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Di seguito pubblichiamo l’intervista del Corriere al nostro capogruppo sull’attuale situazione politica. Ovviamente con particolare riferimento alla posizione di Civica Trentina, che possiamo sintetizzare come segue.
I dati delle elezioni nazionali e provinciali degli ultimi vent’anni sono chiari. Il c.d. centrodestra ha sempre perduto ampiamente le elezioni provinciali anche quando a livello nazionale viaggiava a vele spiegate. Il risultato più emblematico è quello del 2008. Dopo avere stravinto (anche a Trento) a maggio le elezioni nazionali, conquistando per la prima volta con Sergio Divina  il collegio di Trento, da sempre feudo del centrosinistra, a distanza di pochi mesi il centrodestra perde con oltre venti punti percentuali di scarto le elezioni provinciali. E con alla guida lo stesso Divina, cosicché non è neppure pensabile imputare la sconfitta alla persona del candidato Presidente. E, si badi, bene, che allora il M5 Stelle non esisteva.
Evidentemente ci sono ragioni di carattere politico che è ora e tempo di prendere in considerazione. Per questo noi riteniamo prioritario contribuire alla formazione di una realtà territoriale ed autonomista, svincolata dai partiti nazionali ed alternativa alla sinistra.
Senza porre veti a nessuno e, quindi, senza preclusioni, ma con la ferma convinzione che se la coalizione che si contrapporrà al centrosinistra non avrà una forte connotazione territoriale, anche questa volta il centrosinistra avrà vita facile.
Con ogni probabilità perderà voti, ma vincerà comunque. Lo ha fatto quando il centrodestra era molto più forte di ora; non vi è motivo perché l’anno prossimo le cose vadano diversamente. Inoltre, a nostro avviso in Trentino non si vincerà senza una proposta credibile, in grado d’interessare categorie ed ambienti che fino ad ora hanno visto nel centrosinistra il solo credibile rappresentante dei loro interessi e valori.
In Trentino non si vince con le urla, né con la semplice protesta. Né è sufficiente la sommatoria dei diversi malumori. Il centrosinistra è in evidente difficoltà, ma non dobbiamo farci illusioni.
Se veramente si vuole competere, è necessario ampliare l’offerta politica. E riempirla di contenuti, da anteporre alle sia pur comprensibili e legittime esigenze delle alleanze preconfezionate decise a livello nazionale. Certo non è facile, ma per Civica Trentina è la sola strada percorribile.

 

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La discussa legge che ha portato a nove i vaccini obbligatori (caso unico in Europa) e previsto sanzioni a carico delle famiglie che non intendono uniformarsi, i cui bambini saranno esclusi dalla frequenza di asili nido e scuole materne, si appresta ad essere applicata.
Ed ancora una volta vedremo la medesima normativa applicata diversamente in Alto Adige Südtirol  ed in Trentino. Quantomeno nella fase transitoria che interessa l’anno scolastico 2017/2018. Infatti, la Provincia di Bolzano, che evidentemente la propria “autonomia” intende esercitarla fino in fondo entro i limiti di quanto le è concesso, ha emanato direttive concernenti la fase transitoria di applicazione della nuova normativa che di fatto consentiranno a tutti i bambini la frequenza di asili nido e scuole materne ed escluderanno per il prossimo anno l’applicazione di qualsivoglia sanzione.
A partire dall’anno scolastico 2018/2019 le sanzioni previste dalla legge di conversione del decreto legge n. 73/2017 troveranno applicazione, ma nell’immediato la normativa sarà applicata con il buonsenso che un tema così discusso ed importante suggerisce.
La Provincia di Trento pare invece procedere spedita in altra direzione. E quindi si prevede l’immediata applicazione delle sanzioni previste a carico delle famiglie “renitenti”, con conseguente esclusione immediata da scuole materne ed asili nido dei relativi bambini, che non risulteranno “in regola”.
Ad avviso di Civica Trentina la scelta operata dalla Provincia di Bolzano in via transitoria – che pure è rispettosa della legge dello Stato –  è senz’altro condivisibile. Sia perché, come riconosciuto dallo stesso Presidente Gentiloni, non è in atto alcuna emergenza. Crediamo, pertanto, che consentire ad alcune famiglie di posticipare di qualche mese una scelta che potrebbe avere pesanti conseguenze sia cosa saggia. Sia perché nei prossimi mesi la Corte Costituzionale si pronuncerà sulla legittimità della normativa in questione, la cui aderenza ad alcuni articoli della Costituzione è contestata.
E’ facile prevedere che al ricorso della Regione Veneto si aggiungeranno i numerosissimi ricorsi delle famiglie che non intendono uniformarsi alla nuova normativa. Perché, quindi, non consentire qualche mese di riflessione, atteso che un’emergenza non esiste?
E se poi la Corte Costituzionale dovesse ritenere la legge illegittima? Infine, come noto, sono proprio le modalità con cui il Governo ha inteso estendere l’obbligo vaccinale ad aver generato vibranti reazioni, anche da parte di genitori che fino ad ora hanno fatto regolarmente vaccinare i loro figli.
Non può escludersi che un periodo transitorio di riflessione, da dedicarsi ad una corretta informazione, possa finire con il convincere le famiglie ad adeguarsi spontaneamente a quella che ora appare a molti come un’inaccettabile vessazione.
In definitiva vi sono valide ragioni per condividere la scelta della Provincia di Bolzano, che Civica Trentina chiede sia fatta propria anche dalla Provincia di Trento.

