Home Blog IDEOLOGIA GENDER NELLE SCUOLE TRENTINE STOP ANCHE DAL MINISTERO

IDEOLOGIA GENDER NELLE SCUOLE TRENTINE STOP ANCHE DAL MINISTERO

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La pubblica sollecitazione di Civica Trentina ha risvegliato la Giunta provinciale dal torpore in cui evidentemente era caduta. Il Presidente Rossi ha immediatamente assicurato che la Provincia (dopo più di otto mesi!) ha incaricato le strutture competenti di redigere la circolare da inviare alla istituzioni scolastiche e formative, destinata a dare attuazione all’ ordine del giorno n. 215/XV.

Il Presidente ci tiene peraltro a precisare che le scuole possono decidere in autonomia. E la dirigente di una scuola media trentina, che ha deciso di far partecipare i propri studenti alla rappresentazione teatrale “Fa’afafine”, di cui è protagonista una bambino di otto anni non ancora in grado di “scegliere se essere un bambino o una bambina”, interviene pubblicamente per dire “no alla censura”.

Vogliamo credere che il Presidente Rossi e la dirigente in questione abbiano equivocato; diversamente dovremo dubitare della loro buona fede. La censura, infatti, non c’entra nulla e nessuno mette in discussione il diritto delle scuole di proporre agli studenti ciò che ritengono più opportuno.

Come noto, la questione è affatto diversa: quando si trattano i temi dell’identità sessuale e di genere, i genitori hanno il diritto di essere previamente ed adeguatamente informati sui contenuti delle iniziative, nonché  eventualmente, qualora tali contenuti non siano condivisi, di non far partecipare i loro figli minori alle medesime.

Così come prevede l’ordine del giorno presentato da Civica Trentina ed approvato all’unanimità dal Consiglio provinciale nel giugno scorso.

Peraltro, recentissimamente il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Fedeli è intervenuta con specifico riferimento allo spettacolo “Fa’ afafine” con una lettera inviata all’assessore della Regione Veneto Donazzan.

Presidente e dirigente scolastica forse non ne sono ancora a conoscenza, ma il Ministro Fedeli nella sua missiva altro non fa che richiamare i contenuti dell’ordine del giorno sopra citato.

Segnatamente il Ministro, dopo aver chiarito che lo spettacolo non vede in alcun modo coinvolto il Ministero e ribadita la libertà delle istituzioni scolastiche di partecipare o meno all’iniziativa, precisa: a) che “la partecipazione ad iniziativa come quella in esame è facoltativa e necessita del consenso dei genitori per gli studenti minorenni o degli stessi se maggiorenni, i quali, in caso di non accettazione, possono astenersi dalla frequenza”; b) che il Ministero “continuerà con costanza a monitorare qualsiasi situazione che possa essere oggetto di specifica violazione”.

Ciò considerato, confidiamo che anche in Trentino – che a tutt’oggi risulta fare parte della Repubblica italiana – le istituzioni scolastiche e formative vorranno attenersi a quanto statuito non soltanto dal Consiglio provinciale, ma dallo stesso Ministero dell’Istruzione.

Provvederemo comunque ad inviare alla Provincia copia della lettera del Ministro Fedeli, cosicché anche in Trentino tutte le scuole – anche quelle che hanno deciso di aderire all’iniziativa teatrale Fa’ afafine senza seguire il percorso indicato dal Ministro come necessario – siano messe a conoscenza delle prescrizioni da osservare quando vengono promosse iniziative come quella in esame.

 

lettera ministro Fedeli

Trentino 4 febbraio 2017