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Genitori e numeri: finalmente si torna al buonsenso

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Nella scorsa seduta del Consiglio provinciale è stata approvata la mozione di Civica Trentina, con cui il Consiglio ha impegnato la Giunta ad attivarsi affinché nella modulistica delle scuole trentine e comunque relativa ai servizi forniti dalla Provincia non siano utilizzati termini finalizzati a negare per via burocratica l’esistenza di un padre e di una madre, magari ricorrendo a dei numeri per individuare gli esercenti la potestà parentale. Parliamo degli ormai famosi “genitore 1 e genitore 2” o “responsabile 1 e responsabile 2”.
Già all’inizio della legislatura avevamo presentato un’analoga proposta di mozione, che la maggioranza di centrosinistra (supportata da chi, dall’opposizione, aveva affermato che “nel 2014 parlare di padre e di madre in questi termini sia ormai superato”) aveva bocciato. La stessa mozione era invece stata approvata, con il ricorso al voto segreto, in Consiglio regionale.
Civica Trentina è poi tornata ad occuparsi della questione con riferimento al libretto scolastico di una scuola trentina , ove al padre ed alla madre si erano sostituiti degli anonimi responsabili 1 e 2 (interrogazione). Ed in tale occasione abbiamo ottenuto la correzione di rotta auspicata (documento).
Ora, siamo finalmente riusciti a far approvare una mozione che definisce in via generale (e non solo per l’ambito scolastico) la questione. La nostra perseveranza è stata infine premiata.
Ma, soprattutto, ci pare che molto semplicemente si sia tornati, non senza fatica, a quel comune buon senso, che purtroppo nei tempi attuali sembra essere diventata merce sempre più rara.