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Presentata a Brentonico la candidatura dell’assessore Ivano Tonolli, che ha deciso, tra le diverse offerte che gli sono state proposte di aderire a Civica Trentina, nella cui lista candiderà alle prossime elezioni provinciali. Ivano Tonolli è assessore del Comune di Brentonico con deleghe all’artigianato, commercio, sicurezza, protezione civile, cantieri comunali, arredo urbano e rapporti con le frazioni.
Un’adesione importante per Civica Trentina, che continua così il processo di consolidamento in atto nel Basso Trentino.
Dopo la conferenza stampa, ci siamo trasferiti alla nuova sede, nonché sededei Civica Trentina di Brentonico  per un rinfresco. Numerose le persone presenti, che hanno voluto manifestare il loro sostegno ad Ivano ed a Civica Trentina.
Avanti tutta!

 

 

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Oggi, facendo seguito ai precedenti incontri, abbiamo proposto al segretario della Lega il nominativo che l’area territoriale di cui facciamo parte ritiene possa rappresentare al meglio il progetto politico cui stiamo lavorando da tempo.
Un progetto politico che intende basarsi su un accordo programmatico tra il centrodestra nazionale ed una robusta area territoriale alternativa a chi ha governato per vent’anni il Trentino, che, a nostro avviso, potrebbe rivelarsi vincente, offrendo agli elettori trentini una proposta nuova, con cui in passato il centrosinistra non ha mai dovuto confrontarsi.
 Il nominativo proposto è quello del prof. Geremia Gios, il quale può vantare un curriculum di tutto rispetto che crediamo possa rispondere al meglio al profilo che ampi settori della comunità trentina si aspettano.
Professore universitario a Trento, esperto ai massimi livelli nazionali di agricoltura di montagna, profondo conoscitore del mondo della cooperazione e cooperatore egli stesso (ad oggi è Presidente della Cassa Rurale di Rovereto), amministratore locale, settore in cui si è distinto per posizioni fortemente critiche nei confronti delle politiche della Provincia.
Siamo convinti di aver proposto un nominativo credibile, su cui potrebbero convergere anche ambienti che fino ad ora si sono riconosciuti in un modello che non pare più in grado di svolgere il ruolo “rassicurante” fino a ieri giocato.
Abbiamo peraltro confermato anche la disponibilità ad individuare d’intesa con il centrodestra un diverso nominativo, che risponda comunque ai criteri di territorialità ben interpretati dal prof. Gios.
Quella che noi poniamo è, infatti, una questione tutta politica e non personale. Attendiamo ora la risposta dei nostri interlocutori, confidando nel fatto che l’occasione che si presenta non andrà perduta.
Civica Trentina
Autonomisti Popolari
Rivoluzione Felice

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Venerdì 8 giugno scorso, Marina Mattarei è stata eletta Presidente della Federazione Trentina  della Cooperazione. Alla nuova Presidente, facciamo i migliori auguri di buon lavoro.
La cooperazione ha svolto, svolge e deve continuare a svolgere un ruolo importante per la Comunità Trentina.
Civica Trentina ha già espresso pubblicamente la propria posizione relativamente al preciso rapporto che nel corso degli anni si è venuto a consolidare tra i vertici della cooperazione e la politica.
Senza quindi “fare il tifo” per nessuno, non possiamo non valutare positivamente il cambiamento che la figura di Marina Mattarei rappresenta.

