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Monte Baldo e cinghiali: si intervenga per evitare l’invasione. Quale il piano provinciale di tutela ambientale?

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Per la Coldiretti, si tratta di una emergenza nazionale, per la quotidianità delle colture trentine e del patrimonio prativo, un vero e proprio disastro quotidiano che si abbatte nell’apparente assoluto disinteresse, sulla gestione delle proprietà, generando, oltre ai danni economici, anche un danno ambientale importante.

Dopo la val di Gresta, la riserva naturale dell’altopiano della Scanuppia, sopra Besenello ecco che il cinghiale, dopo orso e lupi, si è presentato anche sulle pendici del Baldo, lasciando i suoi segni inconfondibili di devastazione nella zone di Madonna della Neve, malga Tret e Prà della Stua.

Gli agricoltori, giustamente preoccupati, hanno rilevato il fatto e segnalata la grande preoccupazione della proliferazione di detti animali, che, come sappiamo, hanno un alto indice riproduttivo e un altrettanto alta capacità di adattamento financo i 2000 metri di altezza, sopportando freddo e climi gelidi.

Ora parrebbe stabilizzato a quota 1200 metri ma le scorribande alla ricerca di cibo, sono state segnalate appunto, in luoghi e altezze diverse e, a fronte di questo, la regia della gestione politica non può ignorare questo fenomeno che sta sconvolgendo oramai tutto il Trentino.

Qualcosa va fatto per arginare la diffusione di questo prolifico mammifero, poiché diversamente, tra qualche anno ci troveremo a rincorrere la solita emergenza derivante dalla massiccia presenza della specie.

Tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere

interroga il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente:

  • se si sia a conoscenza che anche sulle pendici del monte Baldo, sarebbero stati ritrovati i segni inequivocabili della presenza del cinghiale e nel caso, quando sia stata rilevata la presenza, quanti siano – qualora fosse stato fatto un censimento – i capi che verosimilmente si sono spostati in detta zona e quali i danni accertati al patrimonio prativo e in quali zone;
  • se si condividano le lamentele e le preoccupazioni, che sono giuste e corrette, degli agricoltori e dei proprietari dei fondi prativi, circa il pericolo di una alta proliferazione di tali animali anche nella zona del Baldo e, di conseguenza, come si intenda agire per arginare, controllare ed evitare tale ipotesi;
  • quale sia il piano della Provincia di Trento per monitorare, gestire e fare regia sulla limitazione riproduttiva dei cinghiali, evitando un ripopolamento selvaggio che prima o dopo, andrà a costituire un vero e proprio problema di “convivenza” e ambientale;
  • se si conferma o si smentisce che, anche i cinghiali alla presenza dei piccoli, possa diventare aggressivo costituendo un proprio e vero pericolo per la presenza – seppur passiva e corretta – delle persone.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Cons. Claudio Civettini