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Garanti dei detenuti e dei minori: le ragioni del Sì di Civica Trentina

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Ieri il Consiglio provinciale ha approvato la legge che istituisce in Trentino i Garanti dei detenuti e dei minori. Civica Trentina ha votato a favore dopo aver ottenuto alcune importanti modifiche del disegno di legge uscito dalla Commissione con il nostro voto contrario, che di seguito esponiamo.
1) Il Garante dei detenuti sarà eletto non più a maggioranza semplice, ma con quella dei 2/3. La nomina del Garante non potrà pertanto avere luogo senza il consenso delle minoranze consigliari.
2) L’indennità del Garante è stata ridotta da 2/3 ad 1/3 dell’indennità lorda dei consiglieri provinciali.
3) E’ stata prevista l’ineleggibilità del Garante.
4) E’ stato abrogato il comma che consentiva alla Giunta provinciale d’individuare con regolamento (e quindi a suo piacimento) i compiti del Garante dei detenuti.
 5) E’ stata esclusa dalla competenza del Garante la fattispecie delle persone oggetto di T.S.O.
Oltre alle modifiche normative sopra rilevate abbiamo ottenuto anche l’approvazione di un ordine del giorno grazie al quale l’infermeria del carcere sarà dotata di un’apparecchiatura RX (chiesta invano da tempo), che consentirà di ridurre sensibilmente i circa 300 casi all’anno in cui i detenuti devono essere tradotti in ospedale. Considerata sia la grave carenza di personale di cui soffre l’organico della polizia penitenziaria, che la necessità di assegnare a tali compiti in ogni occasione 3 o 4 agenti, è del tutto evidente l’importanza di tale ordine del giorno, che consente di recuperare personale prezioso, fino ad ora impegnato in compiti di sorveglianza che ora non saranno più necessari.
Ed ora, in sintesi, le ragioni del nostro consenso. Consenso che parte dalla considerazione oggettiva per cui un Garante dei detenuti legittimato ad operare in Trentino già esiste: è il Garante nazionale, che opera in assenza di quello “locale”.
 Anche recentemente il Garante nazionale ha ispezionato il carcere di Trento, concludendo al sua visita con un esposto alla Procura della Repubblica – poi correttamente archiviato – che ha creato non pochi problemi al personale della Polizia penitenziaria.
 Non si trattava, quindi, di decidere se istituire o meno un Garante dei detenuti legittimato ad operare in Trentino, ma di decidere se istituire un Garante locale, che si sostituisse a quello nazionale.
E Civica Trentina – anche alla luce di quanto recentemente accaduto in esito all’ispezione del Garante nazionale – non ha avuto alcun dubbio: meglio, molto meglio, un Garante locale rispetto ad uno nazionale, sulla cui nomina non possiamo incidere in alcun modo e su cui non possiamo esercitare alcun controllo, neppure indiretto.
Certo il disegno di legge della maggioranza doveva essere profondamente modificato. Ma proprio questo abbiamo ottenuto, grazie anche ai 700 emendamenti che abbiamo depositato e poi ritirato una volta ottenuto l’assenso alle modifiche che sopra abbiamo esposto.
 Ora abbiamo un Garante che sarà eletto con il necessario concorso delle minoranze e sul cui operato sarà possibile esercitare un controllo politico indiretto, impensabile nei confronti del Garante nazionale.
A nostro avviso una situazione molto migliore per tutti. Ed in primo luogo per la stessa Polizia penitenziaria, che avrà ora maggiori garanzie d’imparzialità rispetto a prima, così come peraltro dimostra quanto recentemente accaduto in esito all’ispezione del Garante nazionale.
Molto dipenderà ovviamente dalla persona che sarà nominata, la quale dovrà offrire garanzie di riservatezza ed equilibrio ed essere scevra da pregiudizi ideologici.
 Ma questo è un compito che, grazie agli emendamenti di Civica Trentina, spetta ora anche alle minoranze consiliari. Rimangono purtroppo tutti i problemi conseguenti al sovraffollamento del carcere (oltre 335 detenuti in luogo dei 240 concordati) ed alla carenza di personale (124 agenti in luogo dei 214 previsti!).
 Ma di questa situazione è responsabile il Governo italiano, che una volta di più ha dimostrato di non rispettare gli impegni assunti.