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Forti della Prima Guerra Mondiale: milioni di euro giustamente spesi per il loro recupero. Quale il progetto storico/turistico a questi legato? A chi la gestione dei percorsi legati a detto filone turistico? Gestione locale o regia provinciale?

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Certamente il recupero e la valorizzazione degli edifici storici di cui il territorio trentino ha la fortuna di essere letteralmente costellato, richiedono una significativa – e decisa – volontà politica che possa tradursi, sul piano concreto, in investimenti sì generosi ma anche abbiano anche sul piano poi del ritorno economico, una strategia dietro. In modo che nessun contributo o stanziamento, per essere molto chiari, risulti fine a se stesso.

E’ con questa premessa che si guarda senza dubbio con favore all’impegno economico provinciale – che gli ultimi anni pare abbia raggiunto alcune decine di milioni di euro – per azioni di restauro ed il recupero dei numerosi forti della Prima Guerra Mondiale che si trovano in Trentino; un passaggio, infatti, che costituisce anche un modo per onorare la memoria dei caduti, la storia e di coloro che, a prescindere dal colore della propria divisa, diedero la vita per la propria bandiera.

Tuttavia, fatto salvo il tesoro inestimabile dal punto di vista storico e culturale, pare poco chiaro-se non assente- il piano strategico di valorizzazione, adesso, dei forti in fase di recupero o già oggetto di lavori ultimati.

Non sembrerebbe per nulla attivato, un piano di marketing e di valorizzazione mirato, che, per zone oggi svantaggiate, terre di confine e troppo spesso dimenticate, potrebbero essere un volano turistico d’indubbia attrattività, anche quale percorso premiante per il grande volontariato che spesso ha caratterizzato questi recuperi, con azioni di ripristino di zone un tempo militare, dove le trincee raccontano i tempi andati delle varie guerre.

La natura per nulla polemica di simili interrogativi alimenta l’auspicio che l’Amministrazione provinciale voglia corrispondere ad essi in tempi rapidi e fornendo tutti gli elementi utili alla messa a fuoco della questione, ma soprattutto, attivando un piano di valorizzazione turistico/storica, che potrebbe essere una delle opportunità può offrire agli ospiti ma anche attrattività per un target di pubblico ben diverso.

Questo anche alla luce della naturale bellezza e unicità che caratterizzano i posti dei forti recuperati e che possono essere, nella loro sacralità storica, un percorso unico se messo in rete compiutamente, in un progetto condiviso dalle Amministrazioni locali e in collaborazione con tutte le u unità turistiche e di comunicazione, che sono deputate a “comunicare” il Trentino in tutta la sua interezza.

Tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere

interroga il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

  • se corrisponda al vero quanto riferito in premessa circa il fatto che per il recupero dei forti della Prima Guerra Mondiale sono stati investiti, negli ultimi anni, diversi milioni di euro;
  • quanti e quali forti, in caso affermativo rispetto al quesito precedente, risultano essere stati oggetto di contributi e investimenti, appunto, per il recupero;
  • a che punto siano, per quanto di conoscenza dell’Amministrazione provinciale, i lavori di recupero in questione;
  • se vi sia una pianificazione, ultimati gli anzidetti lavori, per una adeguata valorizzazione turistica e territoriale dei forti interessati da interventi di recupero e nel caso, quali siano le azioni storico/turistico progettate, messe in campo e concretizzate, per trasformare i doverosi interventi di recupero, in altrettante opportunità di sviluppo di quei territori, spesso dimenticati, che hanno l’onere e l’onore di ospitare quelle postazioni un tempo primarie, nella perfida logica delle guerre;
  • in caso affermativo rispetto al quesito precedente, in che cosa consista esattamente l’anzidetta strategia di valorizzazione.

A norma di Regolamento, si chiede risposta scritta.

 

Cons. Claudio Civettini