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Campana dei Caduti: luogo di trattati per la pace nel mondo. Grande opportunità per definire la mission della città di Rovereto? Ipotizzabile l’accesso gratuito al Sacro Parco della Campana?

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Patrizia Belli e Franco Delli Guanti, lanciano – ognuno dalla propria regia – due stimoli importanti sul ruolo di Rovereto e del simbolo della Pace, che trova nella Campana dei Caduti, una delle mission della Città a livello mondiale, cristallizzando un ruolo – quello della Campana appunto-che non può essere relegato dietro a nostalgismi di facciata, facendolo diventare luogo simbolo, per la frequentazione quale luogo delle riflessioni ma anche come sede internazionale, per sancire i percorsi di Pace per le diplomazie mondiali .

La prima proposta, fatta da cittadino – scrive Delli Guanti – quella di “candidare Rovereto, città della Pace, con la sua Campana dei Caduti, quale sede neutrale dell’incontro tra Kim Jong-un e Trump” essendo “La Campana già accreditata all’ONU e presso le Istituzioni europee, quindi già riconosciuta a livello ufficiale. Sarebbe il luogo ideale, equidistante, per un incontro di pace di livello mondiale”.

La seconda proposta, quella Ingresso gratis per la Campana della Pace di Rovereto, in quanto patrimonio collettivo dell’umanità”.

Un atto conseguente o forse precursore, di un nuovo modo di incastonare un simbolo riconosciuto a livello mondiale, che non può essere relegato a giardino delle rimembranze, ma – seppur sempre un luogo sacro e di rispetto – luogo delle riflessioni, dello studio, della vita delle persone.

Da un gruppo di studenti universitari infatti, nasce lo spunto per il racconto di Patrizia Belli che, dopo non essere potuti entrare nel parco, hanno avuto modo di affermare “che un simbolo di pace rappresenta uno strumento di educazione per tutti e che è sbagliato ragionare nel filone del “tutto si paga”. Mi hanno spiegato che i monumenti di cultura e pace come la Campana dovrebbero essere liberi da vincoli di ticket e che non c’è bisogno di un biglietto per garantirne la manutenzione, perché sempre più persone, laddove l’accesso è libero da balzelli, lo visiterebbero, facendo così circolare più denaro”.

La scrittrice poi, descrive con rara sensibilità il dialogo, che per una costruttiva valutazione, si riporta testualmente così come di seguito:

“Hanno usato anche espressioni forti come “mercificazione della pace”, ma sono giovani e gli si perdona il linguaggio.

A me rimane il dispiacere che di fronte al biglietto d’ingresso abbiano rinunciato a vedere la Campana.

So, per averla visitata tante volte, quanto essa possa essere solenne nel suo messaggio di pace. I roveretani la amano da sempre, sono cresciuti coi racconti della sua grandezza, dei viaggi per aggiustarla. Mia nonna mi favoleggiava di una campana fusa non solo coi cannoni, ma anche con le fedi delle vedove e io bambina immaginavo una montagna di anelli, perché dovevano essere proprio tanti per costruire una campana così grande. Eppoi era il nostro carosello, si andava a nanna la sera dopo i suoi rintocchi. E vederla suonare è un’esperienza indimenticabile: la nostra Campana possiede una sacralità maestosa.

Il suo messaggio di pace è universale e più che mai attuale. Un messaggio che basta a se stesso ed è patrimonio collettivo. Un patrimonio che pur essendo importante sul piano artistico, ha un enorme valore simbolico, politico e religioso. Da condividere, valorizzare e far circolare il più possibile. Per cementare il rapporto tra generazioni, quelle passate e quelle future. E allora perché non pensare a renderlo il più fruibile possibile. Ingresso gratuito o biglietto disaggregato: gratis la Campana, ticket per eventuali mostre. Per distinguere l’attività espositiva dal monumento.

Mi sembrerebbe un formidabile segnale della considerazione per la bellezza e la cura della nostra città, per una cultura abitata, viva, per un monumento come la Campana di notevole valore educativo”.

A fronte di queste due fini provocazioni positive, mi permetto di dar loro voce in sede istituzionale per aprire un confronto e un dibattito, che se raccolto, potrebbe determinare una svolta nella Città stessa di Rovereto, con implicazioni inimmaginabili, lasciando perdere le beghette di basso livello, per pensare a quale deve o dovrà essere Rovereto, che ha la grande opportunità di essere e diventare punto e meta non solo di “retorici amarcord”, di vecchie cartoline, storie e auspici, ma sede internazionale ,già riconosciuta ma per nulla praticata.

Tutto ciò premesso il sottoscritto Consigliere

interroga il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

  • se si condivida che la Campana dei Caduti non è un Museo ma un luogo e simbolo della Pace, riconosciuto a livello mondiale e che la fruibilità è dunque un bene comune e non frutto di una mercificazione dei richiamati valori;
  • se, condividendo la sacralità dei luoghi, si possa condividere anche che il simbolo della Pace-ovvero la Campana dei Caduti di Rovereto-possa essere un luogo delle Persone, con la possibilità di essere un luogo di vita, di studio, di passeggiata, di riflessione per residenti e turisti, poiché essendo un simbolo delle speranze del mondo, non necessita di ticket per viverlo, essendo un bene comune dell’Umanità;
  • se sia possibile supporre che i costi di gestione del parco e della operatività della Campana dei Caduti, siano assunti a livello provinciale, dove il mantenimento dei livelli occupazionali, oggi in carico alla Fondazione, siano garantiti, a fronte di servizi, controlli e gestione degli eventi che potrebbero trasformare addirittura il ruolo di Rovereto, mettendo in rete Campana, Museo della Guerra, trincee, Ossario , strada degli Artiglieri e ogni altro riferimento storico, in una visione futura, dove le Paci siano obiettivi comuni da perseguire nel mondo;
  • se sia ipotizzabile candidare Rovereto, città della Pace, con la sua Campana dei Caduti, quale sede neutrale dell’incontro tra Kim Jong-un e Trump” essendo “La Campana già accreditata all’ONU e presso le Istituzioni europee, quindi già riconosciuta a livello ufficiale, visto che sarebbe il luogo ideale, equidistante, per un incontro di pace di livello mondiale”.
  • se si condivide l’immensa ricaduta in termini di visibilità, per la Città ma anche per tutto il Trentino, qualora con la sponsorizzazione ONU, Rovereto potesse dar vita a questo evento di Pace tra potenze che oggidì mettono a rischio non solo la Pace, ma lo scoppio della folle terza guerra mondiale.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Cons. Claudio Civettini