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Manovra finanziaria 2018: gli emendamenti presentati dal Consigliere Rodolfo Borga

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Sintetica nota degli emendamenti presentati dal consigliere Borga alla legge di stabilità ed alla collegata. Proposte concrete che non comportano aumento di spesa, in quanto derivanti da una diversa allocazione delle risorse rispetto ad alcune scelte operate dalla Giunta provinciale.
Emendamenti stabilità e collegata 2018
Premessa:
Le risorse finanziarie a copertura degli emendamenti sono state reperite:
  1. eliminando la deduzione sull’addizionale IRPEF relativa agli anni 2018 e 2019 per i redditi inferiori a 20.000,00 euro lordi annui (maggiori introiti per 48 milioni sui due anni);
  2.  proponendo un parzialmente diverso utilizzo per 16 milioni (2018) e 9 milioni (2019) destinati ai contributi per il rifacimento delle facciate degli edifici in centro storico.
Il complesso delle risorse così reperite viene distribuito come di seguito.
1) contributi in conto capitale nella misura massima del 40% (50% se in centro storico) della spesa ammessa, pari a 200.000,00 euro per interventi di ristrutturazione (miglioramento energetico) sulle singole unità abitative e 400.000,00 per gli interventi su parti comuni degli edifici composti da più unità abitative; le risorse previste sono 25.000.000,00 per l’anno 2018 e 11.000.000,00 per l’anno 2019;
2) 2.000.000,00 euro annui per il triennio destinati ad aumentare le risorse per la misura Azione 19;
3) 4.000.000,00 euro annui per gli anni 2018 e 2019 destinati ad aumentare le risorse per la misura Assegno Unico;
4) 7.000.000,00 euro per l’anno 2019 per il settore agricolo (anno ad oggi scoperto);
5) 3.000.000,00 euro annui per gli anni 2018 e 2019 destinati ad aumentare le risorse per il welfare anziani (spazio argento);
6) 6.000.000,00 euro annui per gli anni 2018 e 2019 per il nuovo contratto per i medici ospedalieri;
6) 400.000,00 euro per le associazioni sportive, derivanti dall’aumento da 5 a 20 euro del contributo spettante per i tesserati minori (sport giovanile).
Sintetica nota esplicativa
Come rilevato in premessa, le risorse finanziarie necessarie a fornire la copertura agli emendamenti proposti non comportano maggiori spese, in quanto utilizzano diversamente risorse già previste a bilancio o prevedono maggiori entrate a copertura delle nuove spese previste.
Per sostenere il settore dell’edilizia proponiamo nuovamente la costituzione di un fondo destinato a contributi per le ristrutturazioni (con finalità di miglioramento energetico) nella misura del 40% (del 50% se si tratta di edifici in centri storici) della spesa ammessa, pari a 200.000,00 euro per le singole unità abitative (400.000,00 euro per le parti comuni di edifici composti da più unità abitative). Le risorse, pari a 25 milioni per il 2018 ed a 11 milioni per il 2019, sono in massima parte reperite dall’abrogazione dell’analoga misura prevista dall’art. 31 della legge di stabilità, che è però limitata alle sole facciate degli edifici siti in centro storico. La nostra proposta amplia la platea degli interessati e dovrebbe stimolare maggiormente gli interventi. Si rileva come, sulla base di analoghe misura adottate in passato: a) la proposta produce un effetto moltiplicatore superiore a tre, cosicché possono ipotizzarsi interventi per circa 80/85 milioni nel 2018 e per 35/40 milioni nel 2019; b) trattasi di interventi che, considerata la relativa modesta entità, nella quasi totalità saranno appaltati ad imprese (e professionisti) locali; ed al di fuori delle lungaggini proprie delle procedure pubbliche; c) gli interventi edilizi genereranno imposte più o meno pari ai contributi concessi (si tratta, pertanto, di una proposta a costo zero o quasi per le casse provinciali, nelle quali entreranno i 9/10 delle maggiori imposte prodotte). In definitiva la proposta mira a sostenere un settore che è tutt’ora in crisi, in relazione al quale le misure previste dalla Giunta non sembrano sufficienti. Non l’anticipo delle detrazioni decennali per le ristrutturazioni, che, pur vantaggioso per chi vi ricorre, sembra avere avuto impatto modesto. Non la nuova misura limitata alle sole facciate degli edifici in centro storico, di certo meno incisiva di quella da noi proposta. L’iniziativa sembra essere ancor più importante in considerazione del considerevole calo delle risorse pubbliche destinate ad opere pubbliche e delle difficoltà (per usare un eufemismo) che le poche opere finanziate incontrano per essere poi appaltate.
La proposta di eliminare la deduzione sull’addizionale IRPEF per i contribuenti con reddito annuo lordo inferiore a 20.000,00 euro libera risorse per 48 milioni sul biennio 2018/19. Considerato il numero dei beneficiari, il tutto si risolve all’equivalente di un paio di caffè in settimana: Più che aiuto, un’elemosina! Noi proponiamo d’investire tali ingenti risorse nel sociale, con esiti che sicuramente sono assai più produttivi per le famiglie in difficoltà: 2 milioni di euro all’anno per i triennio 2018/20 per l’Azione 19, 4 milioni di euro all’anno per il per il biennio 2018/19 per l’assegno unico; 3 milioni di euro all’anno per il biennio 2018/19 per il welfare anziani.
Per quanto concerne la sanità, due sono le proposte. In primo luogo la costituzione di un fondo per 6 milioni di euro per gli anni 2018 e 2019 di destinato a finanziare il rinnovo contrattuale dei medici ospedalieri, Mentre in Alto Adige la Giunta provinciale sta trattando il rinnovo, in Trentino nulla si muove, pur essendo il precedente accordo relativo alla parte economica risalente al 2009. Ad oggi c’è stato soltanto un infruttuoso incontro, cui non è stato dato alcun seguito. Civica Trentina ritiene di dover stimolare con l’emendamento l’apertura di una seria trattativa con i medici ospedalieri. In secondo luogo abbiamo proposto l’abrogazione della proroga del termine (dal luglio 2018 al luglio 2019) entro cui, in assenza d’interventi legislativi, le deroghe organizzative introdotte anche in deroga alla legislazione in via puramente legislativa avrebbero dovuto cessare di avere effetto (L.P: n. 20/2015). Passati due anni, la Giunta vuole ora prorogare il termine alla prossima legislatura, delegificano di fatto in via surrettizia una materia che dovrebbe essere riservata alla legge.
Con 6 emendamenti alla collegata (che non comportano alcuna spesa) proponiamo che i soggetti del terzo settore ed UPIPA siano obbligatoriamente coinvolti (almeno sentiti!) nel processo di attuazione della recente riforma organizzativa del welfare anziani. Una riforma dirigista e centralista, che non può procedere senza che gli operatori del settore siano in qualche misura coinvolti.
Per l’anno 2019, rimasto scoperto, proponiamo 7 milioni di euro a sostegno del comparto agricolo.
Infine, si prevedono 400.000,00 euro per le società ed associazioni sportive dotate del settore giovanile, mediante aumento da 5 a 20 euro del contributo spettante per ogni tesserato minorenne.