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Autonomia e bioshopper a pagamento: una burletta che sancisce l’inadeguatezza di chi gestisce le competenze sull’ambiente in Trentino?

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Mentre ci si sforza a capire del perché ci sia un distacco così marcato tra la riformulazione dello Statuto di Autonomia e la gente, dall’altra, l’ennesimo esempio di come le nostre prerogative e specifiche competenze, siano invase dalle scelte romane ,senza che vi sia un sussulto di ragionevolezza sulle palesi “sciocchezze politiche” di certe scelte che ci si permette di non apostrofare, ma di indicare invece quale ennesimo balzello, che ricade-anche se di piccola entità-sulle spalle degli italiani e dei trentini.

Il tema è quello delle bioschopper o borsini di plastica, usuali nei negozi dove si vende la frutta e verdura o nei mercati, dove è stato introdotto-a livello nazionale-l ’obbligo di imputarle addebitando all’utente il costo, con il miope obiettivo, di ridurre il sistema dell’inquinamento dei mari-e qui noi ci attacchiamo dei monti!!-che in realtà sono oggetto di inquinanti ben diversi, partendo dai blister o dai contenitori in polistirolo, ampiamente in uso nelle catene dei supermercati, per evitare mano d’opera ai prodotti cosiddetti da banco.

Detto tutto ciò e detto che il paradosso di questo provvedimento sono invece le etichette non biodegradabili e che vengono regolarmente appiccicate sul sacchettino ora a pagamento perché  biodegradabile, quello che ci sorprende è il silenzio dell’Assessore competente in tema ambientale della Provincia di Trento, che zitto zitto, si è ben guardato di prendere posizione e trovare una ragionevole soluzione, che preveda sostenibilità ma anche correttezza nei confronti dei cittadini e dei negozianti, messi in croce da tale provvedimento e investiti anche del mandato della verifica sull’idoneità del riutilizzo delle borsine stesse.

Tutto ciò detto, sarebbe ora saggio che la Provincia di Trento si distingua per ragionevolezza, magari incentivando-previo adeguato e doveroso confronto con i commercianti stessi-l ’utilizzo di sacchetti di carta riciclata, dando così una lezione di forma e di stile.

Crediamo che l’Autonomia trentina abbia il dovere, anche in questi passaggi che lasciano il segno nello stile, di avere la giusta autorevolezza e di dar corso a scelte serie, che escano dalle sacrestie dei piccoli interessi, per abbracciare e sostenere gli interessi comuni di consumatori e commercianti.

Tutto ciò premesso

Il sottoscritto Consigliere

interroga

Il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

 

  • se risulta vero, sia di conoscenza e si confermino le competenze che nello specifico riguardano, tra le altre anche le materie quali AMBIENTE, TERRITORIO, TRASPORTI, OPERE PUBBLICHE e nello specifico:
  • Corpo forestale;
  • Caccia e pesca;
  • Funzioni delegate in materia di servizi antincendi;
  • Prevenzione rischi e protezione civile;
  • Interventi provinciali per il ripristino e valorizzazione ambientale;
  • Edilizia pubblica di competenza della Provincia;
  • Viabilità e relativo demanio;
  • Funzioni delegate dallo Stato in materia di viabilità;
  • Opere igienico-sanitarie e politiche per la gestione dei rifiuti;
  • Demanio idrico e polizia idraulica relativamente ai corsi d’acqua di tutte le categorie;
  • Opere idrauliche di tutte le categorie;
  • Opere di prevenzione e di pronto intervento per calamità pubbliche, relative ai bacini montani;
  • Utilizzazione delle acque pubbliche, ad esclusione dell’utilizzazione delle acque pubbliche a scopo idroelettrico;
  • Porti lacuali;
  • Tutela dell’ambiente;
  • Parchi per la protezione della flora e della fauna;
  • Gestione dei parchi naturali, compreso il Parco dello Stelvio
  • Urbanistica e piani regolatori;
  • Tutela del paesaggio;
  • Centri storici;
  • Libro fondiario e catasto;
  • Coordinamento progetto “Dolomiti patrimonio UNESCO”.
  • Foreste, ivi comprese le foreste demaniali;
  • Opere di prevenzione e di pronto intervento per calamità pubbliche di competenza dei servizi forestali;
  • se, in caso di conferma, sul tema del provvedimento adottato dal governo romano in tema di obbligo di utilizzo e pagamento delle bioschopper, la Provincia di Trento sia fermamente d’accordo con il provvedimento, ritenendolo innovativo e tutelante l’inquinamento dei nostri mari;
  • nel caso diverso, se ci si sia posto il problema – o meglio – l ’opportunità di incentivare nei mercati e nei negozi che commercializzano frutta e verdura, dei sacchetti di carta riciclata in sostituzione delle bioschopper, magari con l’adozione di facilitazioni fiscali che andrebbero ad incidere minimamente, ma in modo significativo, dal punto di vista politico;
  • quale sia l’indirizzo dell’assessore di merito e della Giunta su questa proposta e perché invece, non si sia pensato-in provincia di Trento-di introdurre l’incentivo a non utilizzare blister o contenitori di polistirolo, che, per risparmiare personale, viene invece abbondantemente utilizzato nelle grandi catene per confezionare, carne, formaggi, verdure e affettati, con prodotti che effettivamente sono di grande impatto ambientale;
  • perché, la capacità della gestione autonoma di temi di tipo ambientale, non ha mai avuto il coraggio di introdurre un forte incentivo al consumo – ad esempio – di detersivi acquistati a litro e non preconfezionati, con contenitori riutilizzabili, mentre sulle borsine riciclabili parzialmente, nulla si è fatto se non ossequiare le scelte governative.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Cons. Claudio Civettini