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Mense scolastiche in Trentino: carne (quasi) assente dal menù. Questo per motivi religiosi o per ragioni dietetiche? A chi spetta la gestione e scelta dei menù? La Provincia chiarisca questa singolarità

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 L’esistenza del politicamente corretto, inteso come tendenza quasi ossessiva all’oscuramento di tradizioni e valori occidentali allo scopo di non oltraggiare alcuno, non è certo una notizia; anzi, risulta provata da un numero crescente di esempi che vanno dal mondo della politica a quello dello sport, da quello del cinema a quello della musica, con una continuità e diffusione che pare non risparmiare alcun ambito.

Forse neppure quello delle mense scolastiche trentine. Questo, almeno, viene da supporre osservando i menù delle mense scolastiche servite, in Trentino, ai giovanissimi e a cura della società cooperativa RISTO 3, che con professionalità organizza e confeziona i pasti, così come voluti e previsti nei menù approvati dalle autorità competenti.

Molti genitori, in verità, ci hanno fatto notare-come si può constatare dal menu allegato, osservando la programmazione di alcuni pasti scolastici – la carne, fatta eccezione per il ragù nella pasta, è letteralmente scomparsa per fare spazio solo a pesce, verdure o ad altre opzioni alimentari; il che non può non sollevare un dubbio.

Come mai la carne, peraltro frutto di una preziosa economia locale, di fatto, pare bandita da alcune mense scolastiche? Forse perché i bambini di religione mussulmana non possono mangiarne e quindi i menù sono appositamente pensati in tal senso? «A pensar male si fa peccato», diceva un politico di lungo corso, «ma spesso s’indovina».

Ora, poiché è bene comunque non sollevare né alimentare sospetti senza alcun riscontro concreto, è bene dare modo alla Giunta provinciale, con la predisposizione del presente atto ispettivo, di chiarire la presente questione, giunta all’attenzione dello scrivente previa segnalazione di alcuni genitori preoccupati del fatto che ai loro figli, nelle mense scolastiche, sia de facto preclusa la possibilità, una tantum, di poter mangiare della carne, alimento non soltanto dalle proprietà nutritive positive ma ampiamente parte della nostra tradizione culinaria italiana e trentina. Di qui l’esigenza di un chiarimento da parte dell’Amministrazione provinciale, che si spera possa arrivare quanto prima.

Tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere

interroga Il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

  • se corrisponda al vero quanto riferito in premessa – e documentato fotograficamente – circa il fatto che in alcune mense scolastiche trentine, pur con l’alta professionalità della società cui è appaltato la confezione dei pasti, la carne, fatta eccezione per il ragù nella pasta, è letteralmente scomparsa per fare spazio solo a pesce, verdure o ad altre opzioni alimentari;
  • come mai, in caso affermativo rispetto al quesito precedente, la carne, prodotto prezioso anche per l’economia locale, pare bandita da alcune mense scolastiche;
  • a chi è demandata la formulazione dei menù poi prodotti e quali gli input sugli contenuti nei bandi degli appalti per le mense scolastiche, circa la composizione dei menù stessi ma, soprattutto, quali gli indirizzi dati ai dietisti che controllano verosimilmente l’apporto proteico nelle pietanze somministrate;
  • se non ritiene grave a che a tanti giovanissimi sia de facto preclusa la possibilità, una tantum, di poter mangiare della carne, alimento non soltanto dalle proprietà nutritive positive ma ampiamente parte della nostra tradizione culinaria italiana e trentina;
  • se l’assenza o quasi della carne nei menù di alcune mense scolastiche, in Trentino, risponda alla volontà di non urtare la sensibilità dei bambini di fede mussulmana;
  • in caso affermativo, se non reputa tutto ciò sintomo non già del rispetto altrui (che verrebbe meno, in questo caso, solo in presenza di un obbligo di cibarsi di carne, ovviamente inesistente), ma di una vera e propria sottomissione culturale locale all’insegna del politicamente corretto;
  • entro quali termini e secondo quali modalità, interfacciandosi chi di dovere, intende attivarsi affinché nelle mense scolastiche trentine dov’è oggi assente (o quasi) venga reintrodotta la possibilità, per i giovanissimi, di poter mangiare anche della carne.

A norma di Regolamento, si chiede risposta scritta.

 

Cons. Claudio Civettini