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Disegno di legge sull’omofobia e vocazione europea

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Dal Corriere del Trentino del 24 settembre 2014

Al mio intervento di replica al suo editoriale di ieri, il prof. Toniatti replica a sua volta. Abbiamo ritenuto opportuno pubblicare anche tale replica, sia perché costituisce comunque un contributo d’idee ad un dibattito che ci pare assai importante, sia perché è molto interessante evidenziare quanto egli afferma con riguardo ai canoni da diffondere nelle scuole ed al ruolo educativo delle famiglie. Il prof. Toniatti, nel confutare, del tutto legittimamente, le mie opinioni (ma non le circostanze di fatto da me citate, che non possono essere smentite) afferma che il vero obiettivo degli interventi formativi di stampo europeo è “un’educazione sessuale serena e disinibita, indirizzata non a trasmettere canoni (ortodossi o eterodossi che siano) di comportamento predeterminati”. Quindi, sul presupposto, peraltro del tutto indimostrato, che il Trento vi sia un clima omofobo, afferma che “evidentemente l’educazione familiare non è sufficiente”. Ecco, pertanto, che ad educare i nostri ragazzi sul tema dell’omofobia deve essere la scuola. Le osservazioni del prof. Toniatti hanno il pregio di strappare il velo d’ipocrisia dietro al quale vorrebbero nascondersi i partiti (a partire da PATT, UAL e UPTT), che sostengono il ddl promosso da Arcigay ed Arcilesbica. E’ del tutto chiaro, infatti, che tale disegno di legge è finalizzato a, per dirla con il prof. Toniatti, abbattere i “canoni predeterminati” per cui, fermo il rispetto per diverse affettività, la famiglia è una sola, quella tra un uomo ed una donna, e per cui un ogni bambino ha il fondamentale diritto ad una padre e ad una madre. E ad affidare alla scuola, attesa l’inaffidabilità della famiglia, il compito di educare i nostri figli ed i nostri nipoti, su temi così delicati. Si può essere d’accordo o meno su tale finalità. Ma questa è la realtà, che il prof. Toniatti coerentemente espone e che invece i nostri farisei, con o senza braghe di coram, vogliono negare (forse anche a loro stessi). Ed è per questo che non andremo fino in fondo nell’opporci al disegno di legge di Arcigay ed Arcilesbica.