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Madre e padre, genitori, responsabili, numeri ed altro: anche questa volta Civica Trentina è arrivata prima

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Già ad inizio legislatura Civica Trentina si era occupata dell’uso, sempre più diffuso anche nella nostra Provincia, di sostituire nei libretti scolastici alla consueta dizione “genitori o madre e padre” quella di genitore 1 o 2”, di “responsabile 1 o 2” od altro.
Una nostra mozione è stata bocciata, anche con il supporto di chi, dalle file dell’opposizione, aveva affermato che “nel 2014 parlare di padre e madre in questi termini sia ormai superato”. Altra analoga mozione presentata dalla Civica in Consiglio regionale è stata invece approvata, grazie al ricorso al voto segreto.
Più recentemente, avuta notizia che un’iniziativa di tale genere era stata promossa in una scuola trentina, siamo tempestivamente intervenuti   prima con un’interrogazione e quindi con una proposta di mozione  che infine il Consiglio ha approvato, aderendo alla posizione che Civica Trentina aveva manifestato sin dall’inizio della legislatura.
Ora scopriamo che il Presidente Rossi , a distanza di un paio di mesi dall’approvazione della nostra mozione, sarebbe intervenuto sulla questione. Nell’articolo non viene neppure citata la mozione di Civica Trentina, che deve essere sfuggita al giornalista, pure essendo proprio questo l’atto politico che ha imposto al Presidente Rossi d’intervenire.
Nulla di grave, ovviamente. Poiché però in alcuni casi inerenti i temi valoriali che particolarmente ci stanno a cuore (vedi la famiglia naturale) Civica Trentina ha agito tempestivamente (e talvolta senza neppure l’appoggio di tutta la minoranza), prendendosi anche la consueta dose di contumelie frutto della nuova religione del politicamente corretto, ci pare giusto rilevare come, ancora una volta Civica Trentina sia arrivata prima.
Come, per fare un altro esempio, sulla questione del patrocinio al Dolomiti Pride  che noi abbiamo contestato per primi non già perché manifestazione folkloristica, ma sulla base dei contenuti del documento ufficiale degli organizzatori.
Ed anche in questo caso, dopo essere stati oggetto delle consuete contumelie, abbiamo anticipato il Presidente, sollevando una questione che altrimenti sarebbe passata sotto silenzio.