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ITEA spa struttura se stessa dimenticandosi della crisi delle famiglie: un amministratore unico come nelle spa private in aggiunta al presidente, vicepresidente e cda. Quali i costi di questa operazione e quali gli avalli politici?

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Nel mentre si annuncia un cambio d’indirizzo della gestione ITEA, dove parrebbe sia in atto un orientamento al sostegno all’affitto piuttosto che un alloggio popolare; nel momento in cui i vertici e operatori confermano che non ci sarebbe più un orientamento alla costruzione di alloggi, quanto piuttosto, ad  eventuali acquisizioni sul mercato immobiliare anche per il blocco politico imposto dalla Provincia,dall’altra,alla chetichella -in piena discussione della Legge finanziaria , in periodo natalizio e in concomitanza con lo scemato impegno politico dei molti, più impegnati nelle alchimie politiche alla ricerca della propria carriera politica -ITEA Spa, ha variato il proprio Statuto, adeguandolo alle esigenza della propria strutturazione e inventandosi un Amministratore unico e un organigramma degno della peggior immobiliare in affari.

La delibera n.° 2211 del 19 dicembre 2017, infatti, stabilisce delle sostanziali modifiche statutarie dell’Istituto, introducendo una strutturazione che prevede l’aumento delle poltrone in gioco, dove oltre alla composizione attuale, potrà essere nominato un Amministratore Unico e un Vice Presidente, moltiplicando le nomine interessate e interessanti, alla faccia della annunciata riduzione della spesa.

Questo, mentre da notizie ricorrenti sembrava che in ITEA S.p.a., venisse smembrata la parte costruzione e adeguamento alloggi dalla parte amministrativa delle spese di conduzione degli alloggi, che invece,oggidì,con la richiamata delibera, scopriamo che ha ristabilito una posizione verticistica, centrale e a “conduzione politica”, di un servizio, quello delle case un tempo definite popolari, che si starebbe trasformando in una vera e propria immobiliare, con i vizi che questo regime, innescato nella gestione pubblica, può determinare.

Una politica che parrebbe “quella del contratto”, che i vertici del centrosinistra sedicente autonomista, cercano evidentemente di utilizzare per accontentare appetiti instabili, generando e occupando “cadreghine” utilizzabili a pieno titolo nelle due campagne elettorali che ci attendono in primavera e in autunno.

Una strutturazione che bada a gestire e implementare la burocrazia in atto, alla faccia della richiesta di semplificazione, mentre dall’altra, si sta procedendo agli sfratti per parecchie famiglie trentine, cadute in disgrazia per motivi legati alla crisi economica che sta perseguitando le fasce più deboli, anche in Trentino.

Una strutturazione, che sarebbe passata inosservata ai più, senza che vi sia stato un adeguato dibattito sul ruolo che ITEA SPA deve avere nel ruolo sociale degli investimenti pubblici ,soprattutto nel momento in cui, da anni, si sta ridiscutendo la mission e la conformazione societaria, visto che nella veste di S.P.A., deve necessariamente rispondere a dei criteri gestionali che spesso-troppo spesso-confliggono con le necessità reale di un patto sociale della casa che deve essere disponibile prioritariamente, per le famiglie trentine in difficoltà,generata dalla crisi e dai disagi.

Tutto ciò premesso il sottoscritto Consigliere

 interroga il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

  • quali siano le motivazioni per cui ITEA spa, ha proposto e la Giunta Provinciale approvato con la delibera 2211 del 19 dicembre 2017,in pieno dibattito sulla Legge di Finanza in Consiglio provinciale, una sostanziosa variazione statutaria, senza che vi sia una ridefinizione, un dibattito politico e una scelta trasparente oltre che del ruolo, anche della necessità di sovrastrutturale una gestione societaria, nel momento in cui si annuncia un cambio radicale d’indirizzo e di gestione dello stesso Istituto;
  • quali siano le necessità di dar corpo, oltre all’attuale Presidente e C.d.A., anche di un Amministratore Unico e di un vice Presidente e, di più, chi gestisce e nomina tali figure e ne delinea le competenze;
  • quali siano i costi dell’attuale C.d.A., rimborsi a qualsiasi titolo corrisposti dal 2013 ad oggi, e quali quelli previsti con il nuovo organigramma previsto dallo Statuto approvato alla chetichella mentre tanti politici sono impegnati nella definizione delle alchimie politiche per le prossime elezioni romane;
  • se si conferma o si smentisce quanto affermato sulla stampa locale da vertici, funzionari o referenti territoriali che “Itea spa non ha più intenzione di costruire, non certo per scelta ma per imposizione della Provincia” e nel caso, nei fatti, si conferma o si smentisce che la gestione sarebbe così pari a quella di una grossa immobiliare, libera e poco controllata anche nella possibilità di fare “affari” speculativi con qualche privato, magari politicamente vicino a chi governa;
  • quale sia, in definitiva e in concreto, la politica delle case destinate ai trentini in difficoltà, come siano tutela questi ultimi e quali i cambiamenti di mission, visto che stiamo arrivando a sfrattare persone trentine in difficoltà per disoccupazione o motivazioni –quelle di salute ad esempio-che non possono essere sottaciute e ignorate.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Cons. Claudio Civettini