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Passo Rolle: impianti e proposte complementari, la politica trentina ferma dai bacini d’utenza elettorale e miope sulla progettualità? Quali le proiezioni dei confronti sugli investimenti e le finalità messe in campo?

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Governare, oggidì, nel magma economico in cui viviamo nonostante le sparate elettorali dei manigoldi della politica nazionale che ci raccontano che la crisi è alle spalle (chiedetelo alla moltitudine di disoccupati e inoccupati italiani e trentini!), vuol principalmente coniugare opportunità che il sistema economico sa mettere in pista, laddove si crede allo sviluppo.

Quanto è successo circa la proposta del fiemmese L. D., amministratore delegato de “La Sportiva Outdoor Paradise” che con una proposta innovativa, dava delle indicazione relativamente allo sviluppo del Rolle, ha dell’incredibile, vedendo un Presidente della Provincia di Trento che, senza nulla mediare, stoppa e rimanda al mittente la proposta, con la classica arroganza di chi sa che con i denari pubblici rende forse di più la via tradizionale di finanziare impiantisti e sistemi, poiché nel breve renderebbe di più elettoralmente.

La proposta, che era basata su “un progetto ambizioso di turismo sostenibile e di riqualificazione del territorio del Passo Rolle con la creazione di un’area a vocazione outdoor alternativa allo sci alpinismo”, prevedeva – è vero – lo smantellamento degli impianti da sci, ma anziché stroncarla in bocca a chi, in val di Fiemme, ha saputo creare un piccolo impero, l’arte della mediazione e della valutazione attenta delle possibilità di far convivere i progetti, senza umiliare nessuno, poteva essere una via intelligente.

Una difficile via all’intelligenza politica istituzionale anche nella forma, poiché da Malè, dove gli interessi sono sicuramente diversi da quelli della zona Rolle-Primiero, ha prevalso la via dell’arroganza, degli interessi politici a breve e del “corpo a corpo” sullo sviluppo dei diversi territori, quasi fosse un pre-contratto elettorale nei vari bacini d’utenza.

Una vicenda che chiarisce quello sterile “Piacere, Ugo” che fu slogan in campagna elettorale ma che in concreto, il vero disastro di questa Giunta, è proprio l’incapacità di ascolto e di mediazione su temi e su proposte che potrebbero essere il collante di situazioni e opportunità non lette.

Dunque, si è voluto abbassare il sipario umiliando anche l’Amministratore delegato di una azienda seria, che in modo aziendale ha avanzato una proposta che, nel medio termine, potrebbe essere una soluzione, nel momento in cui si avesse la capacità di far convivere e riformare gradualmente, eventuali successi o scompensi che la stagionalità può sempre riservare anche ad una zona splendida come il Rolle.

Un percorso che sembra sia stato avviato ancora a luglio con gli amministratori locali e che il Presidente, avrebbe invece stroncato sul nascere, argomentando nascondendosi dietro facili argomenti che accusano di “ideologismo” la proposta, quando invece, parrebbe ben altro.

Un percorso, che se fatto intelligentemente, non poteva e non doveva essere di contrapposizione, così com’è stato strumentalizzato poiché compito della politica è anche verificare – di là dal 34% in più di presenze, senza alcun approfondimento degli effetti prodotti – quali potrebbero essere gli scenari di sviluppo di nuovi mercati, di nuove tendenze e di nuove opportunità, viste anche in proiezione a possibili mutamenti delle stagionalità.

Tutto ciò premesso il sottoscritto Consigliere

interrogail Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

  • quale sia stata la proposta organica-definita rivoluzionaria-resa pubblica dal fiemmese L.D., amministratore delegato di una strategica azienda di valle con oltre 600 dipendenti, circa la proiezione di sviluppo vista per il passo Rolle, dove – da quanto in nostra conoscenza – avrebbe presentato un “ progetto ambizioso di turismo sostenibile e riqualificazione del territorio del Passo Rolle” e se risulta vero che sin da luglio si erano aperte comunicazioni multiple con gli amministratori locali circa la fattibilità e sostenibilità;
  • essendo un progetto strategico innestato in un territorio già servito da impianti e piste da sci, dove solo nell’ultima stagione avrebbe avuto un incremento del 34%, a livello provinciale con chi, con quali analisi e con quali proiezioni di sviluppo si è valutata la proposta poi così brutalmente stroncata in una serata a Malè (dove gli interessi sono giustamente e comprensibilmente ben doversi!) proprio dal Presidente della Provincia;
  • la proposta esposta, poteva essere mediata in un piano di fattibilità che potesse far convivere impianti e piano turistico di tendenza, inserendo gradualmente degli step attuativi e non sostitutivi;
  • se – nel caso in cui si fosse stroncato per incompatibilità manifesta con quanto già in essere – non sarebbe stato possibile pensare trasferire l’idea in zone oggi depresse ma altrettanto piene di potenzialità come ad esempio Tremalzo o altre località simili in attesa di essere adeguatamente sviluppate.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Cons. Claudio Civettini