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Ennesimo schiaffo (meglio, cazzotto) di Renzi alla nostra Autonomia

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Superior stabat lupus, longeque inferior agnus

Ennesimo schiaffo (meglio, cazzotto) di Renzi alla nostra Autonomia

 

Come ampiamente prevedibile, dopo i reciproci e reiterati attestati di stima tra Renzi e Ugo Rossi, giunto addirittura ad invocare una maggiore iniezione di renzismo nel PD trentino (ora è stato accontentato!), dopo le canoniche lodi di Renzi alla nostra Autonomia (modello per l’Italia e per l’Europa e bla bla bla), dopo le fotografie che riprendevano sorridenti Renzi e Delrio con il caravanserraglio autonomista trentino e altoatesino a Roma, ecco il ritorno alla realtà. Renzi e compagni non soltanto rifiutano anche solo di discutere le proposte della Province di Trento e Bolzano (il tanto decantato residuo fiscale di Cerea), ma arrivano addirittura al punto di ricattarci, pretendendo il ritiro dei ricorsi pendenti avanti la Corte Costituzionale in cambio di un occhio di riguardo nelle prossime manovre. In buona sostanza, ci spiega il caro leader fiorentino, se rinunciate a chiedere quanto vi ho già sottratto, nel futuro (forse) vi toglierò un po’ meno. Un vero e proprio ricatto, nello stile del bulletto di periferia, proveniente da chi evidentemente è convinto di poter fare impunemente tutto ciò che più gli aggrada. E i nostri parlamentari, che la fiducia al Governo Renzi hanno votato a più riprese, che hanno votato (con tanto di applausi, come documentano i resoconti delle sedute parlamentari) una serie di provvedimenti che la Provincia ha poi dovuto impugnare, che sulla stampa ci spiegano il loro diuturno impegno romano a difesa della nostra autonomia, che fanno? Che fanno i vari Dellai, Panizza, Ottobre, Fravezzi? A Trento nel fine settimana tuonano contro il Governo centralista, dal martedì al giovedì sostengono quello stesso Governo. Troppo comode le poltrone romane per togliere il sostegno al Governo Renzi? Troppo difficile (in realtà impossibile), per Panizza, Ottobre e Fravezzi tornare a Roma senza l’accordo con il PD renziano? Ed allora avanti con la farsa. Avanti così, che a fronte dell’arroganza del lupo fiorentino, l’agnello trentino, così ben tutelato dai compagni di merende di Renzi, non potrà che fare la fine narrata da Fedro.