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L’abbattimento dell’orsa KJ2 ha scatenato, come prevedibile, una valanga di polemiche assai virulente nei toni e nei contenuti. Civica Trentina sostiene da tempo la necessità di porre in essere misure finalizzate al contenimento del numero degli orsi.
E’ stato il nostro capogruppo Rodolfo Borga a presentare la mozione n. 95/XV con cui Consiglio provinciale ha impegnato la Giunta (tra l’altro) ad “attivarsi al fine di poter programmare ed opera una riduzione del numero degli orsi presenti in Trentino compatibile con la sicurezza degli esseri umani, utilizzando ogni possibile misura a ciò idonea, ivi comprese, la sterilizzazione, l’abbattimento e/o la cattura ed il trasferimento dei plantigradi”.
Era il luglio 2015 e da allora, ripetiamo, non abbiamo cambiato idea. Perché il problema esiste, perché non siamo soliti fare speculazioni politiche di basso profilo sulla sicurezza delle persone, perché, infine, pur con tutti i nostri limiti, siamo un movimento politico serio.
E certamente non mutiamo posizione per il gusto di dare addosso al Presidente Rossi, la cui colpa è semmai quella di avere atteso anche troppo. Al link potete trovare l’intervento inviato alla stampa nell’immediatezza dell’abbattimento.
Infine. A tutti coloro che in queste settimane hanno cercato d’alimentare una campagna d’odio contro il Trentino ed i Trentini ricordiamo due cose.
In primo luogo che il Trentino è la sola Regione italiana ove l’orso è stato reintrodotto. In secondo luogo che il mancato controllo del numero degli orsi finisce con il pregiudicare l’accettazione sociale della loro presenza, con le conseguenze che a tutti dovrebbero essere note: eliminazione illegale con oggi mezzo dei plantigradi.
Il direttore del Parco dei Monti Sibillini ha ricordato che ogni anno nel parco da lui diretto vengono uccisi illegalmente circa il 30% degli orsi e dei lupi. Il presidente del Parco d’Abruzzo nel commentare l’uccisione di KJ2 ha fatto cenno al problema del bracconaggio, pur senza precisarne l’entità.
Fino ad ora in Trentino l’eliminazione illegale degli orsi ha costituito un fenomeno del tutto marginale.
Vogliamo forse che anche da noi si diffondano le pratiche sopra richiamate? Cosa che avverrà inevitabilmente se non saranno introdotte forme legali di contenimento del numero degli orsi. E lo stesso vale per i lupi.

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L’odierna stagione sarà ricordata come eccezionale, in senso negativo, per la nostra agricoltura. Prima una gelata che in alcune zone ha ridotto la produzione del 75/80%. Poi una grandinata, accompagnata da fenomeni ventosi d’intensità eccezionale, che hanno abbattuto decine di ettari di frutteti, situati principalmente nel fondovalle.
Una situazione del tutto eccezionale, che non si ricorda a memoria d’uomo. I danni riconducibili alla perdita del raccolto, comunque determinata (gelo, grandine, vento) possono essere coperti da assicurazione. Quelli conseguenti allo sradicamento delle piante invece no.
E si tratta di danni di rilevantissima entità: costi di materiali e piante, mano d’opera, mancata produzione per un biennio. In tale contesto Civica Trentina non ritiene sufficienti le misure preannunciate dalla Giunta provinciale, che pure vanno nella giusta direzione.
In particolare riteniamo necessario implementare l’intervento preannunciato con riguardo alle fattispecie in cui alle aziende agricole non era possibile assicurarsi, così da garantire almeno la copertura dei costi d’acquisto delle piante.
Di seguito l’intervento di Civica Trentina inviato alla stampa.

