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Collegamento Loppio-Maza Arco: asta con assenza di realtà trentine per modalità inopportuna. Aziende locali penalizzate e mancanza di strategie politiche?

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La tanto attesa realizzazione della Loppio-Busa, così come si è voluto imporre al territorio, stravolgendo la logica di scelte politiche ben diverse, sembra si stia concretando dando inizio ad una prima parte, dopo i tagli perpetrati sul progetto iniziale che sarebbe stato una delle soluzioni più consone alle esigenze.

Comunque sia, la scelta della Provincia ha trovato il via, con la recente scadenza della gara d’asta e l’assegnazione dei lavori (per un valore di 66 milioni di euro), di una delle opere infrastrutturali appunto, la realizzazione della galleria Loppio-Maza, immaginata e imposta così progettata, senza che si sia stato tenuto conto delle ponderate osservazioni fatte dagli operatori economici locali.

Ma in tutto ciò, numerosi sono gli aspetti importanti che meriterebbero, per questo, qualche ulteriore approfondimento di carattere politico. Uno è proprio quello della gara d’asta per la citata realizzazione della galleria Loppio-Maza, che non solo ha visto come partecipante una sola realtà, ma una realtà che ha depositato un’offerta appena un’ora prima, un colosso campano, che – riferiscono le cronache – pare aver già collezionato appalti vinti «senza rivali». Il che non può non sollevare qualche dubbio.

Non tanto, chiaramente, nei confronti della realtà vincitrice dell’asta, bensì nel sistema con cui per l’ennesima volta, la Provincia di Trento, si sia dimostrata matrigna, generando meccanismi di garanzia che – in concreto – hanno escluso le realtà trentine che, molto serie nel rapporto con il Credito locale, non avrebbero mai potuto generare garanzie materiali per cifre che sono di 20 milioni di euro.

Meccanismo – quello delle garanzie bancarie – che è molto diversificato in Italia e che in altre zone, è stato dimostrato come agli amici degli amici – nel recente passato – tutto sia stato possibile, a danno dei piccoli risparmiatori.

Ma oltre a ciò, sarebbe stato altrettanto facile richiedere l’incensuratezza quale elemento dirimente per i titolari delle Aziende concorrenti e anche questo, sarebbe stato – per tutti – un passaggio dirimente l’ammissione all’asta, quale elemento di professionalità e di garanzia della serietà operativa.

Altro elemento sottovalutato, la possibilità della residenza fiscale, fatto questo non secondario, che avrebbe messo nella condizione delle realtà locali di avere la possibilità di approcciare il bando stesso, attraverso la premialità della presenza locale, quale continuità effettiva della garanzia e manutenzione dell’opera stessa nel tempo.

Scelte dunque-quella della Giunta provinciale-che parrebbero prive del coraggio di una Autonomia matura, che sappia assumersi responsabilità, ma soprattutto, scelte prive di attenzioni alla correttezza dei processi di appalto, così come promessi in occasione della famosa assemblea degli Artigiani locali di qualche anno fa, letteralmente lettera morta, dove ci si era impegnati a codificare percorsi corretti che potessero mettere in evidenza le aziende locali.

 Tutto ciò premesso il sottoscritto Consigliere

interroga il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

  • se corrisponda al vero quanto riferito in premessa circa il fatto che, all’asta per la realizzazione della galleria Loppio-Maza, non solo si è visto, come concorrente, una sola realtà, ma una realtà che ha depositato un’offerta appena un’ora prima, e che, come si è appreso, è di un colosso campano, che – riferiscono le cronache e di questo si attendono conferme o smentite – pare aver già collezionato appalti vinti «senza rivali»;
  • se corrisponda altresì al vero che, a detta asta, non ha quindi preso parte alcuna realtà locale e, in caso di conferma, se vi sia piena conoscenza che la fidejussione richiesta, sia stato l’elemento dirimente che ha di fatto escluso ogni realtà locale, anche associata;
  • quale sia la garanzia fideiussoria presentata dal colosso campano che si sarebbe aggiudicato l’appalto e la stessa, se sia un titolo assicurativo o bancario -di quale assicurazione o di quale istituto bancario – e quali siano le verifiche in corso per la piena validità del titolo stesso;
  • se, tra gli elementi per l’aggiudicazione, fosse richiesta l’incensuratezza dei titolari, soci o compartecipi delle aziende concorrenti e nel caso, se siano state verificate le credenziali di coloro che hanno partecipato al bando stesso;
  • se il bando, avesse potuto contemplare la possibilità della residenza fiscale locale, fatto questo non secondario, richiedendo la condizione della presenza locale, quale continuità effettiva della garanzia e manutenzione dell’opera stessa nel tempo.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Cons. Claudio Civettini