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Ospedale di Ala: Macroattività ambulatoriali complesse. Nuovo nome del day hospital con l’inganno?

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Il MAC – acronimo che sta per Macroattività Ambulatoriali Complesse – designa un’attività che è già operativa ad esempio in Lombardia (lo dimostra, su tutti, il caso del San Raffaele di Milano) e verosimilmente costituisce un buon modo di lavorare dal momento che prevede anche l’utilizzo di strutture con più specialità presenti e medici.

Purtroppo al presidio ospedaliero di Ala – come dimostra un documento interno visionato – le cose stanno diversamente e dietro il termine MAC si cela, con un briciolo di cinismo espressivo, un assetto organizzativo ben diverso, che prevede – in concreto – esattamente quello che si faceva prima – Day hospital, in pratica -, con i pazienti che risultano per lo più gli stessi, e riduzione dell’orario l’orario con chiusura a mezzogiorno.

Ragion per cui, considerando per esempio l’ipotesi che un paziente possa accusare un malore oltre detto orario, il personale infermieristico risulta particolarmente – e comprensibilmente – allarmato. Tra il resto, tutti gli altri pazienti (non considerati rientranti nel MAC) continuano ad usufruire il servizio e quindi attività ambulatoriale normale ma che, comunque, dovrebbe aver sempre un medico presente in caso di necessità. Ora, la cosa grave, al di là delle pur notevoli criticità qui sintetizzate, è che detta programmazione – eccettuato il documento intero richiamato, datato 30 luglio 2015 sottoscritto dal Direttore sanitario e dal Primario, che però il giorno dopo è andato in pensione – è stata stabilita senza il minimo riferimento ad una Deliberazione di Giunta.

Una mancanza che può far legittimamente supporre che a Trento non si sia del tutto a conoscenza delle discutibilissima impostazione organizzativa data al presidio ospedaliero di Ala, o, in alternativa, che si sia volutamente lasciate gestire impostazioni “punitive” nei confronti della struttura, per liberarsi di una colpa, visto che chi avrebbe redatto il documento organizzativo, avrebbe goduto della meritata pensione, proprio il giorno dopo averla emessa.

Ragion per cui è bene che la Giunta provinciale, alla luce di quanto sin qui detto, chiarisca anzitutto se non ritiene grave che presso la struttura in parola, dietro il termine MAC si celi altro, vale a dire esattamente quello che si faceva prima – Day hospital, in pratica -, con i pazienti che risultano per lo più gli stessi, e riduzione dell’orario con chiusura a mezzogiorno, con conseguenti e comprensibili preoccupazioni degli infermieri nell’eventualità che un paziente accusasse dei malo accusare un malore dopo siffatto termine.

O se in alternativa, condividendo l’impostazione, ha cercato di verificare stando alla finestra, quali sarebbero stati gli effetti e le reazioni degli utenti, sempre troppo silenziati dalla rassegnazione di tagli inaccettabili.

A fronte di ciò, l’Amministrazione provinciale dovrebbe chiarire se intende intervenire per rivedere un simile o assumersi le responsabilità politiche di questo quanto mai opinabile assetto organizzativo e, in caso affermativo, entro quali termini e secondo quali modalità intende attivarsi in proposito.

Tutto ciò premesso,

si interroga il Presidente della Provincia per sapere:

 

  • quali siano le motivazioni che hanno dettato tale programmazione organizzativa attraverso il documento intero richiamato, datato 30 luglio 2015 sottoscritto dal Direttore sanitario e dal Primario, che però il giorno dopo è andato in pensione, stabilita senza il minimo riferimento ad una deliberazione di Giunta provinciale che normalmente detta le linee organizzative e della strutturazione dei presidi ospedalieri;
  • quali siano le motivazioni a supporto di tale provvedimento e se non si ritiene grave che al presidio ospedaliero di Ala, dietro il termine MAC si celi altro, vale a dire esattamente quello che si faceva prima – Day hospital, in pratica -, con i pazienti che risultano per lo più gli stessi, e riduzione dell’orario con chiusura a mezzogiorno, con conseguenti e comprensibili preoccupazioni degli infermieri nell’eventualità che un paziente accusasse dei malo accusare un malore dopo siffatto termine;
  • se non ritiene perciò urgente intervenire rivedere un simile un quanto mai opinabile assetto organizzativo, così da garantire pienamente l’attività di Macroattività Ambulatoriali Complesse, evitando che sia solamente un nuovo ingannevole strategia per definire il limitato day hospital;
  • In caso affermativo, entro quali termini e secondo quali modalità intende attivarsi in tal senso, così da garantire ai residenti di Ala, e non solo, un presidio ospedaliero che offra servizi all’altezza. 

A norma di Regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Civettini