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Cassa Rurale di Rovereto: si chiude lo sportello di Piazza Filzi a Sacco togliendo l’ennesimo servizio ai residenti. Percorribile la messa a disposizione di adeguati spazi in Manifattura Domani?

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C’era una volta Borgo Sacco…

In queste poche parole si potrebbe racchiudere lo svilimento che il quartiere più popoloso di Rovereto sta subendo per errori clamorosi di quella cooperazione trentina che fa pagare a chi ha dato tanto, la necessità di fare cassa con il taglio delle spese a copertura degli sperperi del passato.

Dopo che qualche amministratore incapace ha permesso, ormai un decennio fa, di far scippare al quartiere la Famiglia cooperativa con una storia che dovrebbe far vergognare gli allora fautori di quel trasferimento da via Damiano Chiesa a Via Leonardo Da Vinci per poi svendere alla sede di via Nazario Sauro tale servizio, lasciando Sacco – unica realtà roveretana- senza un punto di riferimento nella distribuzione alimentare, ora tocca alla sede della Cassa Rurale di Piazza Filzi la stessa sorte e forse la stessa fine.

Infatti, proprio per acconsentire all’allora trasferimento della Famiglia cooperativa da Sacco vecchio alla Fucine, gli intrallazzatori di ieri, s’inventarono la sede della Cassa Rurale delle Fucine, senza parcheggi, ad un passo dal centro e fin da allora, inutile doppione ma allora si potevano far ballare anche i morti.

Ora, ringraziando apertamente il neo Presidente che ha informato a viva voce i soci e i correntisti, ecco l’obbligo ereditato della chiusura già precedentemente scelta, con la già fatta vendita dell’immobile, per coprire verosimilmente ni buchi di quegli Amministratori e dirigenti che li hanno generati da scelte di un certo genere e che ora vengono fatti pagare ai soci e utenti dell’Agenzia di piazza Filzi a Sacco.

Un ennesimo scippo di servizi, a una zona che ha problemi a sopravvivere, con una delle più belle piazze di Rovereto lasciata commercialmente defungere mentre la Provincia si gongola su un progetto che stenta ad essere declinato per come lo si vorrebbe di una Manifattura Domani che, visto l’immenso sviluppo generato, si lascia sfuggire la filiale di Piazza Filzi, bancomat compreso.

Alla luce di ciò e nella comprensione delle parole del Presidente della Cassa rurale, che sarebbe nel ruolo di esecutore involontario di interventi generati dalla stato di cose ereditato, non può essere secondario il ruolo della Provincia in questa vicenda e in queste scelte e se per davvero si scommette nel breve, su Manifattura domani, possa questa essere sede “convenzionata” con la Cassa Rurale di Rovereto, mettendo a disposizione-come si fa spesso con ogni azienda-una adatta allocazione all’interno della Manifattura, per uno sportello, con adeguati parcheggi, attraverso la disponibilità pubblica della piazza interna che potrebbe diventare luogo d’incontro per le nuove realtà produttive ma anche per i saccardi che hanno reso ricco quel territorio, lavorando e generando quelle ricchezze che le politiche scellerate odierne, stanno scippando alle nuove generazioni.

Tutto ciò premesso il sottoscritto Consigliere

interroga il Presidente della Giunta provinciale per sapere

  • se vi sia conoscenza della storia locale di Borgo Sacco, dove una decina di anni fa fu politicamente scippata di un gioiello che apparteneva al Borgo, ovvero la Famiglia Cooperativa di Via Damiano Chiesa, per trasferirla con esiti fallimentari in via Leonardo da Vinci per poi svenderla al centro di Rovereto in piazza Nazario Sauro lasciando allora la borgata senza un riferimento nella distribuzione alimentare;
  • se si sia a conoscenza che proprio a seguito di questa scelta, nel tempo di “vacche grasse” fu creata a fianco anche l’agenzia Fucine della Cassa rurale di Rovereto, per rendere sostenibile il trasferimento della Famiglia cooperativa stessa;
  • se si sia a conoscenza che – non per colpa e per scelta dell’attuale Presidente, che si trova esecutore di una scelta già fatta! – si è comunicato ufficialmente la volontà della direzione della Cassa di chiudere lo sportello di piazza Filzi, generando un grave problema, togliendo un servizio importante al sobborgo-bancomat compreso! – impoverendo la piazza Filzi in modo inaccettabile con una scelta strategica che sarebbe tutta da ripensare;
  • se – a fronte di quanto descritto e in attesa dell’annunciato epocale sviluppo di Manifattura Domani – sia possibile mettere a disposizione dell’Istituto di Credito in parola, nel caso ne facesse richiesta, un adeguato spazio all’interno della struttura, nella prima piazzetta interna alla Manifattura stessa affinché, oltre a diventare un servizio alle imprese presenti e a quelle che dovrebbero arrivare, si trasformi la Piazza di produzione anche in un luogo dei servizi per i saccardi e Clienti della Cassa rurale di Rovereto, non perdendo così la “piazza” di Sacco, magari così favorendo altre Banche nazionali, a danno dei Soci clienti.

A norma di Regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Civettini