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L’Istituto di statistica della Provincia di Trento (Ispat) stima per l’anno 2017 nell’1,6% l’aumento del PIL trentino, a fronte di un aumento italiano stimato nell’ 1,5%. Immediatamente è partita la grancassa propagandistica, che può essere riassunta nella seguente trionfalistica affermazione: il Pil trentino fa meglio dell’Italia.
Abbiamo, dunque, spezzato le reni all’Italia e un tanto basta per guardare con rinnovata fiducia al futuro sotto la guida illuminata di un rinnovato e sempre vitale centrosinistra (o come si chiamerà).
Ma le cose stanno proprio così? E’ proprio vero che il Trentino dovrebbe esultare per un aumento superiore dello 0,1% a quello italiano? E, si badi bene, superiore dello 0,1% alla media italiana. Media, che comprende pertanto, unitamente alle Regioni economicamente più dinamiche, quelle tradizionalmente in situazione di stagnazione, quando non arretratezza.
Troviamo francamente sconfortante spacciare per ottimo risultato un dato che purtroppo conferma un trend ormai consolidato: il Trentino, dopo aver progressivamente perso il confronto con l’Alto Adige, si è ormai omologato alla media italiana. Se poi consideriamo che la crescita italiana è la più bassa d’Europa il quadro è completo.
Francamente non vediamo cosa ci sia da esultare. Il Trentino merita di più.
P.S. L’Ispat ha anche corretto le sue previsioni relative all’anno 2016. L’originaria stima di un aumento del Pil pari all’1,1% è stata ora ridotta allo 0,8%. Speriamo che altrettanto non accada con riguardo al 2017.

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Incredibile. In occasione dell’inutile e strumentale mozione presentata dall’UPT, il consigliere Lozzer (Patt) ha appena detto che in fin dei conti la presenza del lupo può anche creare qualche posto di lavoro! Il riferimento con ogni probabilità è a qualche persona che potrebbe essere assunta per far la guardia alle greggi.
Un intervento surreale, che fa il paio con la recente brillante uscita dell’assessore Dallapiccola, secondo cui l’opprimente burocrazia con cui cittadini ed imprese sono costretti a fare i conti in fin dei conti crea posti di lavoro.
Attendiamo con ansia la prossima uscita del Partito Autonomista: i delinquenti creano posti di lavoro (poliziotti e carabinieri), le malattie creano posti di lavoro (medici ed infermieri) e così via. Siamo veramente alla frutta.

Da tempo Civica Trentina denuncia l’illegittima “occupazione” da parte di un gruppo di anarchici di un’aula della Facoltà di Sociologia e chiede alla Giunta provinciale di attivarsi affinché l’aula venga definitivamente sgombrata (interrogazione 1  –  interrogazione 2  ).
La Giunta ha sempre risposto che non risultano esserci problemi ( risposta 1 –  risposta 2 ). Ora, dopo l’indegna gazzarra orchestrata dal solito gruppo di perdigiorno in occasione dell’adunata nazionale ANA, tutti scoprono quanto Civica Trentina va denunciando da tempo (Articolo chiusura aula sociologia).
Meglio tardi che mai.
Certo che ancora una volta Civica Trentina è arrivata prima.   

 

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Accolto come una star, il noto “filantropo” George Soros è stato nuovamente invitato dalla Provincia di Trento a partecipare al Festival dell’Economia. Lunghi articoli, approfondimenti, tappeti rossi stesi in ogni dove per il vate del mondialismo.
E nessuno, proprio nessuno, che abbia ritenuto opportuno quantomeno fugacemente ricordare i “meriti” che questo speculatore finanziario può vantare nei confronti del nostro Paese. Lasciando perdere in questa sede l’indefessa opera di diffusione di una cultura della morte di cui la sua fondazione è protagonista (dalla liberalizzazione delle droghe all’eutanasia), desta stupore il fatto per cui nessun organo d’informazione abbia ritenuto doveroso informare i Trentini di quanto Soros fece in danno dell’Italia. Proviamo, pertanto, a colmare la lacuna.
Correva l’anno 1992 quando il filantropo che la Giunta provinciale ha invitato a Trento scatenava una pesantissima speculazione (vendita allo scoperto) contro la sterlina e la lira. I danni subiti dal Tesoro britannico furono stimati in 3,4 miliardi di sterline.
Quanto all’Italia, dopo un’inutile difesa della nostra moneta decisa da Ciampi, all’epoca Governatore della Banca d’Italia, in cui furono bruciati la bellezza di 63 mila miliardi di lire, il nostro Paese fu costretto ad uscire dallo Sistema monetario europeo, e la lira subì una svalutazione del 30%.
Migliaia e migliaia di famiglie ed imprese italiane subirono danni rilevatissimi e l’Italia, per poter rientrare nello Sme fu costretta ad una delle più pesanti (93.000 miliardi) manovre finanziarie della nostra storia (fonte, prima che parta la canonica accusa di complottismo, è Huffington Post).
Significativa la risposta di Soros a chi gli ha chiesto conto (non a Trento, ovviamente) di quanto accaduto: “gli speculatori fanno il loro lavoro, non hanno colpe”.
Questo è George Soros, pure condannato in Francia per insider trading. Questo è il “filantropo” che un centrosinistra sempre più lontano dal popolo e vicino alle lobby ha invitato a Trento in pompa magna. Questo il “benefattore”, le cui imprese in danno del nostro Paese nessuno ha trovato il tempo per ricordare.

