Home Blog Piano del trilinguismo senza progetto di copertura dei docenti: quali le responsabilità...

Piano del trilinguismo senza progetto di copertura dei docenti: quali le responsabilità e quale il destino del Piano? Ennesima gaffe organizzativa o precisa volontà politica?

0 31

CONDIVIDI SUI SOCIAL:

La scuola trentina, in particolare quella che può essere ritenuta la sua organizzazione, nonostante i grandi annunci dei comunicati stampa della Provincia, pare da troppo tempo – agli occhi di molteplici osservatori – più frutto di improvvisazione che di una pianificazione seria e soprattutto compiutamente condivisa con tutti soggetti che compongono la platea scolastica, sia dal punto di vista organizzativo, sia dal punto di vista degli utenti.

Una situazione, questa, attestata da numerosi eventi, che vanno da pronunciamenti avversi alla Provincia da parte della magistratura – si pensi all’Ordinanza del Consiglio di Stato aveva stabilito obbligo di reintegro di ben 164 ricorrenti, non può certo esaurirsi nelle dichiarazioni di presunta normalità di quanto successo -, a scelte amministrative quanto meno discutibili.

Tra queste ultime, non si può non segnalare la determinazione degna di miglior causa con la quale la Provincia ha perseguito il progetto sul trilinguismo. Ebbene, nonostante detti indubbi sforzi, pare che su questo fronte la scuola sia costretta – secondo quanto riferisce anche la stampa locale – a fare un passo indietro, al punto che, dal prossimo anno scolastico, le ore di Clil alla primaria potrebbero essere drasticamente ridotte, passando 5 a 3. Una vera e propria retromarcia, pare dovuta a carenza di insegnanti, che la Giunta provinciale sta cercando di minimizzare parlando di «correzioni doverose che mantengono la rotta», ma che è assai indicativa.

Ora, considerando che sul progetto sul trilinguismo si addensavano già parecchie critiche – che hanno non per nulla ispirato, anche da parte del sottoscritto, diversi atti ispettivi specifici, le Interrogazioni n. 1287/XV e n. 1363/XV – pare doveroso, alla luce di quanto poc’anzi sottolineato, chiedere all’Amministrazione provinciale se non si possa ritenere quello del trilinguismo un progetto fallimentare; per quale ragione non era stata adeguatamente prevista l’occupazione delle cattedre necessarie; quanto finora è stato speso in questa direzione; entro quali termini e secondo quali modalità, qualora il calo di docenti dovesse rinnovarsi o espandersi e se, la Provincia –magari valutati i costi-abbia la volontà di una definitiva marcia indietro in questo senso.

Tutto ciò premesso il sottoscritto Consigliere

interroga il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

  • se si conferma quanto riferito in premessa circa il fatto che il Progetto sul trilinguismo subirà, da prossimo anno, un drastico ridimensionamento, tanto che, dal prossimo anno scolastico, le ore di Clil alla primaria potrebbero essere fortemente ridotte, passando 5 a 3;
  • se la circostanza sia confermata o smentita e se-nel caso-corrisponda al vero che tutto ciò sia dovuto, essenzialmente, alla carenza di docenti adeguatamente formato o se invece, siano i costi a non dare spazio a questi ultimi nel progetto;
  • se non trova grave e singolare che un Progetto così recente debba non “assestarsi”, ma subito – come si diceva poc’anzi – subire un pesante ridimensionamento in realtà più simile a un dimezzamento;
  • se tale riduzione del Progetto, per carenza di insegnanti, fosse prevedibile e, in caso affermativo, per quale motivo non lo sia stata;
  • quanto finora sia costato, nei bilanci relativi – dall’elaborazione dei bandi di concorso ad oggi – il Progetto sul trilinguismo;
  • se, qualora prossimamente si registrasse un ulteriore carenza di insegnanti, la Provincia, magari anche alla luce dei costi, ritenga fondata l’ipotesi di chiudere il Progetto in questione.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Cons. Claudio Civettini-