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Cles e lavori pubblici: operatori economici palesemente danneggiati? Si dia corso agli indennizzi previsti dalla legge provinciale n. 7/2012

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Vero che l’interesse pubblico, è prevalente sugli interessi dei singoli privati ma quest’ultimi, non possono essere certo messi in difficoltà, nel momento in cui si sta parlando di lavori pubblici tanto che numerose, diversificate situazioni, in tempi diversi, sono salite agli onori della cronaca, per le vibranti proteste degli operatori economici.

La storia si sta ripetendo a Cles in queste settimane dove, in Piazza Granda, in pieno centro, per lavori pubblici, sarebbero messi in piena difficoltà, i commercianti della zona, penalizzati per l’inibizione al transito degli autoveicoli, così bloccando il naturale afflusso giornaliero.

Un danno-quello patito dai pubblici esercenti-che il legislatore, su proposta dell’allora Consigliere Sembenotti e con il recepimento e approvazione dell’aula nella passata legislatura, aveva riconosciuto quale danno vero e proprio da risarcire e regolamentato dalla la Legge Provinciale 26 aprile 2012, n. 7 concernente “Integrazione della legge provinciale sui lavori pubblici: riconoscimento di un indennizzo agli operatori economici per perdite conseguenti all’esecuzione dei lavori”.

Legge provinciale, dove non sembrerebbe esserci un decreto attuativo (che se si conferma sarebbe un atto grave di responsabilità politica!), ma che verosimilmente potrebbe essere superato de facto, dal DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA, dell’11 maggio 2012, che emanava e dava esecutività al disposto legislativo stesso.

Alla luce di ciò, nella speranza che i lavori siano accelerati e  che detti appalti contemplino anche clausole premianti circa i tempi di realizzazione delle opere stesse con incentivi puntuali sulle chiusure anzitempo dei cantieri stessi, a favore del ripristino della normalità, ci sembra corretto che siano valutati i danni subiti dagli operatori commerciali di Cles, evidentemente danneggiati dalle lungaggini di un cantiere che rallenta in modo inacettabile,la conclusione dei lavori per la messa in opera di sottoservizi e altri interventi pubblici sull’assetto stradale .

Protesta che starebbe montando, anche con una raccolta firme tra i clienti degli stessi esercizi e che in apertura di stagione, paiono ancora più consistenti, proprio per la natura e le relative misure relative al transito.

A fronte di tutto ciò, ci sembra legittimo investire del problema la Provincia, che ha prescindere dai committenti, si renda garante dei diritti degli operatori stessi, dando attuazione alla Legge sopraccitata, sanando danni evidenti generati da quell’interesse pubblico che, in ogni modo, non può soffocare le tante iniziative private che, oltre all’economia dei luoghi, rendono quotidianamente appetibili e qualificate, le aree interessate dal cantiere in parola.

Tutto ciò premesso il sottoscritto Consigliere

interroga

Il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

  • se si sia a conoscenza che a Cles, in pieno centro, esattamente in Piazza Granda e nella stretta dove il transito è normalmente vitale, è in atto un cantiere pubblico per la messa a dimora di sottoservizi e altro e che tale cantiere, seppur necessario, sta arrecando ingenti danni agli operatori commerciali della zona, per gli evidenti disagi che accompagna il cantiere stesso;
  • per quanto di conoscenza, se l’appalto stesso contempli clausole premianti nel caso in cui l’impresa aggiudicatrice svolga anzitempo il suo mandato operativo rispetto ai giorni di lavoro concordati, liberando così l’area di cantiere e in caso negativo, per quali motivi, a livello provinciale con regolamentazione specifica, non si ritenga di far entrare tale meccanismo nella normalità degli appalti pubblici, sia provinciali, sia delle amministrazioni locali;
  • se alla la Legge Provinciale 26 aprile 2012, n. 7 concernente “Integrazione della legge provinciale sui lavori pubblici: riconoscimento di un indennizzo agli operatori economici per perdite conseguenti all’esecuzione dei lavori”, sia stata integrata dai necessari decreti attuativi o se verosimilmente gli stessi, siano superati-e perciò in piena attuazione-dal DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA, dell’11 maggio 2012, che emanava e dava esecutività al disposto legislativo stesso;
  • se si intenda aprire un tavolo con gli operatori economici del luogo del cantiere, onde poter quantificare i danni patiti, arrivando, così come previsto dalla Legge provinciale in vigore, ad un equo indennizzo evitando che gli stessi cittadini e operatori, debbano sobbarcarsi spese per vedersi riconosciuto quanto disposto e dovuto;
  • nel caso di condivisione, entro quanto tempo ciò si possa attivare, con quale regia e quali i criteri di applicazione della succitata Legge provinciale che prevede appunto un “riconoscimento di un indennizzo agli operatori economici per perdite conseguenti all’esecuzione dei lavori”.

A norma di Regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Civettini