Home Blog Costituzione italiana

Costituzione italiana

0 294

CONDIVIDI SUI SOCIAL:

Art. 1, comma 2: la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Dunque, la Carta Costituzionale ci dice che la sovranità appartiene al popolo.
Non ad altri, dentro e fuori il nostro Paese, ma al popolo. Che ovviamente questa sua sovranità la esercita al momento del voto, scegliendo coloro che lo rappresenteranno in Parlamento e, per il tramite dei parlamentari (più precisamente della maggioranza di essi), il Governo.
Da qui, a nostro avviso, si deve partire per valutare quanto accaduto in questi giorni.
Il Presidente della Repubblica, pur in presenza di una maggioranza parlamentare pronta a sostenere il Presidente incaricato Conte, ha rifiutato la nomina del prof. Paolo Savona a ministro dell’Economia, provocando così la grave crisi politico-istituzionale in cui si trova il Paese.
Rifuggendo le comprensibili esasperazioni frutto della delicatezza del momento, alcune sintetiche considerazioni.
In altre occasioni (peraltro rarissime, non più di tre o quattro in tutta la storia repubblicana) il Presidente della Repubblica ha rifiutato la nomina di un Ministro. Ma in questo caso la fattispecie è ben diversa. Non sono, infatti, in discussione le capacità del prof. Savona, né si deducono profili d’inopportunità a causa di eventuali conflitti d’interesse o di situazioni di carattere morale.
La competenza del prof. Savona è fuori discussione, così come la sua esperienza, anche a livello internazionale. Banca d’Italia, Confindustria, BNL, Banca di Roma, Impregilo, Gemina, Aeroporti di Roma, Università di Perugia, di Roma Tor Vergata, Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, Fondazione Ugo La Malfa, Aspen Institute Italia, Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, Ministro nel Governo Ciampi (noto sovversivo antieuropeista). E tanto altro, sia a livello scientifico, che manageriale. Mica una Fedeli qualsiasi!
Ciò che il Presidente della Repubblica ha contestato non è quindi la persona del prof. Savona, ma le sue idee in tema di euro ed Unione Europea. E questo addirittura anche se di uscita dall’euro non v’era traccia nel programma di Governo, che si limitava a rivendicare (giustamente) una più decisa tutela degli interessi italiani nel contesto dell’Unione Europea.
In Italia, pertanto, anche soltanto manifestare perplessità su come viene gestita l’Unione Europea è sufficiente per essere messi al bando. Ma questa è una questione tutta politica, che è riservata alla competenza del Parlamento e del Governo (legittimati dal voto del popolo, cui la Costituzione affida la sovranità).
Non al Presidente della Repubblica, né tantomeno ai mercati, alle lobby ed ai Governi stranieri.