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Monte Brione: caduta massi e indiscutibile necessità di sicurezza. Vallo-Tomo per scelta di convenienza o di sicurezza? Quali alternative sono state valutate e quali pro e i contro? Quale attenzione si vuole porre alla conservazione del paesaggio? Quale il coinvolgimento del territorio sulla scelta che si vorrebbe calare dall’alto?

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La necessità di porre in sicurezza, con un intervento, il Monte Brione è giustamente e attualmente più che condivisa. Ancora viva, infatti, è la memoria di quanto accaduto il 9 marzo 2014, poco dopo le ore dieci del mattino, quando a Arco si sfiorò letteralmente la tragedia a causa dei massi di grandi dimensioni – staccatisi dal monte in questione -, i quali finirono con il colpire ben due case e un residence, oltre a travolgere travolto due auto sulla strada provinciale che collega Arco a Torbole in località Linfano. Quello, agli occhi di molti, fu il segnale inequivocabile che qualcosa, per la messa in sicurezza di quei luoghi e di coloro che li abitano, andava fatto.

Del resto, che il problema in questione relativo alla caduta massi e frane dal fianco est del Monte Brione andasse sicuramente affrontato prevedendo un intervento per la messa in sicurezza, era dimostrato dal fatto che negli ultimi tre decenni si siano verificati ben 4 eventi significativi di rilascio massi, senza considerare poi eventi di carattere minore che ricorrono con ancora maggior frequenza. Se dunque da un lato, come si è detto, è più che condivisa l’esigenza di un intervento per la problematica in questione, bensì meno convergenza si registra sulle modalità con cui questo dovrebbe essere poi effettivamente realizzato; modalità che al momento sembrano, secondo quanto prospettato, davvero deludenti.

Pare infatti che il progetto con cui si intende procedere con un discutibile vallo-tomo, un trincerone dal punto di vista estetico ed ambientale devastante di oltre 1 km per contenere al massimo 3000 kj, sigla che sta per chilojoule, ovvero l’unità di misura adottata internazionalmente per indicare l’energia. Una soluzione, questa, che potrebbe essere sostituita da paramassi che risolvono velocemente e tranquillamente il problema della sicurezza del carico e delle attività sottostanti ad ogni rupe, sostituendo tutti i vallo tomo fino ad oltre 8000kj.

Una soluzione che potrebbe coniugare sicurezza e impatto ambientale, poiché diversamente, partendo da Mori fino alla necessità di sicurezza in questione, in zona Linfano di Arco, si inaugura di fatto, una stagione d’ingabbiamento forzoso delle rocce soprastante i centri abitati, stravolgendone l’ambiente e il paesaggio naturale. Una ipotesi, quella alternativa alla scelta del vallo tomo, che va considerata oltre che per motivi naturalistici, anche per una corretta attenzione ai costi, che, almeno da quanto ci è stato illustrato, sarebbe più conveniente ed ugualmente sicura.

Tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere

interroga il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

  • se corrisponda al vero quanto riferito in premessa circa il fatto che per prevenire incidenti relativi alla caduta massi dal Monte Brione si intende procedere con la discutibile installazione di un vallo-tomo, un trincerone dal punto di vista estetico ed ambientale devastante di oltre 1km per contenere al massimo 3000 kj;
  • in quale sede, attraverso quale confronto e coinvolgimento politico e tecnico di soggetti e rappresentanti locali e di tecnici specialisti di settore– in caso affermativo al precedente quesito – è maturare siffatta opzione per il vallo-tomo;
  • se siano state valutate alternative coerenti e di altrettanta garanzia di sicurezza alla soluzione del vallo-tomo e nel caso, quali i confronti tecnici attuati e, in particolare, se si sia attivata una attenta verifica sulla possibilità di risolvere il problema con la realizzazione del sistema paramassi che sembrerebbe trovare facile e veloce installazione, risolvendo velocemente e tranquillamente il problema della sicurezza del carico e delle attività sottostanti ad ogni rupe, con garanzie di tenuta fino  ad oltre 8000kj;
  • per quale ragione – in caso affermativo rispetto al precedente quesito – non si è finora considerata l’alternativa suddetta, che oltretutto garantirebbe prestazioni più elevate per quanto concerne la messa in sicurezza;
  • entro quali termini e secondo quali modalità intende attivarsi, con un coinvolgimento degli amministratori e dei cittadini interessati, per ridiscutere la citata ipotesi del vallo-tomo, in favore dell’ipotesi dell’installazione di paramassi, conveniente per molteplici ragioni.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Cons. Claudio Civettini