 

 

 

Va incrementato il sostegno per la copertura almeno parziale dei danni causati dall’eccezionale ondata di maltempo che ha colpito le aziende agricole, nelle fattispecie in cui la copertura assicurativa non poteva essere attivata

 

La Giunta provinciale ha annunciato lo stanziamento di 7,5 milioni di euro, spalmati in due anni, per far fronte ai rilevantissimi danni cagionati dall’eccezionale ondata di maltempo che nei giorni scorsi ha colpito la frutticoltura trentina.
Alle gelate che in primavera hanno falcidiato la produzione (con zone dove la produzione di mele ridotta del 75/80%), si è aggiunta la grandine della prima metà di agosto. Grandine accompagnata da fenomeni ventosi d’intensità eccezionali che hanno sradicato decine di ettari di meleti, situati principalmente sul fondovalle.
I danni subiti dal mondo agricolo sono di rilevantissima entità e richiedono un intervento provinciale finalizzato a sostenere almeno parzialmente le imprese, che si trovano a fronteggiare una situazione che in alcuni casi rischia di mettere in forse la loro stessa sopravvivenza.
Civica Trentina ritiene che le misure preannunciate dalla Giunta vadano nella giusta direzione, ma debbano essere implementate come di seguito. A tal proposito è opportuno premettere che i 7,5 milioni annunciati sono in realtà 6. 1 milione e 500.000,00 euro sono, infatti, già stati stanziati con l’assestamento di bilancio e non sono destinati a coprire i danni degli agricoltori, ma a sostenere i lavoratori dei magazzini che, a causa delle gelate primaverili, subiranno le conseguenze della mancata produzione.
Ciò premesso, Civica Trentina ritiene che il sostegno economico finalizzato a coprire almeno parzialmente i danni non assicurabili debba essere aumentato. Facciamo riferimento ai danni agli impianti, che non sono assicurabili.
Mentre, infatti, i danni alla frutta possono essere assicurati, quelli alle piante non lo sono. Chi si è visto sradicare i propri meleti non può quindi contare su alcuna copertura assicurativa e deve, pertanto sopportare interamente i danni subiti: costi di reimpianto e mancata produzione biennale.
In tale contesto le misure preannunciate dalla Giunta provinciale non sono sufficienti. Civica Trentina chiede che le risorse stanziate siano sufficienti a coprire almeno il costo delle piante.
Alle imprese può essere chiesto di sopportare la mancata produzione biennale ed i costi di reimpianto, ma non di sostenere anche quelli delle nuove piante. In tale direzione intendiamo muoverci, nel rispetto della normativa comunitaria, integrando le misure già preannunciate, che, ripetiamo, vanno comunque nella giusta direzione.
 Con l’avvertenza che andranno anche individuati meccanismi che riducano al minimo l’impatto burocratico. Ad esempio prevedendo misure di sostegno calibrate sull’estensione dei fondi colpiti, integrate con i consueti controlli a campione.
Civica Trentina
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Nonostante l’incessante propaganda è ormai chiaro a tutti che le risorse pubbliche per investimenti sono drasticamente calate (ed il peggio deve ancora venire). Una situazione preoccupante, anche in considerazione della notevole incidenza (in percentuale maggiore tra tutte le Regioni e le Province ad autonomia speciale) che la finanza pubblica ha sull’economia trentina.
Una situazione frutto anche delle scelte operate dal centrosinistra negli anni delle vacche grasse, che ora ci consegnano bilanci sempre più magri ed ingessati. A fronte di ciò la Giunta provinciale ha messo in campo le sempre potenti armi di distrazione di massa a sua disposizione.
Prima ha provato a scaricare sulle amministrazioni comunali le responsabilità dei mancati appalti. Poi ha accusato i giudici amministrativi, le leggi e perfino gli imprenditori dei ripetuti fallimenti decretati a suon di sentenze (NOT, Meccatronica, Manifatture)
Quindi è tornata a rispolverare progetti faraonici, già ampiamente propagandati negli scorsi anni e poi puntualmnte passati nel dimenticatoio. Non senza aver prima corrisposto costose consulenze.
Di seguito un intervento  sul tema del consigliere Borga pubblicato sul Corriere del Trentino.