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Art. 1, comma 2: la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Dunque, la Carta Costituzionale ci dice che la sovranità appartiene al popolo.
Non ad altri, dentro e fuori il nostro Paese, ma al popolo. Che ovviamente questa sua sovranità la esercita al momento del voto, scegliendo coloro che lo rappresenteranno in Parlamento e, per il tramite dei parlamentari (più precisamente della maggioranza di essi), il Governo.
Da qui, a nostro avviso, si deve partire per valutare quanto accaduto in questi giorni.
Il Presidente della Repubblica, pur in presenza di una maggioranza parlamentare pronta a sostenere il Presidente incaricato Conte, ha rifiutato la nomina del prof. Paolo Savona a ministro dell’Economia, provocando così la grave crisi politico-istituzionale in cui si trova il Paese.
Rifuggendo le comprensibili esasperazioni frutto della delicatezza del momento, alcune sintetiche considerazioni.
In altre occasioni (peraltro rarissime, non più di tre o quattro in tutta la storia repubblicana) il Presidente della Repubblica ha rifiutato la nomina di un Ministro. Ma in questo caso la fattispecie è ben diversa. Non sono, infatti, in discussione le capacità del prof. Savona, né si deducono profili d’inopportunità a causa di eventuali conflitti d’interesse o di situazioni di carattere morale.
La competenza del prof. Savona è fuori discussione, così come la sua esperienza, anche a livello internazionale. Banca d’Italia, Confindustria, BNL, Banca di Roma, Impregilo, Gemina, Aeroporti di Roma, Università di Perugia, di Roma Tor Vergata, Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, Fondazione Ugo La Malfa, Aspen Institute Italia, Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, Ministro nel Governo Ciampi (noto sovversivo antieuropeista). E tanto altro, sia a livello scientifico, che manageriale. Mica una Fedeli qualsiasi!
Ciò che il Presidente della Repubblica ha contestato non è quindi la persona del prof. Savona, ma le sue idee in tema di euro ed Unione Europea. E questo addirittura anche se di uscita dall’euro non v’era traccia nel programma di Governo, che si limitava a rivendicare (giustamente) una più decisa tutela degli interessi italiani nel contesto dell’Unione Europea.
In Italia, pertanto, anche soltanto manifestare perplessità su come viene gestita l’Unione Europea è sufficiente per essere messi al bando. Ma questa è una questione tutta politica, che è riservata alla competenza del Parlamento e del Governo (legittimati dal voto del popolo, cui la Costituzione affida la sovranità).
Non al Presidente della Repubblica, né tantomeno ai mercati, alle lobby ed ai Governi stranieri.

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In corso di approvazione il nuovo regolamento dell’Unione Europea che disciplina l’agricoltura biologica. Un regolamento, osteggiato da tutte le organizzazioni agricole italiane, che prevede una disciplina assai meno rigorosa di quella vigente in Italia.
A sostegno della normativa europea i Paesi del Nord Europa, i cui interessi nel settore agricolo prevalgono ancora una volta su quelli dei nostri agricoltori.
Le prescrizioni previste dal nuovo regolamento saranno applicabili anche ai prodotti biologici importati in Italia, con il risultato che ancora una volta i nostri agricoltori saranno costretti a subire la concorrenza “sleale” dei produttori del Nord Europa.
Con tutti i conseguenti e rilevanti danni che ne conseguiranno. Ma, secondo il pensiero mainstream il solo pensare anche soltanto di ridiscutere i meccanismi dell’Unione Europea, in modo da tutelare meglio gli interessi del nostro Paese, costituisce un tabù!