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Monte Bondone: in assenza di un progetto turistico, situazione fallimentare? Quale la regia politica provinciale?

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Mentre tutti cercano di ragionare su come sviluppare turisticamente il Monte Bondone, un numero significativo delle sue strutture alberghiero o di ristoro, risultano all’asta. Sarebbero infatti ben 5 le strutture all’asta, da Vaneze a Lagolo, passando per il Vason. Esattamente quello che parrebbe in realtà il fallimento di una politica che ha nei fatti, lasciato allo sbando una zona molto legata a Trento, troppo spesso rincorrendo percorsi impraticabili o legati a interessi che poco avrebbero a che condividere con il monte Bondone.

Una politica, troppo spesso non all’altezza di un progetto ma frutto della mancanza di un progetto definito con gli operatori economici e residenti e in assenza di scelte che potessero essere di sostegno allo sviluppo turistico per rispondere alle necessità concrete alle opportunità e problematiche turistiche di una zona straordinaria quale indubbiamente è il Monte Bondone.

Già in altri ispettivi ci siamo occupati della situazione di Lagolo, ma ora vediamo che si è passati alla messa all’asta di varie realtà quali il Dolomiti Chalet, il Norge e la discoteca Studio Uno. Una situazione quindi grave, all’inizio di una nuova stagione invernale e se pensiamo che anche altre realtà sono state svendute e che furono oggetto dei famosi Patti Territoriali- perciò dei finanziamenti anche pubblici con finalità di sviluppo- il fenomeno non può che preoccuparci.

Fenomeno, frutto forse di una miopia politica e sufficienza senza pari, che nei fatti, è stato il cappio al collo di uno sviluppo strozzato, ostaggio delle non scelte dell’amministrazione comunale di Trento e dell’assenza di una regia provinciale.

Questo atto ispettivo viene depositato in ogni modo, con la finalità della ricerca di colpevoli, bensì proprio per capire quale sia il piano di sviluppo di un territorio, quale è quello del Monte Bondone, che ha in sé delle caratteristiche sicuramente importanti nel momento in cui riuscirà ad uscire dal localismo verso una frontiera di interesse nazionale, se non europeo.

Di qui la necessità di capire quale sia la posizione della Giunta provinciale su tale opportunità e quali gli impegni che non siano relegati ai meri annunci, ma che possano avere passaggi concreti per dare soluzioni oggi latenti e che dovranno per forza essere inserite in un piano di comunicazione non basato sull’autoreferenzialità ma su specifiche logiche di marketing territoriale specifico, dato per scontato e noto, che le caratteristiche ambientali e strutturali il Monte Bondone le possieda in abbondanza.

Data quindi per scontata la conoscenza della preoccupante situazione delle numerose strutture in difficoltà o fallimentari, da Lagolo al Monte Bondone, sarebbe dunque da capire quale sia la politica strutturale che si vorrà attuare in un piano d’intervento chiaro e concreto.

Tutto ciò, naturalmente, se si crede nella valenza turistica del Monte Bondone e, nel caso, quale sia il progetto turistico, con quali tempi e attraverso quali azioni si intende dar corso immediatamente a un tavolo che comprenda gli operatori locali, gli operatori turistici, ma anche un piano di marketing spinto, che possa mettere il Monte Bondone di vivere non un localismo improduttivo, ma una compiuta soggettività turistica.

 Tutto ciò premesso Il sottoscritto Consigliere

interroga il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

  • quali siano stati, negli ultimi anni, gli interventi concreti di supporto alla valorizzazione turistica del Monte Bondone, quali i fallimenti conclamati e quali siano le analisi su tali insuccessi, affinché siano d’indirizzo per una nuova politica turistica per il Monte Bondone;
  • quale sia – dando per scontata la conoscenza la preoccupante situazione assai diffusa di fallimenti e difficoltà delle struttura turistiche presenti da Lagolo al Monte Bondone la regia provinciale che in concerto con l’amministrazione comunale, possa dar corpo ad un progetto di sviluppo vero e proprio per il Monte Bondone;
  • se, credendo alla valenza turistica del Bondone, si voglia dar corso immediatamente ad un tavolo di sviluppo che comprenda gli operatori locali, gli operatori turistici, oltre che per dar corso ad adeguamenti strutturali e ad un piano specifico territoriale del Monte Bondone, anche ad un piano di marketing specifico che abbia come obiettivo, l’attrattività e la specificità dei luoghi;
  • se vi siano strutture pubbliche-provinciali o comunali-in stato di abbandono e nel caso, quali siano i piani legati alla coerenza amministrativa, per un recupero allo sviluppo del monte Bondone.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Cons. Claudio Civettini