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Civica Trentina condivide appieno le argomentazioni esposte dal Sindacato indipendente di Polizia di Stato C.O.I.S.P. sul tema della sicurezza

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Pubblichiamo di seguito il comunicato del C.O.I.S.P., sindacato indipendente della Polizia di Stato, con cui gli agenti esprimono tutta la loro amarezza per la situazione in cui sono costretti ad operare.
Civica Trentina condivide appieno le argomentazioni esposte nel documento, che a più riprese, nell’aula consiliare e fuori, abbiamo pubblicamente sostenuto. Daspo, recinzioni ed altre analoghe iniziative sono soltanto, nella migliore delle ipotesi, palliativi.
In alcuni casi (vedi il daspo “urbano”) soluzioni raffazzonate inventate per ingannare un’opinione pubblica sempre più preoccupata e smarrita di fronte all’imperversare di bande di delinquenti, nulla facenti e sbandati che agiscono ben sapendo di poter contare sulla sostanziale impunità che il “sistema Italia” garantisce.
Il problema vero è costituito da un lato dal continuo calo delle risorse con cui le Forze dell’Ordine devono fare i conti, dall’altro da una legislazione che ribadiamo essere criminogena (nel senso che genera crimine), risultato di maggioranze non di rado trasversali, che comprendono magari anche chi poi ipocritamente si straccia le vesti per quanto sta accadendo nelle nostre città.
Una legislazione che ha reso la vita sempre più difficile alle Forze dell’Ordine e sempre più facile ai delinquenti. Da ultimo la legge che vorrebbe a parole combattere la “tortura” (che notoriamente in Italia è praticata con grande frequenza ed intensità), ma che è facile prevedere verrà utilizzata contro coloro che vorranno semplicemente fare il loro lavoro.
La soluzione non sta in misure di facciata adottate sulla spinta dell’opinione pubblica, ma in un deciso cambio di rotta: più risorse, introduzione di strumenti non letali di difesa di cui dotare le Forze dell’Ordine e nuove leggi. Pene più severe per i recidivi, riduzione della discrezionalità concessa alla Magistratura nell’irrogazione delle pene e nell’applicazione delle circostanze attenuanti, reintroduzione dell’arresto per i reati per cui è stato recentemente escluso dai nostri Parlamentari (anche da quelli che ora ipocritamente invocano severità ed ordine).
E se la carceri non sono sufficienti, se ne costruiscano altre, anziché decidere, come ha fatto uno Stato ormai allo sbando per il tramite di un Parlamento d’inetti, di ridurre le fattispecie che il carcere comportano.
Tutto il resto sono chiacchiere in libertà. Ed in malafede, quando a chiacchierare sono coloro i quali hanno, in alcuni casi anche personalmente, contribuito all’attuale sfascio.