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Colonie estive e vaccini: esclusioni di “bambini non conformi”? Una scelta azzardata che crea sconcerto. Quali gli appigli giuridici? La Provincia intervenga immediatamente

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Le amare sorprese sulle esclusioni dei bambini non conformi alle disposizioni vaccinali, purtroppo, sembrano non finire mai e sembrano sconfinare ben oltre l’ambito scolastico.

Lo prova il caso, segnalatoci da più genitori che attraverso, A.E.R.A.T. società cooperativa impegnata a ideare, organizzare e gestire attività a beneficio dei ragazzi, intenderebbero utilizzare il servizio di colonia, occasione unica- per molte famiglie -di far beneficiare i propri figli, a periodi ludico ricreativi organizzati.

Un servizio, apprezzato e indispensabile per le famiglie della comunità all’insegna – così si recita il suo portale web – di principi etici quali l’aiuto reciproco e la solidarietà, la valorizzazione della persona e dei suoi legami familiari, l’integrazione sociale dei cittadini.

L’organizzazione A.E.R.A.T., in ogni modo, forse sollecitato da input di ordine politico non del tutto adeguato all’obiettivo, sembrerebbe non dare la giusta importanza al valore dell’inclusione, dal momento che dalle sue strutture risulterebbero aprioristicamente esclusi i bambini non vaccinati.

Il che, visto che non vi è nessuna legge che lo preveda, ha dell’incredibile se si pensa che non si tratta, in questo caso, di percorsi scolastici né di quelli educativi della prima infanzia dei nidi, bensì di un mero servizio alle famiglie.

Di qui, tanto più che parliamo di una realtà che gode del marchio family, rilasciato dall’Agenzia provinciale per la famiglia, l’obbligo di investire della questione la Provincia, ma soprattutto anche in virtù del fatto che, la stessa Sentenza della Corte Costituzionale, non prevede nel modo più assoluto nessuna espulsione o esclusione dai percorsi scolastici obbligatori, lasciando ad una sanzione, la sanatoria della mancanza, anche parziale, dei vaccini previsti per Legge.

Tutto ciò – per essere chiari – non per rincorrere posizioni pro o contro i vaccini, ma solo per evitare il perpetuarsi di discriminazioni che, oltre che odiose, risultano del tutto immotivate e prive di obblighi giuridici.

Paradossale, infatti, sarebbe – proprio in un tempo in cui si fa dell’inclusione dello straniero un irrinunciabile impegno istituzionale – che dei nuovi stranieri fossero, per così dire, fabbricati in casa sotto la dicitura «bambino non conforme».

 E’ dunque del tutto evidente la necessità dell’atto ispettivo che, qui, si fa a predisporre e ad articolare nei quesiti che saranno di seguito a formulare anche e soprattutto perché -lo si ripete -non ci sarebbero riferimenti di Legge, per scelte che potrebbero essere ascritte ad atteggiamenti penalizzanti, che offendono la dignità delle persone, generando discrimini inaccettabili.

Tutto ciò premesso il sottoscritto Consigliere

interroga il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

  • se corrisponda al vero quanto riferito in premessa circa il fatto che oggi dalle strutture E.R.A.T. – Casa per ferie Mirandola, Centro formativo Candriai, Colonia Marina Cesenatico, Camp Candriai, Scuola al mare – risultano aprioristicamente esclusi i bambini non vaccinati e, nel caso, quali siano i riferimenti di Legge cui si farebbe riferimento per escludere questi ragazzi;
  • quali, in caso affermativo, le ragioni sulle quali si può basare una simile decisione, considerando che non si tratta, in questo caso, di percorsi scolastici né di quelli educativo e formativo dei nidi, bensì di un percorso ludico/associativo al servizio alle famiglie;
  • quale sia, visto il livello e la gestione di dati personali sensibili, il diritto alla privacy della Famiglie, sullo stato della salute dei propri componenti;
  • se condivide la necessità – tanto più che si parla della decisione una realtà che gode del marchio family, rilasciato dall’Agenzia provinciale per la famiglia, l’obbligo di investire della questione la Provincia – di intervenire affinché siffatta discriminazione sociale discriminazione con esclusione di alcuni bambini sia superata;
  • quale sarebbe l’atteggiamento se paradossalmente un albergo o struttura ricettiva attuasse stessa discriminazione non permettendo prenotazioni e soggiorni per famiglie che non producessero certificati vaccinali;
  • entro quali termini e secondo quali modalità, in caso affermativo rispetto al quesito precedente, intenda attivarsi in tal senso.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Cons. Claudio Civettini