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DEFP 2017 (Documento di economia e finanza provinciale): proposta di risoluzione di Civica Trentina finalizzata a sostenere misure di sostegno alla famiglia e alla natalità

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In occasione della recente discussione del DEFP  (Documento di economia e finanza provinciale) Civica Trentina ha presentato una proposta di risoluzione finalizzata a sostenere misure di sostegno alle famiglie ed alla natalità.
La Giunta, applicando un articolo del regolamento, ha evitato anche soltanto di discutere la nostra risoluzione. In tal modo ha forse voluto evitare l’imbarazzo di votare contro una proposta che voleva molto semplicemente impegnare la Giunta ad adottare quale criterio prevalente per l’erogazione dell’assegno unico provinciale (75 milioni di euro con circa 40.000 beneficiari) quello della necessità di sostenere la maternità, al fine di contrastare il preoccupante calo demografico in atto.
Poco male, visto che i contenuti della risoluzione sono stati ripresi in una proposta di mozione che la maggioranza, volente o nolente, dovrà prima o poi discutere. Certo è che non può non suscitare perplessità la scelta della Giunta di fronte a quella che i dati oggettivi dimostrano essere la più importante delle questioni con cui dobbiamo fare i conti.
Nel 2016 l’Italia ha battuto il record negativo (già detenuto nel 2015) delle nascite, con un calo pari all’1,4 per mille rispetto all’anno precedente. In Trentino vi è stato un incremento dello 0,3, laddove l’Alto Adige ha segnato un incredibile (per noi) più 6,6.
E’ questo il dato più preoccupante che segna la differenza tra Trento e Bolzano. Quello che, con ogni probabilità, esprime più compiutamente la differenza tra i nostri territori. Da un lato una comunità vivace che crede nel futuro. Dall’altro una comunità stanca, che nel futuro suo e dei suoi figli non crede più.
Quella demografica è la questione più importante di cui chi ha responsabilità di Governo dovrebbe farsi carico. Ovviamente se vuole bene alla comunità che si trova a guidare. Perché se invece del futuro della sua comunità se ne frega, la strada è già tracciata e basta seguirla.
I dati (dati statistici, non opinioni) dicono che entro il 2050/60 gli Italiani saranno minoranza (anziana). E con loro i Trentini. La maggioranza sarà costituita pertanto da “nuovi” Italiani e “nuovi” Trentini. Persone provenienti da realtà affatto diverse per cultura, costumi, religione, chiamate ad occupare un vuoto demografico, che sarà inevitabile colmare in qualche modo.
Per questo già ora ci continuano a dire che ci vorranno 150/200 mila immigrati all’anno per i prossimi 20 anni. Il tutto dopo aver scientemente promosso per lustri politiche contrarie alla famiglia ed alla maternità.
Ognuno segue la sua strada. Il Sudtirolo ha fatto al sua scelta. Chi governa il Trentino anche. Di seguito il video dell’intervento  sulla risoluzione del consigliere Borga in occasione della discussione del DEFP.