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Come fronteggiare le gelate primaverili che hanno messo in ginocchio gran parte della viticoltura trentina?

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Non sveliamo certo un segreto portando all’attenzione dell’Aula le problematiche legate alle gelate che, in queste bizzarre settimane primaverili, che in particolare tra il 18 e il 21 aprile, hanno falcidiato la produzione vitivinicola soprattutto nelle vallate.

Un fenomeno che sembra veramente importante, tanto che – per avere un dato – parrebbe che solo la Vallagarina abbia un danno tra il 30 ed il 40 per cento della produzione, al che in termini di conferimento è ben comprensibile quale sia l’effetto di questo danno.

Senza dimenticare le situazioni disastrose delle zone di Spiazzo e Caderzone in Rendena, parte del Lomaso, Agrone sopra Pieve di Bono e i circondari di Storo e Borgo Chiese. Vero che le grandi aziende ma soprattutto di produzione di altro genere hanno il fondo assicurativo, però – come ben sappiamo – le medie e piccole aziende per quanto riguardo le gelate parrebbero non coperte in tal senso.

Ragion per cui, data l’importanza, la qualificazione ma anche la capacità di questa compagine aziendale di tenere alto il nome del Trentino fuori provincia e nel mondo, s’interroga la Giunta provinciale per sapere, con riferimento alle evocate gelate, quali siano i dati in possesso della Provincia, quali gli accertamenti effettuati, quale il censimento, appunto, dei danni, e come s’intenda sostenere questo comparto diversamente, in questo momento, esposto al rischio di sopravvivenza, specie per quanto concerne i vignaioli e le piccole imprese consorziate.

 Cons. Claudio Civettini