di stranieri provenienti da Paesi che si trovino in situazioni tali da far presumere la concessione dello status di rifugiato o di protezione sussidiaria (così da evitare di trovarci tra un paio d’anni con clandestini da rimpatriare); c) all’attivazione di misure amministrative che comportino l’espulsione immediata dei richiedenti asilo che si rendono responsabile di reati dolosi, così da evitare la presenza in Provincia di delinquenti certificati, mantenuti, peraltro, dal contribuente italiano.

Il Consigliere provinciale
Rodolfo Borga