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Centrali sull’Arnò: considerata la situazione è opportuno che si esprima il nuovo Comune di Sella Giudicarie

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 Con delibere n 1170 e 1171/2015 del 13 luglio scorso la Giunta provinciale ha dichiarato non sussistere né un prevalente interesse pubblico ad un uso diverso dell’acqua rispetto a quello idroelettrico, né un prevalente interesse ambientale in relazione a due distinte domande di prelievo d’acqua a scopo idroelettrico concernenti il torrente Arnò.

Relativamente all’interesse pubblico le delibere della Giunta rielevano che i Consigli comunali di Bondo e Breguzzo si sono espressi favorevolmente alle domande di utilizzazione e che “il Consiglio comunale di Breguzzo con delibera n. 28 del 12 maggio 2015 non ha accolto un ricorso in opposizione avverso la propria predetta deliberazione”.

Anche a prescindere da considerazioni di carattere ambientale, pare all’interrogante che molto vi sia invece da dire circa la dichiarata insussistenza di un interesse pubblico diverso rispetto a quello dell’utilizzo delle acque a scopo idroelettrico.

E ciò con particolare riferimento al Comune di Breguzzo, il cui Consiglio, prima del commissariamento e della fusione, aveva dichiarato parere favorevole allo sfruttamento delle acque del torrente Arnò.

A tal riguardo si osserva in primo luogo come detto parere sia stato assunto con il voto favorevole di soli 6 consiglieri comunali (4 erano assenti, 4 hanno espresso voto contrario ed un consigliere si è astenuto): di fatto la delibera del Comune di Breguzzo è stata pertanto assunta da una minoranza!

Va inoltre evidenziata la particolare situazione in cui un voto così importante per la Comunità di Breguzzo è stato assunto; situazione che è stata esaurientemente esposta nel ricorso in opposizione proposto avverso al delibera del Consiglio comunale di Breguzzo n. 2/2015 e nel documento integrativo depositato da 10 consiglieri comunali di maggioranza ed opposizione.

Una situazione culminata nelle dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali e nel conseguente commissariamento del Comune, in cui un ruolo determinante ha assunto proprio la vicenda delle concessioni sull’Arnò ed in particolare il modo con cui essa è stata gestita in sede comunale.

Peraltro, non soltanto la delibera n. 2/2015 è stata assunta con il voro favorevole di soli 6 consiglieri comunali su 15 componenti il Consiglio, ma successivamente a detta delibera, quando i consiglieri hanno avuto piena contezza della pratica e dopo il commissariamento del Comune, 10 di essi hanno sottoscritto il ricorso in opposizione presentato avverso la delibera medesima.

Di fatto la maggioranza dei consiglieri eletti in rappresentanza della Comunità di Breguzzo ha manifestato la propria contrarietà all’utilizzo idroelettrico delle acque dell’Arnò.

Non vi è pertanto dubbio che qualora il Comune di Breguzzo non fosse stato commissariato il ricorso in opposizione alla delibera del 27/01/2015 sarebbe stato accolto.

Essendo, invece, intervenuto il commissariamento, la decisione sull’opposizione è stata assunta dal Commissario (non dal Consiglio comunale, come erroneamente scritto nelle due delibere della Giunta provinciale sopra richiamate), che per evidenti ragioni, al di là ovviamente di ogni considerazione di carattere personale, non può ritenersi titolato ad esprimere la volontà della Comunità di Breguzzo, atteso il ruolo meramente tecnico che egli è chiamato a svolgere.

Ancora, non può non rilevarsi come il ricorso in opposizione sia stato sottoscritto da ben 170 cittadini, pari al 40% degli aventi diritto al voto del Comune di Breguzzo, ivi compresi i residenti all’estero.

Un numero elevatissimo di cittadini, che, pur in mancanza di sollecitazioni politiche e di qualsivoglia forma di pubblicità, ha manifestato la propria contrarietà ad un’operazione che rischia d’impoverire la Comunità di Breguzzo ed il nuovo Comune di Sella Giudicarie.

Infine.

Circostanza di rilevante importanza, di cui non vi è cenno né nelle delibere della Giunta provinciale, né nel provvedimento con cui il Commissario di Breguzzo non ha accolto il ricorso averso la delibera n. 2/20015 del Consiglio comunale di Breguzzo, è poi quella per cui la delibera 2/2015 riguardava tutte le domande di concessione in blocco. Tale situazione ha tratto in inganno i consiglieri portandoli ad esprimere un parere unico e generalizzato su tutte le concessioni senza poter valutare per ognuna se “sussistano prevalenti interessi pubblici ad un uso diverso dell’acqua rispetto a quello idroelettrico”

 

Quanto sopra premesso, pare evidente all’interrogante l’opportunità che la Giunta provinciale integri l’istruttoria svolta prima dell’adozione delle delibere sopra richiamate, tenendo conto delle circostanze di fatto sopra esposte, la cui conoscenza non emerge dalle premesse di detti provvedimenti, per poi eventualmente assumere, previo annullamento delle medesime, determinazioni diverse in proposito.

In ogni caso, pare opportuno che non sia sottoscritta nessuna convenzione tra i Comuni di Bondo e Breguzzo e il richiedente la concessione sino a quando non sarà costituito il nuovo Comune di Sella Giudicarie, che sarà legittimato a prendere posizione su una questione così importante e di rilevante impatto ambientale ed economico.

Quanto sopra premesso, il sottoscritto consigliere

interroga

il Presidente della Provincia al fine di sapere se, alla luce di quanto esposto in premessa:

a) non ritenga opportuno integrare l’istruttoria delle delibere n. 1170 e 1171/2015 così da accertare l’esistenza di un interesse pubblico diverso dallo sfruttamento idroelettrico delle acque dell’Arno’ ed eventualmente procedere in via d’autotutela all’annullamento delle medesime;

b) non ritenga in ogni caso opportuno che sull’intera vicenda si esprima l’amministrazione del nuovo comune Sella Giudicarie e non il commissario.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

 

cons. Rodolfo Borga