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Cantina di Ala senza direttore: situazione anomala all’interno del sistema cooperativo vitivinicolo più importante del basso Trentino. Quali le ragioni e quali gli obiettivi del presidente?

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Abbiamo avuto notizia dalla stampa che, dopo 32 anni, da qualche mese, sarebbe stato licenziato improvvisamente, il Direttore della Cantina sociale di Ala – un gran professionista del settore – che ha guidato una cantina che, con i suoi 300 soci e più di 500 ettari di vigneti è una delle maggiori realtà vitivinicole del Trentino.

Una scelta che, per le notizie che sono state diffuse, non parrebbe completamente giustificata, anche perché nei fatti una cantina di primo grado – quale è quella in questione – in sostanza sarebbe senza una guida gestionale che raccolga quelle che sono, via via, le esigenze dei soci ma anche le problematiche poiché, avendo la Cantina centinaia di soci, chiaro che avere un punto di riferimento sia importante.

Oltre a ciò, quello che si legge dal punto di vista del marketing operativo è la perdita di una visione che dia al territorio, ma anche Cantina stessa – e perciò alla sua valenza nell’ambito territoriale del trentino -, quei riferimenti che possano essere deputati ad interpretare il confronto. Un atteggiamento che ha preoccupato molti dei soci e che, al di là delle chiacchiere, crediamo sia corretto venga data spiegazione poiché trattasi non di una Cantina del dopolavoro bensì di una realtà produttiva importante con delle responsabilità puntuali nei confronti dei soci e soprattutto, lo si ripete, nella scelta di detronizzare la valenza territoriale e perciò le peculiarità di tutti i terreni vitati nella zona di Ala.

Una perdita che sancisce, nei fatti, la rinuncia dell’unico baluardo dell’autonomia gestionale dell’azienda, trasformandola, nei fatti, ad un centro distaccato di vinificazione, che perde, nel concreto, ogni valenza identitaria, mentre, proprio in questi anni, sull’altra sponda dell’Adige-ad Avio-la si trasforma nella “terra dell’Enantio”, quale peculiarità di straordinaria unicità e di valore aggiunto territoriale e di spinta per tutta l’economia vitivinicola trentina e turistica.

Un passaggio questo -del dimissionamento- che suonerebbe anche in modo offensivo a quel Direttore, che, per ben 32 anni, è stato il punto di riferimento dei viticoltori soci di Ala e che ora sarebbe stato liquidato con un semplice “non serve più”, che nella forma, ben rappresenterebbe-se confermato-il basso profilo sociale adottato nelle argomentazioni addotte.

A fronte di ciò, si ritiene opportuno chiedere all’Amministrazione provinciale quali siano le ragioni dell’improvviso dimissionamento del Cda della Cantina sociale di Ala; e quali le argomentazioni addotte in tal senso; se – nel caso una delle argomentazioni fosse la cancellazione della figura -, quale la geografia gestionale dell’assetto dirigenziale di questa cantina poiché ci viene da capire che sia, di fatto, la scelta di un depotenziamento contrattuale all’interno del mondo vitivinicolo trentino ma soprattutto uno svilimento di quella che è l’immagine della Cantina sociale di Ala che, così gestita, cade nell’agone dei percorsi delle scelte politiche ma non di quelle necessariamente manageriali.

Un impoverimento che non avrebbe un senso logico, visto che ora più che mai, il know how territoriale, l’esperienza di gestione e la capacità di capire quale siano i nuclei dei problemi nel settore, sempre più in trasformazione in una fragilità particolare, sono particolari irrinunciabili per la qualificazione e lo sviluppo, soprattutto se tutto ciò è garantito da persone qualificate e per bene, qual’ era il Direttore improvvisamente licenziato

Tutto ciò premesso il sottoscritto Consigliere

interroga il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

  • quali siano le ragioni dell’improvviso dimissionamento del Direttore, dopo ben 32 anni di premiata presenza, della Cantina sociale di Ala;
  • mediante quali percorsi e valutazioni, ma soprattutto per cogliere quali opportunità, si sia arrivati a tale scelta che di là da ogni fatto personale, si legge come un defenestramento di tanta competenza e professionalità;
  • se – nel caso una delle motivazioni alla base di detta scelta fosse la cancellazione della figura -, quale sia, ora, la geografia gestionale dell’assetto dirigenziale di questa cantina poiché ci viene pensare e temere sia, di fatto, la scelta di un depotenziamento contrattuale all’interno del mondo vitivinicolo trentino ma soprattutto uno svilimento di quella che è l’immagine della Cantina sociale di Ala.
  • quale siano state le comunicazioni intercorse sul fatto, con il mondo della Cooperazione trentina e quali le posizioni a giustificazione di tanto silenzio che farebbe presagire un futuro diverso e non centrale, della gestione della Cantina di Ala;
  • quale sia ora, il ruolo, le competenze, il potere decisionale di quella nuova figura, definita quale “responsabile”, che sarebbe stato introdotto in sostituzione del Direttore che sarebbe stato defenestrato dal suo ruolo di responsabilità.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

 

Cons. Claudio Civettini