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Cinghiali e gravi danneggiamenti al patrimonio prativo e boschivo: animali cacciabili ma di fatto protetti? Norme vigenti ma inapplicate per cavilli procedurali e calendari? La Provincia faccia chiarezza e incentivi soluzioni equilibrate!

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Sulle purtroppo consistenti problematiche relative al progressivo diffondersi dei danni procurati sul territorio provinciale dai cinghiali sono stati già presentati, nel corso di questa legislatura, numerosi atti ispettivi. Si segnalano, in tal senso, le Interrogazioni n. 1095/XV, n. 1944/XV, n. 2348/XV e n. 3849/XV. Tutti atti politici che, oltre a descrivere nel dettaglio alcuni dei danni cagionati da questi animali, contenevano richieste precise ma che, purtroppo, risposte precise non hanno avuto.

Infatti, l’Amministrazione provinciale sembra limitarsi a ripetere – senza scendere nel concreto – che «già dal primo momento in cui il cinghiale è comparso all’interno del territorio provinciale, l’amministrazione ha elaborato e promosso una strategia di controllo della specie, approvata dal Comitato Faunistico Provinciale con il parere favorevole dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), volta a contenerne il numero» (Prot. PAT/A037/2015-547968-2.5).

Eppure è chiaro come la sola possibilità di provare, almeno in parte, ad affrontare efficacemente il problema è quella di rendere praticabile e diffusa la caccia al cinghiale. In questo senso, la legge provinciale sulla caccia – n°24 del 9 dicembre del 1991 – denominata “Norme per la protezione della fauna selvatica e per l’esercizio della caccia”, all’articolo 29 comma 2, include, fra le specie cacciabili dal 1 ottobre al 31 dicembre, il cinghiale (Sus scrofa).

Eppure, pare che in Trentino la specie non sia mai stata cacciabile con la determinazione di un progetto equilibrato; le Prescrizioni Tecniche per l’esercizio della caccia, approvate annualmente dal Comitato Faunistico Provinciale, rinviano infatti alla disciplina del controllo sancito dall’articolo 31 della medesima legge: la caccia al cinghiale (Sus Scrofa) rimane sospesa ed il controllo della specie è disciplinato con deliberazione del Comitato faunistico provinciale adottata ai sensi dell’articolo 31 comma 2.

Un groviglio procedurale di percorsi legislativi e regolamentari che sembrerebbero confusi, forse in preda ad un indecisionismo di facciata, che non facendo nulla, scontenta solo chi subisce materialmente i danni, ambiente montano compreso.

Chiara la necessità di chiarimenti seri e se corrisponde al vero che, ad esempio, il cinghiale (Sus scrofa), pur essendo formalmente cacciabile, in Trentino non lo sia e, nel caso, quali siano le contromisure a fronte dei danni evidenti, dovuti ad una proliferazione incontrollata.

Se così fosse si configurerebbe la chiara necessità, da parte dell’Amministrazione provinciale, non già di attivarsi sul fronte legislativo ma per il varo di nuove disposizioni ma solo per rendere concrete quelle che già sono presenti ma, come in questo caso, sembrano non essere attuate. Sia come sia, è palese su questo versante la necessità di un chiarimento da parte della Giunta provinciale.

Ragion per cui,

s’interroga il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

  • se si sia a conoscenza dei danni provocati dalla presenza dei cinghiali sui territori trentini, diventati un evidente pericolo per l’equilibrio ambientale, per l’eccessiva prolificazione che sembrerebbe incontrollata e senza che vi sia un protocollo chiaro sul tema;
  • se corrisponda al vero quanto riferito in premessa circa il fatto, che pur essendolo formalmente (cfr. comma 2 articolo 29 della Legge provinciale n° 24 del 9 dicembre del 1991), il cinghiale (Sus scrofa) non è de facto specie cacciabile in provincia di Trento;
  • se non trova, in caso affermativo rispetto al quesito precedente, tutto ciò un controsenso e soprattutto se non crede che vi sia una relazione tra la mancata possibilità di cacciare il cinghiale e la diffusione degli esemplari, in Trentino, di questi animali, con i danni che poi questi cagionano;
  • entro quali termini e secondo quali modalità, in caso affermativo rispetto al quesito precedente, intende attivarsi per fare in modo che il cinghiale (Sus scrofa) – conformemente a quanto disposto dalla Legge provinciale n° 24 del 9 dicembre del 1991 – sia resa a tutti gli effetti specie cacciabile.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Claudio Civettini