 

 

Il contesto di progressivo rilevante calo delle risorse pubbliche disponibili per gli investimenti è ormai chiaro a tutti, nonostante le operazioni di marketing mediatico promosse dalla Giunta provinciale, che periodicamente “rilancia” come nuove risorse – peraltro non provinciali, ma dei Comuni (avanzi di amministrazione, fondi FUT a suo tempo bloccati etc…) – quelle che vengono fatte circolare ormai da anni (come gli areoplani di Mussolini).
Si pensi solo alla circostanza per cui, la media annua delle risorse disponibili per investimenti nella scorsa legislatura era pari a 1 miliardo e 300 milioni, poi scesa in quella attuale a 821 milioni, e destinata ad assestarsi a 565 milioni per gli anni 2018-2020 (vedi DEFP – Documento di economia e finanza provinciale Documento DEFP1 e Documento DEFP2).
Per gli anni successivi le previsioni sono ancora peggiori. In tale contesto da qualche tempo si tenta di addossare e responsabilità della scarsità di appalti pubblici sui Comuni, che sarebbero colpevoli di ritardare gli appalti, bloccando così ingentissime risorse. Civica Trentina ritiene opportuno sia fatta chiarezza sul punto. Non vorremmo, infatti, che, così come fatto con i richiedenti asilo , la Giunta provinciale volesse scaricare sulle amministrazioni locali responsabilità che esse non hanno.
Per questo abbiamo presentato un’ interrogazione  con cui chiediamo di conoscere nel dettaglio ragioni e responsabilità dei dedotti ritardi. Partendo dal dato di fatto per cui mentre l’Agenzia provinciale per gli appalti e di contratti ha incarico procedure per complessivi 528 milioni, le opere finanziate sul FUT-budget territoriale ed a valere sulla legge di finanzia locale ammontano a complessivi 184 milioni di euro.

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L’ennesima aggressione ai danni di dipendenti di Trentino Trasporti impone iniziative che vadano al di là delle canoniche farsi di circostanza. Ormai le minacce, gli insulti e le aggressioni fisiche in danno di conducenti e controllori non si contano più.
E’ necessario che l’azienda dia un chiaro segnale di solidarietà ai propri dipendenti, che ora sono lasciati soli ad affrontare le violenze, fisiche e verbali, di balordi di ogni provenienza. Per questo abbiamo presentato  una proposta di mozione, finalizzata ad ottenere che Trentino Trasporti da un lato fornisca assistenza legale gratuita ai propri dipendenti vittime di insulti, minacce e violenze in occasione di servizio, dall’altro si costituisca parte civile nei procedimenti penali promossi in conseguenza di tali inaccettabili comportamenti criminosi.

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Venerdì 28 luglio scorso abbiamo presentato alla stampa il Coordinamento della zona Rotaliana – Paganella. Dopo la costituzione del Coordinamento provinciale e di quello della città capoluogo, già operativo da tempo, è questo il primo dei coordinamenti territoriali di Civica Trentina.

Altri faranno seguito prossimamente, a partire da quello della Valle di Non. Successivamente alla presentazione alla stampa, abbiamo registrato significative manifestazioni d’interesse per la nostra iniziativa, che ci confortano nel procedere sulla strada del radicamento territoriale, cui stiamo lavorando da tempo.

Grazie agli amici che hanno dato la loro disponibilità ed auguri di un proficuo lavoro. Anni d’impegno a livello provinciale e locale stanno dando i frutti che attendevamo.

 

 

 

