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Diabete: malattia per il 30% dei casi “sommersa”. Quali la situazione, l’impegno e la prevenzione in Trentino? Quali gli spazi per l’educazione alimentare e quali i sostegni messi in campo?

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Numerosi sono stati, anche in questa Legislatura, gli atti e le iniziative politiche finalizzate a sollecitare l’impegno provinciale sulla frontiera del diabete. Si parla di molteplici atti che denotano la vastità del problema e dove, nel suo insieme, il sottoscritto ha depositato ben tre specifiche interrogazioni in questo senso: la n. 816, la n. 2336 e la n. 3366/XV a risposta scritta. Questo trasversale impegno però non giustifica in alcun modo – anzi – un abbassamento della guardia, per così dire, su questo versante, che deve invece rimanere istituzionalmente al centro dell’attenzione.

Tanto più alla luce di quanto ribadito anche domenica 12 novembre, in piazza del Duomo, a Trento, in occasione della giornata organizzata dall’Associazione trentina diabetici (Atd) in collaborazione con il personale sanitario dei Centri diabetologici dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari (Apss). Un appuntamento importante, con l’allestimento e l’apertura, a metà mattina, di uno stand al quale sono confluite centinaia di persone per approfittare dell’iniziativa di sensibilizzazione e prevenzione, organizzata in occasione della giornata mondiale dedicata ad una patologia in forte crescita in tutti i Paesi occidentali.

Una crescita che, se da una parte è dovuta principalmente, anche se non esclusivamente, a stili di vita disordinati, dall’altra alimenta un problema di non poco conto, dovuto al fatto che l’insorgenza del diabete interessa migliaia di persone a loro stessa insaputa. In pratica, secondo gli esperti, addirittura il 30% dei diabetici (ancora) non sa di esserlo. Un dato impressionante rispetto al quale, chiaramente, pur apprezzabili iniziative come quella in piazza Duomo poc’anzi evocata non possono ritenersi sufficienti; ragion per cui pare quanto mai doveroso investire della questione, affinché, prendendone atto, l’Amministrazione provinciale possa prendere le giuste contromisure, per adattare l’impegno alle reali necessità, magari impegnandosi a fondo, anche sulla prevenzione, che passa necessariamente, anche dalla sana educazione alimentare.

 Tutto ciò premesso il sottoscritto Consigliere

interroga il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

  • quanti e quali impegni di sensibilizzazione e conoscenza del diabete – in aggiunta ad apprezzabili eventi come quelli in piazza Duomo, ricordati in premessa – sono stati sostenuti dall’Ente provinciale negli anni 2013, 2014, 2015, 2016 e 2017;
  • se corrisponda al vero quanto riferito in premessa circa il fatto che l’insorgenza del diabete interessa migliaia di persone a loro stessa insaputa; in pratica, secondo gli esperti, addirittura il 30% dei diabetici (ancora) non saprebbe di esserlo e nel caso di conferma, quanto sia messo in campo per far emergere il problema e quanto, in ogni modo si attui, per una buona educazione alimentare, partendo dalle scuole;
  • se condivida, in caso affermativo rispetto al quesito precedente, la considerazione questo dato circa la mancata consapevolezza, in moltissimi anche in Trentino, di essere diabetici, sia qualcosa di molto preoccupante, per le conseguenze derivanti dalle tardive cure attuate e dall’aggravamento altrettanto conseguente, dello stato di salute dei nostri concittadini che ne dovessero essere affetti;
  • entro quali termini e secondo quali modalità, in caso affermativo rispetto al quesito precedente, intenda attivarsi per una maggiore sensibilizzazione provinciale sulla prevenzione e sulla cura del diabete, con particolare attenzione all’aspetto culturale della sana alimentazione e al fenomeno della presenza di tale patologia nei minori;

 A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Cons. Claudio Civettini