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Gay Pride dolomitico e transfrontaliero a Trento: e la Regione che ruolo intende giocare?

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Indiscrezioni di stampa danno ormai per certo che l’anno prossimo la città di Trento sarà protagonista di un’altra sfilata, che verrà ad aggiungersi a quella degli Alpini.
Sfilata diversa per contenuti, toni e finalità rispetto a quella degli Alpini, ma che con ogni probabilità avrà anch’essa un certo risalto mediatico.
Pare, infatti, che il 2018 Trento avrà l’occasione di ospitare per la prima volta nel corso della sua bimillenaria storia il Gay Pride, manifestazione del c.d. orgoglio omosessuale che abitualmente si svolge con modalità e toni secondo certuni un po’ eccessivi, di certo non particolarmente, per così dire, “castigati”, come pare potersi dedurre dalle fotografie allegate al presente atto ispettivo.
La circostanza per cui la sfilata dell’orgoglio omosessuale si svolgerà a Trento non consente però di considerare l’evento come patrimonio esclusivo della Provincia autonoma di Trento.
Secondo alcuni autorevoli commentatori, infatti, la manifestazione oggetto del presente atto ispettivo sarà il Gay Pride delle Dolomiti e dell’Euregio, il che conferisce indubbiamente alla manifestazione una connotazione “autonomista”, “alpina” e “transfrontaliera” che siamo certi taluni esponenti politici apprezzeranno e che in ogni caso proietta l’evento in una dimensione euroregionale, che non si ritiene possa essere ignorata.
Poiché talvolta (ma non sempre, dipende da chi governa) le manifestazioni dell’orgoglio omosessuale si svolgono in cordiale intesa con le locali autorità politiche ed amministrative, pare opportuno chiedere chiarimenti sullo stato dei rapporti eventualmente intercorsi tra gli organizzatori e la politica regionale.
Anche in considerazione della circostanza per cui in qualche occasione il Sindaco della città ospitante il Gay Pride ha aperto il pittoresco corteo con tanto di fascia tricolore, che in Trentino Alto Adige Südtirol – lo ricordiamo agli amici del PATT che tanto hanno (invano) combattuto per far entrare nelle scuole elementari e medie trentine i rappresentanti di Arcigay ed Arcilesbica –  potrebbe anche essere sostituita dal medaglione.
Così come peraltro puntualmente ricordato ai Sindaci della nostra Regione dall’assessore Noggler in adempimento della mozione recentemente approvata dal Consiglio regionale su proposta del Partito Autonomista Trentino Tirolese.
Quanto sopra premesso, il sottoscritto consigliere
interroga il Presidente del Consiglio regionale al fine di sapere:
a) se egli od altri componenti dell’Ufficio di Presidenza sono stati contattati dagli organizzatori del Gay Pride dolomitico e transfrontaliero;
b) in ipotesi di risposta positiva, quali sono stati i contenuti del colloquio o dei colloqui intervenuti e segnatamente se egli o l’Ufficio di Presidenza hanno promesso di patrocinare e/o finanziare la manifestazione in esame;
c) qualora ad oggi non vi siano stati contatti con gli organizzatori del Gay Pride dolomitico/transfrontaliero e per l’ipotesi in cui tali contatti si verifichino, se egli o l’Ufficio di Presidenza hanno l’intenzione di patrocinare e/o finanziare la manifestazione in esame;
d) considerata la particolarità della manifestazione, se l’Ufficio di Presidenza intende partecipare con un suo rappresentante alla sfilata del Gay Pride dolomitico/transfrontaliero.
A norma di regolamento si richiede risposta scritta.
cons. Rodolfo Borga