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Autista di Trentino Trasporti: no a processi sommari

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Civica Trentina ritiene di non poter tacere di fronte al linciaggio mediatico cui è stato sottoposto l’autista di Trentino Trasporti accusato di aver intenzionalmente saltato una fermata a causa della presenza di alcuni richiedenti asilo.
In poche ore l’autista è già stato accusato e condannato pubblicamente, senza che le sue argomentazioni siano state neppure prese in considerazione. Se in esito al procedimento disciplinare saranno accertate responsabilità, è giusto che trovano applicazione le conseguenti sanzioni. Dopo un regolare procedimento, però, non prima!
Particolarmente censurabile il comportamento del Presidente di Trentino Trasporti, già candidata PD alle scorse elezioni provinciali, corsa a presentare personalmente le sue scuse ai richiedenti asilo.
Di seguito pubblichiamo la lettera inviata alla stampa da Civica Trentina e le dichiarazioni rese alle stampa dal responsabile della Croce Rossa, che si occupa della gestione dei richiedenti asilo. Un “polverone per nulla” definisce la vicenda la Croce Rossa.

 

 

 

Il linciaggio mediatico cui è stato sottoposto l’autista di Trentino Trasporti, accusato di aver intenzionalmente saltato una fermata a causa della presenza di richiedenti asilo, pare francamente inaccettabile
Il procedimento disciplinare è appena stato avviato e le sue argomentazioni non sono state neppure lette, e già l’autista è stato condannato ed esposto alla gogna mediatica. E il Presidente di Trentino Trasporti, già candidato nelle liste del PD alle scorse elezioni provinciali, non ha perso un solo secondo per chiedere personalmente scusa ai richiedenti asilo, ritenendo evidentemente che le regole, che in ogni Paese civile garantiscono ad ogni accusato il diritto a non vedersi condannato senza che gli sia data la possibilità di difendersi, valgano per tutti, fuorché per l’autista in questione.
È del tutto evidente che se effettivamente le contestazioni fossero confermate, ci troveremmo di fronte a un comportamento censurabile e perseguibile sotto il profilo disciplinare.
 Allo stato, però, non esiste prova alcuna che l’autista abbia intenzionalmente saltato la fermata per motivi che avrebbero a che fare con la provenienza delle persone in attesa dell’autobus.
 Neppure il filmato su cui il presidente Baggia dice di aver fondato la sua (personalissima) convinzione lo è. Perché non è in discussione (neppure l’autista lo fa) il fatto materiale, ma le ragioni per cui ciò è avvenuto.
 Il sindacato dell’autista ha già preso posizione spiegando le ragioni del comportamento del suo iscritto. E sarà necessario attendere l’esito del procedimento avviato per poter esprimere una valutazione compiuta.
Tenendo conto anche del fatto che l’autista nei suoi vent’anni di lavoro ha trasportato migliaia di stranieri, che mai nessuna contestazione gli è stata mossa, che la fermata in questione è sia urbana che extraurbana (e quindi servita anche da altro mezzo), che le prime confuse contestazioni riguardavano presunti illeciti che materialmente l’autista non può avere commesso.
 In definitiva crediamo che prima di esporre alla gogna mediatica una persona i fatti debbano essere accertati. Se poi saranno accertati comportamenti illeciti, è giusto che trovino applicazione le conseguenti sanzioni.
Dopo, però, non prima. Altrimenti si torna alla legge di Lynch. Quanto al fulmineo intervento del presidente di Trentino Trasporti, ci limitiamo a rilevare come analoga tempestività non l’abbiamo mai riscontrata quando, come purtroppo sovente accade, autisti e controllori di Trentino Trasporti sono vittime di aggressioni verbali e fisiche. Allora tutta questa fretta nel condannare i responsabili e manifestare solidarietà ai propri dipendenti proprio non l’abbiamo vista.
E soltanto da pochi mesi (novembre 2017), grazie ad una mozione di Civica Trentina, Trentino Trasporti è tenuta a costituirsi parte civile contro i responsabili di reati che interessano il trasporto pubblico ed a fornire assistenza gratuita ai proprio dipendenti vittime di minacce, insulti, aggressioni. Perché prima i dipendenti erano lasciati soli.
Civica Trentina