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COSTI DELLA POLITICA: IL DISEGNO DI LEGGE DELLE ACLI E QUELLO DI CIVICA TRENTINA

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Mercoledì scorso il Consiglio regionale ha discusso e bocciato sia il disegno di legge d’iniziativa popolare promosso dalle ACLI, che quello di Civica Trentina. Entrambi si occupavano dei cc.dd. costi della politica, con particolare riferimento alle indennità ed alla posizione previdenziale dei consiglieri ed ai contributi per il funzionamento di gruppi consigliari.
La posizione di Civica Trentina è stata espressa dal capogruppo Rodolfo Borga, il cui intervento può essere qui  ascoltato Intervento cons. Borga.
Qui  invece trovate il ddl della Civica con la relativa relazione.  Disegno di legge Civica Trentina
Colgo l’occasione per indicare l’ammontare dell’indennità dei consiglieri provinciali (e regionali) e dei contributi spettanti ai gruppi consiliari. L’indennità netta, comprensiva del rimborso forfettario delle spese (diaria), è pari a 5.400,00 euro mensili per dodici mensilità.
Ai gruppi consiliari provinciali vengono assegnati per le spese di funzionamento 5.750,00 euro annui per ogni consigliere. Ogni consigliere si vede inoltre assegnare le risorse finanziarie per l’assunzione di un collaboratore.
Ai gruppi consiliari regionali vengono assegnati 5.760,00 euro annui per ogni consigliere per il funzionamento e 5.400,00 euro annui, sempre per ogni consigliere, per l’eventuale assunzione di un collaboratore.
Peraltro, alcuni gruppi consiliari, non utilizzano tali risorse messe a disposizione dal Consiglio regionale, in quanto l’attività largamente prevalente è quella svolta a livello provinciale. Ad esempio, il nostro gruppo (5 e poi 4 componenti), che negli anni 2014, 2015 e 2016 aveva a disposizione complessivamente 90.000,00 euro, ha utilizzato ad oggi soltanto 8.200,00 euro.
P.S. Alcuni consiglieri hanno dichiarato che il disegno di legge delle ACLI doveva essere approvato. Posizione del tutto legittima, da cui dovrebbero però derivare comportamenti conseguenti.
Poiché tutto quello che il ddl ACLI prevedeva può essere attuato volontariamente dai singoli consiglieri, ci aspettiamo che coloro i quali hanno a parole manifestato il loro favore:
a) si riducano l’indennità (si può fare);
b) non richiedano i contributi per i gruppi consiliari loro spettanti pro quota (si può fare);
c) rinuncino ai contributi previdenziali (si può fare).
Vedremo fin dal prossimo mese chi sarà conseguente alle dichiarazioni d’aula. Di demagogia ed ipocrisia sull’argomento ne abbiamo vista anche troppa.