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Ex strada del “Ponale” tra Ledro e Riva del Garda: percorso ciclabile d’interesse mondiale. La Provincia la metta in sicurezza o sostenga gli albergatori interessati a farlo

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Le problematiche legate alla manutenzione della “Ponale”, la vecchia strada provinciale di collegamento tra la valle di Ledro e Riva, non sono certo cosa recente come dimostra purtroppo anche qualche incidente verificatosi con, a seguire, interrogazioni appositamente presentate sul tema. Del resto, se si pensa che la strada in oggetto non è purtroppo nuova al divenire teatro di incidenti – se ne sono contati almeno sette in undici anni, di cui sei occorsi a ciclisti in discesa – è chiaro come la Provincia non possa stare a guardare né si possa continuare argomentando che si tratterebbe di sentiero alpino e non di percorso stradale ora utilizzato quale ciclabile.

Si sa, del resto, come sia da poco stato eletto il nuovo direttivo per il Comitato che gestisce la manutenzione di detta strada e di come, da questo, sia partito un appello proprio alla Provincia per il recupero anche la ciclabile del Garda, giustamente ritenuta un’attrazione di valore internazionale.

Vi sono pertanto almeno due eccellenti argomenti – la sicurezza dei cittadini, che già di per sé dovrebbe costituire una priorità, e la valorizzazione di quanto la “Ponale”, grazie alla sua panoramicità indiscussa, può esprimere in termini di attrattività turistica – alla base di un impegno che l’Amministrazione provinciale dovrebbe considerare seriamente di assumersi e, oltretutto, di catalogarlo tra quelle priorità legate allo sviluppo turistico, ad esempio della Val di Ledro che insieme al lago di Garda, garantiscono entrate importanti ma con una potenzialità tutta da attivare.

Di qui, allora, la necessità da parte della Giunta provinciale – che condividendo la valenza internazionale, potrebbe finalmente assumere decisioni importanti nella programmazione e regia politica, proprio per lo sviluppo del progetto turistico della città allargata di Ledro-Alto Garda. La messa in campo di un impegno attivo per una radicale manutenzione della “Ponale”, che al tempo stesso la metta in sicurezza e ne valorizzi la panoramicità di unica e irripetibile valenza.

In alternativa, la proposta di affidare di collegare il Comitato di gestione con gli albergatori della zona di Ledro e Riva, affinché questi possano legittimamente intervenire con la indiscussa regia provinciale, dando in cambio la possibilità  di una defiscalizzazione degli investimenti che costoro dovessero sostenere ripristinando la ex strada quale ciclabile sicura, rispettosa dell’ambiente , di valenza e d’interesse incredibile proprio per la conformazione che la caratterizza e che la pone come irripetibile terrazza sul lago di Garda. Una scelta innovativa che ha l’obiettivo di un coinvolgimento tra istituzioni e operatori commerciali, che porterebbe ad un interesse generalizzato anche per le economie locali, soprattutto della val di Ledro.

Tutto ciò premesso,

                                        Il Consiglio Provinciale impegna la Giunta Provinciale:

 

  • ad attivarsi cogliendo la richiesta del Comitato che oggi gestisce la ex Ponale dando risposte concrete alle richieste finalizzate alla messa in sicurezza della vecchia strada provinciale di collegamento tra la valle di Ledro e Riva, e alla valorizzazione della sua panoramicità a beneficio del comparto turistico locale;
  • a verificare la possibilità, in alternativa al punto precedenti, di coinvolgere i soggetti economici della Valle di Ledro e dell’Alto Garda nel progetto, attraverso sistemi di defiscalizzazioni per gli interventi che gli albergatori della zona volessero intraprendere in concerto con la regia pubblica ,con l’obiettivo di rendere concreto ed attuabile l’intervento che declini una volta per tutte, un percorso che possa assumere valenza d’interesse mondiale per la sua peculiarità, specificità e bellezza dei luoghi;
  • a farsi promotrice di un collegamento costante con il Comitato di manutenzione oggi operante, affinché la sicurezza diventi un valore condiviso con i relativi atti di concretezza.

 

Cons. Claudio Civettini