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Gay pride dolomitico: no al patrocinio di Provincia e Regione

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Gay Pride dolomitico di giugno. Gli organizzatori comunicano che  il Comune di Trento avrebbe già dato il suo patrocinio ufficiale alla manifestazione e che analoga richiesta  sarà formulata alla Provincia di Trento ed alla Regione Trentino Alto Adige Südtirol.
Civica Trentina chiede ad entrambe le Giunte e ad entrambi i Presidenti dei Consigli di non accogliere la richiesta. Di seguito una delle quattro interrogazioni presentate unitamente ad altri colleghi di minoranza (quella inviata al Presidente del Consiglio provinciale), ove trovate sinteticamente esposte le ragioni della nostra ferma opposizione al patrocinio.
Al link  potete leggere il documento degli organizzatori del Dolomiti Pride denominato “Orgoglio oltre i confini”.
Rinviando all’interrogazione ed al documento per un più approfondito esame dei contenuti dello stesso, rileviamo come, a nostro avviso, non sia opportuno concedere il patrocinio – riservato ad iniziative che si ritengono di alto valore, morale, sociale e culturale – ad una manifestazione che, per espressa ammissione dei suoi organizzatori, richiede, tra l’altro, (citazione testuale) “la distribuzione gratuita di preservativi e lubrificante nei luoghi di aggregazione, scuole, centri di aggregazione giovanile, università e carceri, promuovendone l’utilizzo”.
Ai lettori il giudizio.

 

 

CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

                                                                                                           Trento, 27 marzo 2018
Al Presidente del
Consiglio Provinciale
Bruno DORIGATTI
INTERROGAZIONE n.
Approssimandosi la data del c.d. Dolomiti Pride, gli organizzatori hanno diffuso un corposo documento, articolato in 34 pagine, in cui sono esposti contenuti e finalità della manifestazione.
La lettura del documento offre interessanti elementi di valutazione, anche se, a dire il vero, non poche sono le affermazioni del tutto prive di fondamento, quale quella per cui l’Italia deterrebbe il triste primato di Paese più transofobico d’Europa, laddove tutti gli studi ed i dati a disponibili dimostrano, invece, che il nostro Paese è tra i primi posti al mondo per accettazione sociale dell’omosessualità.
 Ed anche se le teorie che troviamo a più riprese esposte risultano essere ai più di assai difficile comprensione.
Ad esempio, che cosa significhi che “la cultura patriarcale-virilistica, che è matrice ideologica alla base dell’omotransfobia, agisce attraverso il sistema d’ordine e di riproduzione sociale eteronormativo, che pretende di schiacciare l’esperienza umana al solo principio di riproduzione biologico-naturale, al quale ricondurre costruzioni sociali quali famiglia, matrimonio, riproduzione, genitorialità e cura come validi solo se costruiti in spazi eterosessuali e normati”,  lo sa (forse) soltanto l’estensore del documento.
La sola cosa che agli interroganti pare chiara è la profonda avversione per la famiglia naturale in ogni suo aspetto che trasuda dal documento in questione.
Parimenti, per fare un altro esempio, di assai difficile comprensione, quantomeno per gli interroganti, è l’affermazione secondo cui “il Dolomiti Pride accoglie e supporta le nuove sfide di autodeterminazione che interrogano il genere denunciando la sua narrazione binaria e genderista, proseguendo nel percorso inclusivo e decostruttivo che il femminismo (nelle sue tradizioni costruzioniste, post-coloniali ed intersezionali) storicamente ha segnato, indicando così quelle premesse necessarie a far emergere oggi anche quelle istanze che si pongono – in modalità diverse e complesse – oltre ed in relazione al binarismo di genere”.
Di assai difficile comprensione per i più (interroganti compresi), ma anche, azzardiamo, con ogni probabilità distante, e non poco, dai reali e concreti bisogni e aspirazioni della gente comune.
L’interessante documento alterna periodi non propriamente intelligibili, quali quelli sopra riportati, ad altri che invece sembrano essere assai più chiari, laddove, ad esempio, gli organizzatori (pag. 26) chiedono che “si rendano gratuiti preservativi e lubrificante e che si distribuiscano nei luoghi di aggregazione, nelle scuole e nelle carceri promuovendone l’utilizzo”.
Orbene, premesso che il lubrificante, pur genericamente indicato, non pare essere quello necessario al corretto funzionamento dei veicoli a motore, pare un pochino eccessivo agli interroganti che s’intenda promuovere l’utilizzo di preservativi e “lubrificante” in scuole e non meglio precisati “luoghi d’aggregazione”, quali, ad esempio, potrebbero essere oratori, stadi, teatri, cinema, ospedali od altro.
Assai chiaro il documento risulta essere anche laddove, nella pagine conclusive cui rinviamo, formula una serie di richieste alle Province autonome di Trento e Bolzano, al Comune di Trento ed agli altri Comuni del territorio.
Ciò considerato, a giudizio degli interroganti, è giunto il momento di chiarire cosa intendono fare le Istituzioni dolomitiche a fronte di un’eventuale (probabile) richiesta di patrocinio e magari finanziamento che gli organizzatori del Gay Pride dolomitico dovessero avanzare.
La manifestazione è imminente e sono chiare le finalità ed i contenuti della medesima, quali risultanti dal documento sopra citato ed in parte riportato.
Pare pertanto giunto il momento che le Istituzioni dolomitiche ed autonomiste prendano apertamente posizione, senza nascondersi dietro motivazioni di comodo, facendo sapere se, ad esempio, l’auspicata (dagli organizzatori del Dolomiti Pride) promozione nelle scuole di preservativi e “lubrificante” sia condivisa o meno.
Quanto sopra premesso, i sottoscritti consiglieri
interrogano il Presidente del Consiglio provinciale al fine di sapere:
  1.  se egli intende patrocinare e/o finanziare la manifestazione denominata Dolomiti Pride;
  2.  se egli intende partecipare in prima persona, come è accaduto nei Gay Pride organizzati in altre Regioni, alla sfilata con un suo rappresentante.
A norma di regolamento si richiede risposta scritta.
cons. Rodolfo Borga
cons. Claudio Civettini
cons. Walter Kaswalder
cons. Nerio Giovanazzi
cons. Marino Simoni