In occasione della recente discussione del DEFP  (Documento di economia e finanza provinciale) Civica Trentina ha presentato una proposta di risoluzione finalizzata a sostenere misure di sostegno alle famiglie ed alla natalità.
La Giunta, applicando un articolo del regolamento, ha evitato anche soltanto di discutere la nostra risoluzione. In tal modo ha forse voluto evitare l’imbarazzo di votare contro una proposta che voleva molto semplicemente impegnare la Giunta ad adottare quale criterio prevalente per l’erogazione dell’assegno unico provinciale (75 milioni di euro con circa 40.000 beneficiari) quello della necessità di sostenere la maternità, al fine di contrastare il preoccupante calo demografico in atto.
Poco male, visto che i contenuti della risoluzione sono stati ripresi in una proposta di mozione che la maggioranza, volente o nolente, dovrà prima o poi discutere. Certo è che non può non suscitare perplessità la scelta della Giunta di fronte a quella che i dati oggettivi dimostrano essere la più importante delle questioni con cui dobbiamo fare i conti.
Nel 2016 l’Italia ha battuto il record negativo (già detenuto nel 2015) delle nascite, con un calo pari all’1,4 per mille rispetto all’anno precedente. In Trentino vi è stato un incremento dello 0,3, laddove l’Alto Adige ha segnato un incredibile (per noi) più 6,6.
E’ questo il dato più preoccupante che segna la differenza tra Trento e Bolzano. Quello che, con ogni probabilità, esprime più compiutamente la differenza tra i nostri territori. Da un lato una comunità vivace che crede nel futuro. Dall’altro una comunità stanca, che nel futuro suo e dei suoi figli non crede più.
Quella demografica è la questione più importante di cui chi ha responsabilità di Governo dovrebbe farsi carico. Ovviamente se vuole bene alla comunità che si trova a guidare. Perché se invece del futuro della sua comunità se ne frega, la strada è già tracciata e basta seguirla.
I dati (dati statistici, non opinioni) dicono che entro il 2050/60 gli Italiani saranno minoranza (anziana). E con loro i Trentini. La maggioranza sarà costituita pertanto da “nuovi” Italiani e “nuovi” Trentini. Persone provenienti da realtà affatto diverse per cultura, costumi, religione, chiamate ad occupare un vuoto demografico, che sarà inevitabile colmare in qualche modo.
Per questo già ora ci continuano a dire che ci vorranno 150/200 mila immigrati all’anno per i prossimi 20 anni. Il tutto dopo aver scientemente promosso per lustri politiche contrarie alla famiglia ed alla maternità.
Ognuno segue la sua strada. Il Sudtirolo ha fatto al sua scelta. Chi governa il Trentino anche. Di seguito il video dell’intervento  sulla risoluzione del consigliere Borga in occasione della discussione del DEFP.

 

 

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La stampa riferisce dell’aggressione ai danni di due controllori di Trentino Trasporti di cui si è reso responsabile un ventenne d’origine africana, impropriamente definito profugo.

Trattasi di un richiedente asilo che, dopo aver dato in escandescenza alla richiesta di mostrare il proprio titolo di viaggio, si è dapprima rifiutato di regolarizzare la sua posizione e di fornire le proprie generalità, e quindi, dopo aver tentato di sfuggire al controllo, ha aggredito due controllori, colpiti entrambi con violenti pugni.

Nell’esprimere solidarietà alle vittime della violenza del sedicente profugo (altro esempio di risorsa di cui abbiamo bisogno per pagare le nostre pensioni), vien da chiedersi quali siano le sanzioni cui il figuro andrà incontro.

Inoltre, non più tardi di domenica una persona, accompagnata da altri due degni compari, dopo aver inutilmente tentato di utilizzare un biglietto già usato, di fronte alla richiesta del conducente di regolarizzare la posizione, il “portoghese” (non per nazionalità) lo ha minacciato pesantemente.

Per poter proseguire la corsa è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine, che hanno fatto scendere i tre, i quali, peraltro, è agevole prevedere non andranno incontro ad alcuna conseguenza.

I giornali non hanno precisato la nazionalità del trio, che secondo alcune fonti sembrano essere stranieri.

Quanto sopra premesso, il sottoscritto consigliere

interroga il Presidente della Provincia al fine di sapere

a) quali saranno le conseguenze di carattere amministrativo cui il sedicente profugo nigeriano andrà incontro, con particolare riferimento all’accoglienza di cui il violento sta godendo a spese del contribuente italiano ed all’esito della domanda di protezione internazionale;

b) se è vero che tra i benefici di cui godono gratuitamente i richiedenti asilo vi sono anche i biglietti per l’utilizzo del trasporto pubblico;

c) in ipotesi di risposta positiva, quali sono le ragioni ipotizzabili per cui assai spesso i sedicenti profughi pretendono di utilizzare i mezzi del trasporto pubblico senza utilizzare i biglietti che sono loro forniti;

c) se le tre persone che domenica scorsa si sono rese responsabili di analogo comportamento sulla linea diretta a Gardolo sono stranieri ed in particolare richiedenti asilo;

 

d) quali sono le azioni che Trentino Trasporti intende assumere a tutela dei suoi dipendenti ed in particolare se la società intende costituirsi parte civile.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

cons. Rodolfo Borga