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Camping e aree di sosta: tassa rifiuti e depurazione sproporzionata all’utilizzo con grave danno a questo comparto turistico?

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Ci viene documentato dalla Val di Fassa alla Val di Ledro, dal Basso Trentino fino alla parte più a nord, che laddove sono presenti i Camping, oltre dalla solita mole di tasse, questi sono oberati da una imponente tassa rifiuti e in alcune zone, da costi incredibili per la depurazione delle acque. Due balzelli, decisamente sproporzionati che mettono in netta difficoltà queste aziende, spesso a gestione familiare, perché superano il giusto concetto di contribuzione all’erogazione dei servizi, mettendole in sofferenza, soprattutto in tempi di restrizione anche di quel tipo di turismo.

Infatti, così come attualmente regolamentata, infatti, l’imposta sui rifiuti e della depurazione, grava sulla proprietà del campeggio contabilizzando i metri quadri di completa disponibilità, pertinenze comprese e non invece il corretto utilizzo delle piazzuole, che solo se occupate possono produrre rifiuto e consumare acqua.

Attualmente le anzidette imposte, così come impostate su parametri generali, diventano ingiuste, poiché non ci sarebbe nessun riferimento alle aree che anche ipoteticamente potrebbero essere oggetto di produzione di immondizia-dunque le aree delle piazzuole-includendo invece, anche i prati e parchi interni, compresi parco giochi e altro.

A fronte di questo si genera sperequazione evidente sui costi tra gli spazi disponibili e i servizi effettivamente usufruiti. Conseguentemente la richiesta che i campeggiatori avanzano nei confronti delle Istituzioni, non già per ragioni di settore o per interessi personali, ma per mere esigenze di giustizia, è di una rivisitazione sostanziale dei criteri da parte della pubblica amministrazione provinciale, affinché se ne faccia carico almeno per una corretta e puntuale verifica.

In particolare, l’Amministrazione provinciale dovrebbe da un lato – alla luce dell’anzidetta e certamente non equa situazione – mettere ordine sulla questione, senza scaricare sugli enti locali, l’onere di imporre una gestione delle tariffazioni scorretta e non attenta, anche perché,diversamente,si dovrebbe allargare l’improbabile imposta ai proprietari di prati e boschi se è vero come è vero che i prati e boschi, inseriti nell’area attrezzata dei Camping, vengono contabilizzati quali aree che contribuiscono a gravare sulle imposte in questione.

Una richiesta che sembrerebbe ragionevole e che porterebbe nell’alveo dell’equilibrio, un sistema che giustamente necessita di essere corrisposto in base alla potenzialità della produzione di rifiuti o acque nere, ma che dall’altra, non può dimenticarsi di applicare criteri comprensibili e giusti nelle tariffazioni stesse.

Tutto ciò premesso,

                                        Il Consiglio Provinciale impegna la Giunta Provinciale

 

  • ad approntare una immediata verifica sulle lamentele rappresentate da molti gestori o proprietari di Camping in Trentino, affinché se vi fossero situazioni incongruenti o comunque non corrette nella quantificazione degli spazi cui vengono attivate le sopra esposte tariffazioni, si possano immediatamente correggere, adottando criteri di giustezza nell’applicazione del tributo, senza vessare cittadini e attività turistiche;
  • a verificare con gli Enti locali preposti, ma anche con i tecnici e le associazioni del settore, affinché si possano introdurre le adeguate variazioni nella gestione degli spazi assoggettabili a tali imposte, nel vantaggio di una equa ripartizione delle spese dell’insostituibile servizio pubblico.

Cons. Claudio Civettini