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Cinformi garantisce posti di lavoro ai sedicenti profughi con stage formativi presso artigiani? Corsia preferenziale rispetto ai giovani disoccupati trentini?

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Ormai, i social, sono un punto di riferimento per scambi di informazioni che su altre piattaforme o sistemi, sono impossibili o filtrate artatamente da chi ha interesse a gestire (sempre meno per fortuna!) le voci che sono normalmente inascoltate.

Un artigiano di Avio, in Fb, scrive testualmente:

“Sono stato contattato in ditta da un emissario di Cinformi da un Ufficio di Rovereto. Mi hanno proposto dei giovani da formare come tirocinanti. Lo stage per il primo mese era gratuito. Successivamente viene pagato 3/400 euro al mese (40 ore settimanali). La burocrazia era seguita tutta da loro. Chiedo ulteriori informazioni e mi dicono che sono tutti immigrati. Voglio fare il “politicamente corretto”. Mi sta bene che ci sia questo aiuto verso persone nullafacenti. Ma perché non ci sono anche italiani in questa lista?”

Una denuncia pubblica e verificabile, che se fosse falsa andrebbe perseguita nei confronti di chi l’ha denunciata ma che se è vera, grida vendetta al cielo, in questa italia dove essere italiano è diventato una colpa, una fila, un peso per questo sociale che si ingozza a seguire solo i marinai presunti profughi e, come si sta ormai acclarando, frutto di una strategia criminale d’importazione di persone.

Una denuncia che investe anche il ruolo del Cinformi, che con denari pubblici investe tempo e denari per formare e occupare immigrati presunti profughi, mentre gli italiani, i trentini sono lasciati soli a risolvere i loro problemi, colpevoli di essere trentini.

A fronte di tutto ciò, ci pare opportuno investire la Giunta provinciale per capire e per sapere, se, in caso di conferma. Questa sia una iniziativa isolata o se invece è un metodo che oltre a creare disparità da rivoluzione, va a drogare il mercato, a generare occupazione a basto costo, invasiva e che esclude i nostri giovani, i disoccupati che invece devono passare sotto le forche caudine di questi percorsi formativi di una agenzia del lavoro sempre più staccata dalle reali situazioni di necessità sia delle aziende, sia dei possibili necessitanti occupazione.

Tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere

interroga il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

  • se si sia a conoscenza che Cinformi si stia adoperando per la piena formazione e occupazione diretta dei presunti profughi, contattando direttamente artigiani di ogni settore, chiedendo loro la disponibilità di assumere queste persone (al posto degli italiani!) in uno stage gratuito per il primo mese e con un costo di 3/400 euro mensili per i successivi;
  • se vi sia una stessa organizzazione che si occupi della occupazione diretta, senza i corsi riqualificanti obbligatori dell’Agenzia del Lavoro, dei giovani inoccupati e dei disoccupati di qualsiasi origine ma di residenza trentina o italiana e nel caso, quale sia tale organizzazione e se alla pari, si stanno contattando artigiani e categorie direttamente, per assolvere impegni di ordine burocratico, per l’assunzione;
  • se si conferma o si smentisce che Cinformi, attraverso un suo addetto, abbia contattato – ad esempio – una azienda di Avio, ai quali sarebbe stata sottoposta la proposta sopra evidenziata in premessa e nel caso, quali siano i criteri per percorrere tale scorciatoie, a differenza dei sistemi percorsi da ogni cittadino italiano, trentino in stato di disoccupazione o inoccupazione;
  • se vi siano sistemi contributivi facilitati per quanto riguarda l’assunzione a qualsiasi titolo, nel caso in cui l’assunto sia un presunto profugo.

 A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Cons. Claudio Civettini